giovedì 24 giugno 2010

Tanto vale...

"Hai ancora A. che ti viene a stirare?" Chiede Rape' all'amica E.
"Sì, cerco di darle una mano. Ora che ha la bambina ha bisogno di soldi. In realtà è proprio un disastro a stirare per cui le magliette della scuola dei bambini le stiro io, a lei faccio fare solo le camicie di P."
"Perché quelle le stira bene?"
"No, è che tanto lui per andare a lavorare prende il treno e ora che arriva in ufficio le camicie sono sgualcite comunque, tanto vale..."

mercoledì 23 giugno 2010

Ora che ci ripenso

"Papà, posso avere ancora acqua?" Chiede Figlio-due al Mr.
"La vuoi per bere oppure per fare le bollicine nel bicchiere con la cannuccia?"
"Per fare le bollicine nel bicchiere."
"No, se non è per berla non puoi averne."
"Ora che ci ripenso la voglio per berla. Ora la posso avere?"

Certe volte il Mr se le va a cercare.

lunedì 21 giugno 2010

Quando all'improvviso

Quando all'improvviso, cincischiando pigramente al computer, alla blogger viene il raptus new look bisogna stare in guardia: seguiranno lunghe nottate, valutazioni di colori, rassegne di template, aggiustamenti, ritocchi, cambi di direzione, ripansamenti, script salvati ma chissà dove, chi me la fatto fare, ma non era meglio prima, vabbé ora l'ho fatto e via che dopo due anni e mezzo era pure ora.
Rape' è di natura piuttosto monotona, ma ogni tanto si dà qualche calcio rivoluzionario perché sennò poi si viene a noia da sola.

sabato 19 giugno 2010

Stralci

A cena con le amiche

E: L'altro giorno quando ho giocato a tennis ero distrutta. Saranno stati mesi che non giocavo.
Raperonzolo: Almeno ogni tanto giochi a tennis. Io sport proprio zero.
S: Ma Rape' cara, tu non hai bisogno di fare sport, hai Figlio-due!


Tra padre e figlio
(rimuovendo il giocattolo dalla confezione)

Mr: Ecco qui, tra poco questo giocatolo sarà rotto.
Figlio-due: Perché sarà rotto, papà?
Mr: Perché sto per mettertelo in mano.

martedì 15 giugno 2010

I mondiali secondo Figlio-uno

Figlio-uno, per cui il calcio è un coinvolgente momento di contemplazione cosmologica, osservazione di fenomeni naturali, celebrazione di possibilità creative, si è avvicinato ai mondiali con interesse e curiosità. Ignaro di quale sia lo scopo del gioco, della logica che spinge ventidue uomini colorati a correre per un tempo infinito avanti e indietro per un campo, confonde l'arbitro per un giocatore, non capisce perché i guardalinee non rincorrano la palla, e perché davanti a falli colossali non intervengano direttamente le forze armate.
Ma ce la mette tutta.
Al calcio d'avvio sistema un tavolino, predispone numerosi fogli di carta, posiziona un microfono e comincia la telecronaca. Quando viene redarguito e ammutolito dagli ingrati genitori, e costretto a sedersi sul divano, attacca la raffica di domande: Che cos'è un calcio d'angolo? Che cos'è un fallo laterale? Che cos'è una rimessa? Perché adesso se ne sono tutti andati? Perché ora corrono dall'altra parte?

Mezzo inglese, mezzo italiano gode dell'onore di poter fare il tifo per due squadre. In occasione d'Inghilterra-USA segue dunque la partita accanto al padre, commenti moderati, sbuffettini annoiati.
In occasione di Italia-Paraguay invece si è presentato all'appuntamento come un tifoso invasato, attorcigliato in un bandierone tricolore, urlando e strombazzando.

