giovedì 28 ottobre 2010

Chissà cosa combinerebbero...

Da alcuni anni a questa parte Rape' e il Mr ogni hanno si concedono una breve vacanza da single, partendo per tre-quattro giorni da soli o con amici, lasciando l'altro coniuge a prendersi cura dei bambini. Il Mr di solito ne approfitta per correre mezze maratone in giro per l'Europa, Rape' se ne va nella natia capitale, mangiando a quattro ganasce, passeggiando per il centro, incontrando amici e comprando regalini per tutta la famiglia. E' un modo per ricaricarsi, vivere almeno un po' d'indipendenza liberi da incombenze, staccare la spina per riacquistare la giusta prospettiva.
Succede spesso, quando lo dicono, che qualcuno li guardi increduli; c'è chi sbava d'invidia, chi pensa sia una buona idea da imitare e chi, pur non dicendolo, li considera genitori degeneri. Rape' conosce anche molte mamme per cui l'ostacolo maggiore nel concedersi di tanto in tanto un break non sono né limiti economici, né la contrarietà del coniuge, piuttosto l'assenza di fiducia.
"Magari potessi farlo anche io." Le dicono.
"Perché pensi che tuo marito non si prenderebbe cura dei bambini?"
"No, ma sono io che non mi fido a lasciarglieli. Forse una giornata, ma tre-quattro giorni, chissà che gli darebbero da mangiare, a che ora li metterebbero a dormire..."
A Rape' si è accesa una spia.
Colpa dei papà che danno l'idea di non saper da che parte cominciare oppure colpa dell'eccessiva apprensione della mamma (pensare che le cose siano fatte in modo giusto solo come le fa lei)?

mercoledì 20 ottobre 2010

Idee chiare

"Cosa stai facendo, amore?"
"Sto studiando l'itinerario per quando partirò con un campervan per esplorare il mondo."

sabato 9 ottobre 2010

L'ora di religione (nel regno di Her Majesty)

Mi è stato spesso chiesto quale sia l'approccio verso l'educazione religiosa in Gran Bretagna. Ho colto l'occasione per tradurre la sezione del curriculum che riassume i principi dell'educazione religiosa nella scuola primaria.
Eccolo qui:
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L'obiettivo dell’educazione religiosa è quello di aiutare i bambini a conoscere le principali religioni del mondo e ad imparare da esse. Ad esempio, in terza elementare, i bambini approfondiranno i due grandi comandamenti di Gesù e i cinque pilastri dell’Islam, e tramite  questi esempi si approfitterà per discutere sull'importanza delle regole e di come esse influenzano la nostra vita.

Oltre ad esplorare le altre religioni, il ruolo dell’educazione religiosa è quello di aiutare i bambini a coltivare ed esprimere le proprie opinioni in modo riflessivo, motivato e tollerante, permettendo loro di sviluppare una coscienza sulle questioni fondamentali della vita.
Si tratta di aiutare i bambini a discutere e ad a imparare dalle esperienze quotidiane così che possano acquisire dei valori etici basati su tolleranza, correttezza, rispetto e onestà.

Il programma copre molti argomenti.
Ad esempio, nel Foundation 2 (la pre-prima), i bambini esploreranno il ruolo delle 'Feste', attraverso l’importanza del Natale per i cristiani e di Divali per gli indù. Nel corso dell’intero ciclo delle elementari si parlerà ogni anno di cristianesimo e di almeno un'altra religione. In questo modo, entro la fine della sesta, saranno pertanto stati ricoperti i maggiori aspetti delle sei grandi fedi (Cristianesimo, Ebraismo, Buddismo, Islam, Induismo e Sikhismo).

domenica 3 ottobre 2010

Psicopatologia della mamma

Vivere in un eterno stato confusionale, dove appuntamenti, eventi e le cose da portarsi appresso si accavallano, s'intersecano e si aggrovigliano, è lo stato naturale della mamma. Lei di solito ottempera al garbuglio, di cui da tempo ha perso il filo, innescando il pilota automatico e operando al livello subliminale.
La mattina arraffa e ripone gli oggetti senza sapere esattamente cosa ha preso e dove l'ha messo, confidando nella buona fede del subconscio; s'infila la giacca, prende le chiavi e urla ai figli di sbrigarsi anche se loro sono già fuori della porta che l'aspettano. La giornata prosegue in modo analogo in un altalena di momenti di lucidità ed attività meccaniche. 
Affinché la mamma funzioni al meglio occorrono routine ben oleate, possibilmente ripetitive e esenti varianti. In caso contrario, anche il subconscio più collaudato può subire interferenze o addirittura andare il tilt.
Prendiamo per esempio Raperonzolo. Il suo lato razionale non riesce a spiegarsi perché arrivando a casa da scuola, infilando le mani in tasca per tirarne fuori le chiavi, si ritrova ad osservare solo un fazzolettino sporco. Dove ho messo le chiavi? Si chiede allora empiricamente consapevole che le chiavi non sono là dove il subconscio avrebbe dovuto lasciarle. E allora annaspa franticamente, in preda al panico, in ogni tasca dei pantaloni e della giacca, rovistando addirittura nelle cartelle dei bambini. In realtà le chiavi sono sane e salve, chiuse nell'armadietto della scuola dove il suo difettoso subconscio le ha infilate. 
Da questo esempio possiamo dedurre che il problema dell'attività inconscia è che le azioni compiute  non lasciano traccia nella memoria. Se da un lato allora per la mamma è impossibile ripercorrere i propri passi, dall'altro il fatto che lei ricordi o meno è irrilevante: lei vive perennemente nella felice illusione di avere fatto esattamente quello che avrebbe dovuto fare. E' consapevolmente ignara di ciò che fa e non se ne proccupa.
Inutile allora andare a dire a Rape', mentre osserva beata il suo pargolo nuotare, che la borsa con l'accappatoio e il cambio è saldamente appesa all'attaccapanni di casa. Lei è convinta di averla presa  proprio perché di tale gesto non ha alcuna memoria.