giovedì 23 luglio 2009

Scrivo ergo sum

Con le valigie quasi fatte, un piede ancora a casa e uno già in Francia, Raperonzolo si è ritrovata tra capo e collo il suo famelico ergastolano, ancora una volta svociando e reclamando attenzioni.
"Sono libero!" Ha gridato tramite una mail di un collega autore che assicura la nostra che l'inadempienza dell'editore ha aperto la cella del prigioniero.
"Adesso trovami un altro editore!!!" Ha continuato sbraitando lui.
"Ma come un altro editore? Adesso, a fine luglio? Dopodomani devo partire... non sono neanche sicura..."
Non contento, le piazza lì una mail, un commento su aNobii e lo stesso commento riportato sul blog di Giuliana.
Rape' legge con attenzione e capisce che l'ergastolano l'ha fregata. Due paia di calzini, la scatola di "Uno" e un pacco di pannolini in una mano, alla nostra viene chiesto nientepopodimeno che d'intervenire in un complicatissimo dibattito sull'identità del blogger. Nella fattispecie di lei medesima in persona come punto di partenza per un excursus ben più generale.
Aiuto.
Chi è Rape'? Una mamma isterica o una penna allegra? Il contorto e labirintico Thomas Jay o il post pane e Nutella? Clive che scala le montagne o il bucato sgangherato? Quattro risate o lacrime a fontanella? Ingabbiata o liberata? Ponderata o esasperata? Una che appena la vedi ti fai il segno della croce o una che magari ti sembra anche normale?
Lei fissa lo schermo con un'espressione ebete, poi si allontana in punta di piedi sperando che nessuno si accorga che invece di stare lì ad arrovellarcisi sopra lei se ne è andata tranquillamente al mare.

A voi l'arduo quesito. Ci risentiamo ai primi di agosto.

venerdì 17 luglio 2009

Mica tanto, mamma.

Come ogni anno tradizione vuole che la scuola di Figlio-uno si concluda con con il Watergun fight, la gioiosa festa combattutta a colpi di bazooka, kalasnikov, Uzi e cyber-pistole rigorosamente ad acqua. Tradizione inoltre vuole che due anni su tre tale folkloristico evento si svolga sotto una dirompente pioggia e temperature estivamente discutibili. Essendoci stato il sole l'anno passato, in questa occasione non ci si poteva aspettare troppo.
Grondante fino al midollo e semiassiderato, appena rientrato in casa, Figlio-uno si è dato subito da fare con una serie di gesti a Rape' incomprensibili.
"Ma che fai?" Ha chiesto la nostra cercando di fare mente locale nel caos di asciugamani, vestiti bagnati e un anno di materiale scolastico appena riportato a casa e catapultato sul tavolo del soggiorno fino a farlo scomparire.
"Sto chiudendo la mia scuola, mamma."
"Quale, quella immaginaria in cui insegni?"
"Certo, mamma. Lo sai che avevo una seconda no? Anche da me era l'ultimo giorno di scuola."
"Bé, meno male. almeno adesso ti potrai riposare anche tu."
"Mica tanto, mamma. L'anno prossimo mi tocca una quinta."
"Addirittura una quinta!"
"Sì, devo preparare tutto il materiale. Non è mica una cosa facile. Pensa che mi hanno già detto i nomi dei mie nuovi allievi."
"Ah sì?"
"Certo, si chiamano Lewis, Chris, Martin, Abigail e Tinky Winky." Ha risposto lui deciso.

