venerdì 12 agosto 2011

Regno a venire

Mentre nelle città britanniche esplodeva il caos del magma primordiale, Raperonzolo se ne stava beata in campagna, in campeggio con la prole, ignara del tutto e del di più. Le giungevano rapporti quotidiani per telefono, storie di fuochi e di saccheggi, di notti di follia collettiva. L’impatto è stato quello del dopo, del ripristino dell’ordine e della normalità, echi di eventi lontani, come se fosse successo altrove e in altri tempi, come al risveglio di un qualcosa che non si è sicuri se sia successo proprio dietro l'angolo o era solo un incubo, eppure era solo il giorno prima. L’ordine e il caos e poi di nuovo l’ordine. Il teppista e l’insegnante, il bambino di strada e la studentessa modello, le gang e i gli assistenti sociali uniti dalla stessa urgenza distruttiva, e poi le stesse categorie, ancora armate di scopettone a ripulire le strade, unite da un senso civico così intrinseco e britannico che forse ha eguali solo in Giappone.
Per capire che cosa è successo bisogna capire a fondo la Gran Bretagna, la sua società, la sua cultura e la sua letteratura. Un paese dove la polizia è invisibile e gira disarmata, ma che all’occorrenza viene dispiegata in decine di migliaia e in ventiquattro ore risolve quella che poteva degenerare in una guerra civile; un paese dove non hai bisogno di documenti di riconoscimento, ma dove non fai un passo senza essere ripreso da una telecamera. Una società dove l’urgenza dell’ordine e del controllo, unita alla rigida educazione al senso civico, rende d'altra parte l’uomo incapace di dare sfogo alla sua repressa natura bestiale.
In Regno a venire di J.G. Ballard c'è tutta la cronistoria di questi giorni, prevista e raccontata con una longemiranza e precisione da brividi, perché nessuno come J. G. Ballard ha saputo centrare così appieno il dramma dell'uomo contemporaneo, del suo istinto connaturato e represso alla violenza; la sua ambizione alla follia e al caos, in questa nostra società diretta verso il disastro ecologico, minata dal consumismo sfrenato, regolata da meccanismi economici che l'uomo medio non comprende più e di cui ha smesso d'interessarsi, anestetizzato da una vita priva di stimoli e ambizioni, dove l’ultimo centro di culto è lo shopping mall e l’unica ambizione e feticcio il prodotto.
E’ la bomba pronta ad esplodere nell'emarginazione dei suburbs per dilagare poi verso il centro, fagocitando reclute lungo il percorso nel suo degenerare anarchico e nichilistico. Un caos tanto spiritualmente necessario quanto assurdo che sfocia nello spingere migliaia di persone in strada a distruggere proprio quello a cui più anelano.

Consumerism rules, but people are bored. They’re out on the edge, waiting for something big and strange to come along. … They want to be frightened. They want to know fear. And maybe they want to go a little mad. -  JG Ballard