Accidenti! Ha pensato Rape'.
"Ma senti un po', mamma" chiede il nostro dopo circa venti minuti "ma gli italiani sono quelli blu o quelli bianchi e rossi?"

mercoledì 9 giugno 2010

Lanci e rilanci

"Sai Rape', gira un virus intestinale pestifero" le dice l'amica D. La nostra fa gli scongiuri.
Neanche quarantotto ore dopo l'incubo si trasforma in realtà. Il primo lancio di Figlio-due arriva alle 20:30 tra le amorose braccia di Rape'. I successivi quattro lanci, comprendenti i pasti dei precedenti tre giorni, tappezzano pavimento, tappeto, scarpe, lenzuola, orsacchiotti, cuscini, Figlio-uno e la Rape' medesima, trasformando quella che si prevedeva una pigra e tranquilla serata (il Mr in libera uscita) in una nottata epica. Un'ora, due docce, un sacco della spazzatura, una bottiglia di disinfettante e tre pile in fila di bucati dopo, Rape' è in grado di rimettere la prole a dormire. Si siede al computer. Urlo.
Parte il rilancio che solo in parte centra il water. La nostra cambia per la seconda volta il secondogenito, calma il primogenito, il quale preso da agitazione parla ininterrottamente da circa due ore. La stralunata madre si sdraia ora accanto a Figlio-due finché non si addormenta, poi pulisce da cima a fondo il bagno e finalmente si risiede al computer.
Urlo.
Figlio-due ha una bacinella a portata ma non fa in tempo a prenderla. Questa volta a farne le spese sono le lenzuola e il cuscino.
Mezzanotte, un Figlio-due pulito, in un letto pulito, si addormenta tranquillo, Rape' fa partire il secondo della fila degli ormai cinque bucati. Torna il Mr. Tutto tace, si va a dormire.
All'una parte un'altra raffica che centra la bacinella. Alle due ne fa le spese il letto. Terminata la scorta di lenzuola, Figlio-due viene trasferito nel letto genitoriale. Verso le tre e successive bacinellate dopo, il Mr si trasferisce sul divano. Figlio-due insiste per avere la luce accesa. Alle quattro ha sete, alle quattro e trenta rilancia l'acqua che ha bevuto. Alle cinque ha di nuovo sete. Rape' contempla il soffitto.
"Mamma," dice il piccolo malato verso le sette del mattino "forse oggi è meglio che non vada a scuola".
"Forse no". Risponde la nostra che ha dormito in tutto circa quattro minuti e anela anche lei ad una sana giornata a casa.

domenica 6 giugno 2010

E quanti ne sono!

Al ritorno da un breve soggiorno in Italia Rape' ha scoperto che il blog ha sfondato quota 100.000 visitatori. Oh perbacco! Ha pensato, l'evento merita almeno qualche riflessione.
Era il gennaio 2008, l'ergastolano era stato affidato alle stampe, Figlio-due cominciava saltuariamente a dormire, Figlio-uno aveva iniziato da poco la scuola. Rape' cavalcava le giornate in modo frenetico, e dopo mesi passati a scrivere voleva continuare, sì però con calma e possibilmente fuori della propria galera creativa.
Mamme sull'orlo di una crisi di nervi nacque in un periodo delicato e confuso, un periodo in cui la nostra prendeva tutto così con le pinze che l'antidoto non poteva che essere la risata. Ecco, Rape' voleva far ridere le mamme e aiutarle a guardare le cose nella giusta prospettiva, e farlo anche lei, cercando di non prendersi troppo sul serio.
I primi tempi furono un turbine d'idee e situazioni. E per due anni i post si susseguirono l'uno dietro l'altro quasi quotidianamente. Arrivarono i visitatori, si fece amicizia tra mamme e papà blogger, nascevano progetti. Rape' restava nel suo blog, osservando da lontano, incuriosita sì ma mai abbastanza da lanciarsi in un progetto anche lei o unirsi ad una qualche carovana. I suoi post intanto a mano a mano cambiavano, e così anche i lettori. E' stato un fluire graduale e naturale ed un'esperienza meravigliosa.
E ora eccoci qui a quota 100.000.
Un grazie di cuore a tutti.