"Mrs Raperonzolo, Angelina si è comportata molto male".
E' la prima giornata dal clima mite, sono otto gradi dopo un inverno polare. Raperonzolo è di turno in cortile durante l'ora del pranzo. Non indossa più stivali, sciarpone e colbacco ed è ora riconoscibile alla giungla infantile in tutta la sua umanità post glaciale.
L., il bambino che le ha parlato abita due case accanto, frequenta la classe terza ed è il nuovo compagno di giochi di Figlio-uno, compagnia che contende con la temibile Angelina, da anni nuora della nostra, mantide del cortile e legionaria del parco giochi.
"Mh... e che cosa avrebbe fatto Angelina?"
"Mi ha molto offeso".
"Addirittura? E in che modo ti avrebbe offeso?"
"Mi ha privato dei miei super-poteri".
"Capisco" ha suggerito la nostra, mostrandosi onnicomprensiva davanti allo stress del piccolo super eroe."E in base a quale potere ti avrebbe privato dei tuoi super-poteri?"
"E' semplice. Lei dice di avere tutti i poteri del mondo. Io ne ho solo due: il potere supersonico e il potere sonico normale. Solo che il mio potere supersonico cancella tutti i suoi poteri, mentre lei con i suoi super-poteri ha detto di aver cancellato i miei."
"Accidenti, e ci è riuscita?"
"Sì, per questo sono arrabbiato, perché non capisco perché i suoi super-poteri dovrebbero essere più potenti dei miei".
Raperonzolo pondera attentamente la situazione. In ballo c'è una questione etica profonda. Due ottenni lottano per accaparrarsi un autoritarismo assoluto e incontrastato, fatto a base di poteri onniscenti e onnicomprensivi che possano affermarne lo status nel regno dell'immaginazione e oltre.
La nostra, piegata ad altezza di L., valuta se imbarcarsi in una disquisizione sul senso dell'amicizia, della collaborazione, del gioco di squadra, della condivisione e dell'armonia universale. Ma non ha ancora aperto bocca e L. è vicino alle lacrime.
"Bene, L., mi è venuta un'idea che potrebbe risolvere la questione." Dice.
Gli occhi di L. si riempiono di speranza. Raperonzolo allora si issa a piena altezza, infila la mano in tasca e sfila il fischietto, poi appoggiandolo prima sulla spalla destra e poi sulla sinistra di L. dice:
"In base al potere e alla dignità conferitimi negli spazi infiniti di questo cortile t'investo con poteri supersonici e poteri sonoci normali. Ora vai, prode cavaliere del cibercortile e distruggi i nemici che minacciano la quiete dei nostri spazi".
L. la guarda come chiedendosi se la madre del suo fedele amico abbia ancora tutte le rotelle a posto. Ci pensa un po' su, poi la osserva inquieto.
"Grazie Mrs Rape', ora però può andare a spiegarglielo anche ad Angelina?"
E' la prima giornata dal clima mite, sono otto gradi dopo un inverno polare. Raperonzolo è di turno in cortile durante l'ora del pranzo. Non indossa più stivali, sciarpone e colbacco ed è ora riconoscibile alla giungla infantile in tutta la sua umanità post glaciale.
L., il bambino che le ha parlato abita due case accanto, frequenta la classe terza ed è il nuovo compagno di giochi di Figlio-uno, compagnia che contende con la temibile Angelina, da anni nuora della nostra, mantide del cortile e legionaria del parco giochi.
"Mh... e che cosa avrebbe fatto Angelina?"
"Mi ha molto offeso".
"Addirittura? E in che modo ti avrebbe offeso?"
"Mi ha privato dei miei super-poteri".
"Capisco" ha suggerito la nostra, mostrandosi onnicomprensiva davanti allo stress del piccolo super eroe."E in base a quale potere ti avrebbe privato dei tuoi super-poteri?"
"E' semplice. Lei dice di avere tutti i poteri del mondo. Io ne ho solo due: il potere supersonico e il potere sonico normale. Solo che il mio potere supersonico cancella tutti i suoi poteri, mentre lei con i suoi super-poteri ha detto di aver cancellato i miei."
"Accidenti, e ci è riuscita?"
"Sì, per questo sono arrabbiato, perché non capisco perché i suoi super-poteri dovrebbero essere più potenti dei miei".
Raperonzolo pondera attentamente la situazione. In ballo c'è una questione etica profonda. Due ottenni lottano per accaparrarsi un autoritarismo assoluto e incontrastato, fatto a base di poteri onniscenti e onnicomprensivi che possano affermarne lo status nel regno dell'immaginazione e oltre.
La nostra, piegata ad altezza di L., valuta se imbarcarsi in una disquisizione sul senso dell'amicizia, della collaborazione, del gioco di squadra, della condivisione e dell'armonia universale. Ma non ha ancora aperto bocca e L. è vicino alle lacrime.
"Bene, L., mi è venuta un'idea che potrebbe risolvere la questione." Dice.
Gli occhi di L. si riempiono di speranza. Raperonzolo allora si issa a piena altezza, infila la mano in tasca e sfila il fischietto, poi appoggiandolo prima sulla spalla destra e poi sulla sinistra di L. dice:
"In base al potere e alla dignità conferitimi negli spazi infiniti di questo cortile t'investo con poteri supersonici e poteri sonoci normali. Ora vai, prode cavaliere del cibercortile e distruggi i nemici che minacciano la quiete dei nostri spazi".
L. la guarda come chiedendosi se la madre del suo fedele amico abbia ancora tutte le rotelle a posto. Ci pensa un po' su, poi la osserva inquieto.
"Grazie Mrs Rape', ora però può andare a spiegarglielo anche ad Angelina?"