lunedì 26 luglio 2010

Di auspici e di deliri

Per anni Raperonzolo ha affrontato la fine delle scuole destreggiandosi tra sensazioni contrastanti: ora la beatitudine angelica di materna condivisione totoalizzante con la propria prole, ora la stoica rassegnazione della mucca al macello. 
Quest'anno, il primo che l'ha vista impiegata in una scuola, l'inizio delle vacanze scolastiche è coinciso anche con l'inizio delle proprie ferie. L'idea di mattinate trascorse a ritmo di lumaca invece delle solite frenetiche corse; pomeriggi oziosi al parco, magari con un libro in mano, invece del impacchetta, prepara, salta in macchina e fai la sauna alle lezioni di nuoto; placide serate senza l'ossessione del mettili a dormire presto sennò domani sono isterici, ecco, tutte queste mirabolanti visioni le hanno dato la certezza che sì, quest'anno per la prima volta, l'estate sarebbe stato un momento di unione, coesione, ricarica e soprattutto riposo.
Giunta al quinto giorno delle vacanze, Raperonzolo ha preso pienamente coscienza di avere delirato.

domenica 18 luglio 2010

Il vecchio e il nuovo

Mancano tre giorni alla fine dell'interminabile anno scolastico britannico e l'atmosfera è fatua e surreale, come quel circo che abbiamo visto smontare e caricare suoi furgoni mentre ancora ci avviavamo verso l'uscita, giusto il tempo di voltarsi e il tendone era sparito.
C'è Figlio-uno che anela alle vacanze e che l'anno prossimo in quarta ritroverà il mitico maestro che ha avuto in seconda, quello che vestiva da Campanellina per il "book day" e allestiva il grande incendio di Londra in cortile per spiegare la storia. C'è Figlio-due che dice addio alla scuola materna e a settembre indosserà per la prima volta la divisa, mangerà a mensa e farà l'orario pieno. Un momento era in fasce e ora già va a scuola. C'è Rape' che trascorre le sue giornate a rimuovere i lavori dei bambini dalle pareti delle classi e l'infila uno per uno nelle grandi buste da portare a casa. Le recite concluse, il palcoscenico smontato, le pagelle riconsegnate; i maestri e le maestre già con l'occhio attento ai bambini della nuova classe. Passaggi di consegne, scatoloni ricolmi come fosse un trasloco. Ciascono si muove con fibrillazione. 
Mancano le gare sportive e la tradizionale battaglia con pistole ad acqua, poi ci si saluta, fino a settembre, quando tutto ricomincia come se non si fosse mai concluso.

martedì 6 luglio 2010

Attenti a quei due

Figlio-uno, il bambino che la mattina infila un calzino, esplora il macrocosmo e nel frattempo perde l'altro calzino.
Figlio-uno che per lavarsi i denti si perde per venticinque minuti al fondo di uno specchio.
Figlio-uno che se gli chiedi di spegnere la luce impiega circa dieci minuti perché deve prima premere tutti i cinquanta immaginari pulsanti della propria astronave.
Figlio-uno che, se non glielo fai notare, infila tranquillamente i pantaloni al rovescio e va in giro tutto il giorno con le tasche ballerine senza che ci trovi nulla di strano.
E Raperonzolo, la folle madre, che in un momento di non si sa quale lucida follia ha acconsentito che il figlio di cui sopra cominciasse ad andare a scuola da solo.