lunedì 30 luglio 2012

Santa pupa e il buco nero degli improbabili biglietti delle olimpiadi

Quando sette anni fa Londra si è aggiudicata l'olimpiade, Rape' e il Mr festeggiariono come due oche giulive. "Ci pensi?" diceva lui "Figlio-uno avrà dieci anni, Figlio-due sei e avremo le olimpiadi sotto casa! Costruiranno il villaggio olimpico a venti minuti da noi, potremmo andare a vedere le olimpiadi dal vivo!"
"E' strepitoso!" ribadiva lei "Una cosa così ti capita solo una volta nella vita."
Il richiamo alla realtà è avvenuto quando circa un anno fa i nostri si sono imbattuti nel meccanismo machiavellico e perverso dell'assegnazione dei biglietti, una roba che perfino la più surreale delle burocrazie italiche non si sarebbe sognata.
Il regolamento e la procedura erano così complicate che ci sono voluti diversi giorni di studi per venirne a capo, senza per questo capire perché non si poteva semplicemente scegliere un evento e prenotare i biglietti. Nein, Niet, Nix non si poteva. Piuottosto era indispensabile fare una pre-selezione, ad un anno di distanza degli eventi a cui si sarebbe voluto assistere, facendo alcuni calcoli logaritmici del dove, come e chi, compilare un'infinità di schermate, inserire numero carta di credito (esclusivamente Visa), garantire che non si sarebbe bevuto Pepsi ma solo Coca cola, vestire solo Adidas e scordati le Nike. Occorreva attendere poi alcuni mesi e scoprire quali biglietti erano stati assegnati. Con molta pazienza, i nostri promisero che avrebbero aderito a tutti gli sponsor, giurato che mai e poi mai avrebbero bevuto Pepsi di lì all'eternità e scelsero un totale di quattro eventi, limitandosi ai prezzi bassi, alle qualificazioni (evitando gli eventi più ambiti quali atletica), il tutto per una spesa ipotetica di circa trecento sterline, nella speranza di riuscire a rimediare almeno un evento e spenderne una cifra abbordabile. Migliaia di speranzosi british hanno fatto la stessa operazione, poi che è successo? Niente. Rape', il Mr e il 90% dei loro conoscenti sono rimasti a secco. A chi sono andati i biglietti? Non si sa.
Che sfiga, hanno pensato i nostri. Ogni tanto incrociavano qualche fortunato che proclamava di avere ottenuto i biglietti per un evento con lo stesso entusiasmo di chi ha vinto la lotteria di fine anno. ""Cosa vai a vedere?" Chiedevano i nostri. "Qualificazioni di calcio femminile a 300 chilometri da Londra". "Meicoj... che fortuna!"
Da allora, sono seguite altre due "lotterie". Solita procedura: elencare gli eventi click, incrociare le dita click, memorizzare ciascuno degli sponsor click, accendere un cero a santa pupa click, sperare nella dea bendata invio.
Nix. Tutti a secco. Spiacenti, i biglietti non vi sono stati assegnati.
Vabbé, hanno ripensato i nostri. C'è tanta gente che li vuole, i biglietti sono limitati, ci ha detto male. Pazienza.
E se facessimo domanda dall'Italia, la Germania o il Bangladesh? Maddai, prima o poi ci riusciremo, 'ste olimpiadi le fanno dietro casa!
Cominciano le olimpiadi.
Spalti vuoti.
Maporc...
Rape', Mr e altri 8 milioni di londinesi infuriati si fiondano sul sito ufficiale. Ma come? Dicono Mr e Mrs Smith, sono mesi che beviamo solo Coca cola che ruttiamo come ossessi, abbiamo duecento carte Visa a testa e un contratto da grossisti alla Adidas... I biglietti ci sono ancora???
Nein, Niet, Nix.
Rape' e il Mr dopo ore di setaccio avvistano sporadici biglietti per eventi poco interessanti, a cifre esorbitanti, inseriscono i dati tanto per vedere che succede.
Spiacenti, i biglietti richiesti non sono più disponibili.
Ma diceva...
Il Mr ce la mette tutta, fa ricerche: "Potremmo sempre prendere i biglietti per il parco olimpico e sperare nelle restituzioni."
"Ok, proviamo" risponde Rape' speranzosa.
Spiacenti, i biglietti per il parco olimpico non si possono più acquistare. 
I nostri da un anno cercano biglietti per il nuoto. Esauriti.
Spalti vuoti.
Per una anno hanno tentato con la scherma. Non esistono.
Spalti vuoti.
Da sei mesi per il Basket. Esauriti.
Spalti vuoti.
Da alcuni giorni con la pallavolo. Terminati.
Spalti vuoti.


Londra snobba le olimpiadi, titolano i giornali italiani.
Ecco, diciamo che è il contrario: sono le olimpiadi, organizzate coi contropiedi, che snobbano i londinesi.

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