sabato 10 dicembre 2011

giovedì 8 dicembre 2011

Quando guardavamo i film

Raperonzolo appartiene a quella generazione per cui, all'età dei propri figli, vedere i film era una cosa tanto rara quanto ambita. La trasmissione di un film su mamma RAI significava la famiglia riunita, con ciascun membro pronto a lottare sul posto in poltrona. Solo la domenica, in occasione dei tradizionali drammoni biblici, si assistevano a scene del genere. Non c'era verso che la nostra, come gran parte dei suoi coetanei, fosse messa a letto dopo Carosello: lei il fim se lo doveva guardare. Anche perché i film non erano mai isolati, venivano trasmessi a cicli. E allora giù con i film di Frank Capra, o quelli con James Stewart, John Wayne e Cary Grant; e poi De Sica, Rossellini e così via.
Ogni tanto, ma proprio raramente, si andava al cinema. Una volta l'anno, a Natale, si poteva beneficiare di un cartone di Disney, di quelli classici, già allora roba di almeno dieci o venti anni prima.
Anche l'estate, magari all'arena, non c'era regalo migliore che essere portati a vedere un film di Bud Spencer e Terence Hill.
Poi c'era il cinema dell'oratorio. Era lo zuccherino offerto a noi bambini per farci andare a messa e a catechismo. Si cominciava alle otto con la messa dei ragazzi, e partiva il conto alla rovescia. Catechismo filava con un piede già fuori dalla porta e alle dieci in punto tutti sulle pancacce di legno e giù a suon di spaghetti western, Gozilla e Project UFO, che a ripensarci, erano scelte ben strane per un cinema parrocchiale.
Rape' però, tra tutti gli eventi, aveva una predilezione particolare per le fiere campionarie di Roma e di Milano. Non le è mai stato chiaro il perché, ma in tempi in cui la RAI non si svegliava fino ad ora di pranzo e nell'intero palinsesto non figuravano mai più di un paio di film a settimana - quando diceva bene - in occasione delle fiere dava via alle trasmissioni al mattino e tutti i giorni trasmetteva un film. I film la mattina erano una cosa così straordinaria che toccava per forza ammalarsi per non andare a scuola, farsi venire febbroni da cavallo e stare a letto una settimana intera in compagnia di brodini, Totò, Peppino e Aldo Fabrizzi, oppure Tognazzi e Vianello.
Fa un po' tenerezza ripensare a quei tempi, ora che tutto è cambiato. "C'è niente in TV stasera?" Chiede lei. "No, assolutamente niente" risponde lui dopo aver consultato i centododici canali a disposizione e riposizionato un paio di paraboliche per sondare gli altri trecento e rotti canali in sedici lingue diverse.  "Ma non ti preoccupare" la rassicura lui "sto scaricando il film tal dei tali che è appena uscito al cinema." Oppure i film li vai a vedere seduta in comodissime poltrone davanti a ipergalattici schermi, impianti quadrifonici, indossando occhiali 3D, tanto da ritrovarti a schivare meteoriti perché pensi ti vengano addosso, mentre il rombo fa tremare la sala.
Ecco, diciamocelo, a Rape' piace molto questo presente ultratecnologico e ci si trova benissimo, però ogni tanto le tornano in mente quei brodini a otto anni, guardando "Pugni, Pupe e Marinai", e prova uno strano e irrazionale senso di nostalgia.