martedì 27 maggio 2014

Politica e pedagogia

Raperonzolo si pone in quel gruppo (si spera non troppo ristretto) che avendo una qualche nozione di pedagogia non aveva dubbi sull'esito elettorale.
Come mamma e insegnante ha imparato che concetti fondamentali come il rispetto, la solidarietà e l'onestà non si insegnano ai bambini blaterandogli contro e facendoli sentire dei deficienti, s'insegnano piuttosto con l'esempio, il dialogo e la pazienza, ma soprattutto s'insegnano facendo leva sull'autostima. Fai sentire un bambino importante, fagli capire che è intelligente e rispettalo anche quando sbaglia e ti seguirà ovunque tu lo voglia portare. L'essere umano è dotato in partenza del gene che lo fa anelare al miglioramento, ma è un gene che va curato, accarezzato e supportato. Se un bambino lo prendi a schiaffi, lo insulti, gli dici che i genitori sono ladri e che se non ti ascolta sei un ladro anche tu proprio come loro; se quando il bambino non ti ascolta strilli più forte e batti i pugni sul tavolo, come pensi di poter mai avere quel bambino dalla tua parte? Come puoi aspettarti che mancando di rispetto al bambino quel bambino ti rispetti? Come puoi aspettarti che quel bambino ti voglia come guida?
Ecco, un politico che fosse anche genitore, un politico che fosse anche insegnante oppure semplicemente un politico che avesse veramente a cuore il bambino una cosa così fondamentale come la natura umana l'avrebbe capita.

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