venerdì 28 maggio 2010

Buona coscienza, cattiva coscienza

"Mamma, lo sai che oggi sono stato festeggiato in assemblea!"
"Davvero? Mannaggia, e io che me ne stavo in sala professori a prendere il té. Come mai sei stato festeggiato?"
"Ho avuto il PSHE certificate."
"Il che?"
"Ma sì, mamma, Personal, Social, Health Education. Danno il certificato a chi si distingue."
"Accidenti, e te come ti sei distinto?"
"Bé, la maestra ci ha chiesto di dare degli esempi tra buona coscienza e cattiva coscienza e ha detto che il mio era un ottimo esempio."
"Bravissimo. Che esempio hai fatto?"
"Ho detto che certe volte vorrei dare un sacco di botte a fratellino, ma poi la buona coscienza mi suggerisce di non farlo."

giovedì 20 maggio 2010

Ego materno

Quella dell'ego materno per Raperonzolo è una questione alquanto delicata e dibattuta. E' qualcosa di naturale, salutare o venefico?
Ecco, prendiamo una mamma mediamente saggia, dedicata e coscienziosa. La nostra mamma sa che l'ego è una questione tutta sua e che la gioia e l'orgoglio per i figli so pezzi 'e còre è naturale e salutare. Venefico è invece considerare i figli come proiezione del proprio ego. Giusto. Non fa una grinza.
A parole.
Vediamo infatti questa mamma, in tutta la sua saggezza, davanti a cinque bambini, quattro dei quali sono dei semi-teppisti, maleducati e viziati e il quinto, il suo, l'unico che mostra considerazione, educazione, maturità. La nostra mamma sarà fiera come un pavone. Perché, ecco, il bambino non è solo naturalmente bravo, checcavolo, è stato tirato su come si deve! Esaltazione dell'ego materno.
Vediamo ora questa mamma, sempre nella stessa sua saggezza, davanti a cinque bambini, quattro dei quali mostrano considerazione, educazione, maturità, mentre il quinto, il suo, si comporta da semi-teppista, è maleducato e viziato. La nostra mamma, al cospetto della suddetta situazione e delle altre quattro mamme, ha ora due opzioni: a) s'imbufalisce con il figlio e gliene dice di tutti i colori ché le fa fare una figura infingarda: svilimento dell'ego materno; b) prende da parte il figlio, lo rimprovera e amorevolmente gli spiega che quello non è il modo di comportarsi, poi abbandona il campo umiliata e atterrita convinta di essere una genitrice incapace e che se il proprio figlio è impresentabile è tutta ma proprio tutta colpa sua: demolizione dell'ego materno.
Tuo figlio fa riflessioni profonde? Estasi dell'ego. Amore sublime.
Tuo figlio manda a quel paese la maestra? Ego devastato. Amore con un calcio nel sedere.
Tuo figlio compie un atto di gentilezza da permio della bontà? Ego celestiale. Amore a trecentosessanta gradi.
Tuo figlio dà un cazzotto ad un compagno così solo perché gli girava? Annullamento dell'ego. Amore sì però eccheccavolo!
Tuo figlio scrive un tema da capogiro? Super-ego. Amore al cubo.
Tuo figlio è un lavativo e per fargli scrivere tre parole ci vogliono tre ore di urli? Ego è una parola grossa... quanto all'amore, ecco, magari dopo il Valium.
E per carità, non è che l'amore si misura a botte di ego, però certo è che quando l'ego sta bene è più facile amare.
Rape' però talvolta, perduta nel labirinto delle proprie egocentriche considerazioni, ha degli sprazzi d'inusitata saggezza e ispirazione. Quei momenti in cui i figli potrebbero istigare Jack lo squartatore e lei riesce a mantenersi Madre Teresa. Quei momenti in cui non è tanto quello che i figli fanno o disfano a interferire con il proprio ego, ma il modo in cui lei riesce ad interagire con loro. Quei rari momenti magici in cui la maturità di adulto genitore fa mantenere un assoluto controllo e regala la consapevolezza che i figli non c'entrano niente con l'ego materno e hanno tutto il diritto di farti girare i maroni, se necessario. Come fare a non farteli girare poi sono questioni tue. Ed è proprio quello il succo del proprio ego.


lunedì 10 maggio 2010

Senza scampo

"Perché non posso, papà?"
"Perché sei ancora troppo piccolo."
"Ma io ora sono grande, papà."
"Sei più grande, ma non ancora abbastanza."
"Ma tu dici sempre che quando si mangia si diventa più grandi. E io questa sera ho mangiato tantissima tantissima pizza!"

Contro la dialettica di Figlio-due, il Mr non ha scampo.

martedì 4 maggio 2010

Forza di gravità

Rape' va a recuperare Figlio-uno tre case più su dove abita L, suo nuovo compagno di avventure intergalattiche. S'intrattiene per qualche minuto con D, mamma di L.
A un certo D chiede al proprio pargolo:
"Per cena preferisci la carne o la pasta?"
"La pasta, mamma. I carboidrati fanno bene" risponde lui con naturalezza.
D osserva prima il figlio e poi Rape' con gli occhi fuori dalle orbite.
"Tranquillla" osserva la nostra "Figlio-uno quando si siede dice che è per via della forza di gravità."