In questo periodo Figlio-uno sta attraversando una fase piuttosto ansiosa. La sua ansia si manifesta in una logorrea oltre che inarrestabile anche monotematica che ha per soggetto la vespa come entità incontrollabile e minacciosa.; la vespa come nemico in agguato; l'imprevedibile che incombe nella serenità dei giochi. Un nemico da conoscere e di cui parlare.
Appena si sveglia la mattina, di solito verso le sei, irrompe nella camera genitoriale e chiede: "Le vespe possono vivere anche sotto terra?"
Rape', un occhio aperto e uno chiuso, pur simpatetica alle problematiche del figlio, di solito bofonchia qualcosa tipo Mmmsoormire... che tradotto in linguaggio comune significa E che ne so lasciami dormire.
Dopo la colazione, quando sale su per vestirsi, chiama Rape' allarmato. "Mamma, hai lasciato la finestra aperta! E se è entrata una vespa?"
"E vabbé, se è entrata la faremo uscire!" Risponde lei nella sua consueta pragmatica mattutina.
Camminando verso la scuola, Figlio-uno ammonisce il fratello che invece, felice dell'incontro con la natura e i suoi abitanti, zompetta a destra e sinistra incurante di eventuali pericoli animaleschi: "Attento a dove cammini, là sotto potrebbe esserci un vespaio."
Dopo la scuola Rape' abbraccia il primogenito: "Ciao amore, passato una buona giornata a scuola?" E lui: "Mamma, oggi c'era una vespa in classe!"
Il resto della giornata prevede solitamente la narrazione dettagliata di varie testimonianze raccolte inerenti mondo vespino e mondo infantile, il rapporto tra le vespe e i colori, vespe e temperature, vespe e latitudini, vespe e longitudini, anatomia della vespa, gerarchia dei vespai, evoluzione della vespa dal paleozoico al ventunesimo secolo.
Rape' comincia a rimpiangere l'arrivo della primavera.
Appena si sveglia la mattina, di solito verso le sei, irrompe nella camera genitoriale e chiede: "Le vespe possono vivere anche sotto terra?"
Rape', un occhio aperto e uno chiuso, pur simpatetica alle problematiche del figlio, di solito bofonchia qualcosa tipo Mmmsoormire... che tradotto in linguaggio comune significa E che ne so lasciami dormire.
Dopo la colazione, quando sale su per vestirsi, chiama Rape' allarmato. "Mamma, hai lasciato la finestra aperta! E se è entrata una vespa?"
"E vabbé, se è entrata la faremo uscire!" Risponde lei nella sua consueta pragmatica mattutina.
Camminando verso la scuola, Figlio-uno ammonisce il fratello che invece, felice dell'incontro con la natura e i suoi abitanti, zompetta a destra e sinistra incurante di eventuali pericoli animaleschi: "Attento a dove cammini, là sotto potrebbe esserci un vespaio."
Dopo la scuola Rape' abbraccia il primogenito: "Ciao amore, passato una buona giornata a scuola?" E lui: "Mamma, oggi c'era una vespa in classe!"
Il resto della giornata prevede solitamente la narrazione dettagliata di varie testimonianze raccolte inerenti mondo vespino e mondo infantile, il rapporto tra le vespe e i colori, vespe e temperature, vespe e latitudini, vespe e longitudini, anatomia della vespa, gerarchia dei vespai, evoluzione della vespa dal paleozoico al ventunesimo secolo.
Rape' comincia a rimpiangere l'arrivo della primavera.