La fine della scuola lascia sempre un po' di malinconia. A Rape' per esempio, mancheranno molto Andy, Amy, Ketchup e Gorilla, gli alunni immaginari della seconda in cui ha insegnato Figlio-uno quest'anno.


martedì 14 luglio 2009

Vicini, lontani

Quando Raperonzolo era bambina il periodo più incantato dell'anno era l'estate. Quei mesi di vacanza trascorsi a scorrazzare al mare, le giornate di sole e le corse in bicicletta, la libertà a pieni polmoni.
Succedeva poi, tutti gli anni, che arrivava quel fatidico temporale di settembre, quello che tutto a un tratto spazzava via l'estate. Lo sapevi subito annusando l'aria e osservando il colore del cielo. La luce ormai era cambiata. I riflessi si erano fatti più tenui, la sabbia restava umida e le impronte sembravano calchi di cemento. Allora cominciavi a vedere la gente caricare le valige, chiudere le persiane. Le case, fino a qualche giorno prima vive e animate, piombavano nell'immobilità del silenzio. Era un sipario che calava.
Rape' non è sicura del perché, tra tutti i suoi ricordi d'infanzia, le siano rimasti così indelebili gli odori, i colori e le sensazioni del giorno in cui ti svegliavi e ti accorgevi che l'estate era finita, ma sa che con il tempo quel ricordo ha assunto connotazioni precise: era un'alternanza di luci ed ombre, la luce dell'estate e l'ombra della lunghe stagioni scolastiche che si rincorrevano.
Per molto tempo Rape' ha dato per scontato che questo fosse uno di quei fatti assodati dell'esistenza. Una di quelle esperienze che ad ogni bambino è dato fare: l'estate come parentesi, estasi; l'estate come affermazione dell'io bambino; l'estate come luce e libertà contrapposta al grigiore della città, della scuola, della vita.
Oggi però, a distanza di molti anni, può dire che quella percezione non è affatto scontata e che i suoi figli, vuoi perché le vacanze qui durano meno, vuoi perché l'estate non è mai proprio tutto sole, vuoi perché non si va mai via più di una manciata di giorni, vuoi perché non vivono in un appartamento, ma soprattutto vuoi perché la loro scuola è viva e palpitante, non condividono quel senso di angoscia che avvinghiava Rape' con quell'ultimo temporale, e neanche quell'esultante gioia dell'ultimo giorno di scuola. L'estate viene accolta con allegria e quando finisce salutata con serenità. Forse la luce non è poi così forte, ma non ci sono neanche ombre.
Non ci soffermiamo spesso su quanto diversa sia l'infanzia dei nostri figli dalla nostra, ma quando il divario ci colpisce diventa difficile rapportarvisi.
E' un universo nuovo che non smette mai di sorprenderci. E' un fatto di percezione della vita.

giovedì 9 luglio 2009

stecchi o stecchiti?

Tra le varie iniziative di Mr C, maestro di Figlio-uno, quest'anno c'è stata quella di allevare alcune decine di stick insects, ovvero gli insetti stecco, con l'idea di venderli alla fiera della scuola per la raccolta di fondi.
Figlio-uno si è prenotato subito mobilitando la famiglia. Per giorni Rape' e il Mr hanno svolto ricerche su internet, misurato vasche e contenitori, lavorato a ricreare un habitat adeguato ad ospitare i nuovi amici del primogenito. Poi sabato finalmente, tirate fuori due sterline dal salvadanaio, il giovane insettologo ne ha acquistati quattro.
Caratteristica degli stick insects è, come dice il nome, quella di sembrare degli stecchi.
"Non vi preoccupate se a volte per molto tempo sembrano morti, fanno solo finta." Ha assicurato Mr C.
Quello che a Rape' non è ancora chiaro però, data l'estrema ostinazione di due delle quattro new entry familiari, è quanti giorni d'immobilità assoluta devono trascorre prima di rassegnarsi al fatto che invece che stecchi sono proprio stecchiti.

domenica 5 luglio 2009

Un giorno per volta

E poi arriva l'estate, le mamme e i papà blogger vanno in vacanza. C'è chi chiude il blog e chi posta meno, c'è chi vuole staccare la spina e chi vuole leggere, c'è chi infine ne approfitta per lanciarsi in un qualche grande nuovo progetto.
Poi c'è Raperonzolo.
Lei che non sa mai esattamente cosa deve fare.
Da un po' di tempo si è resa conto che il suo blog è cambiato. Non trasformato, intendiamoci, ma gradualmente evoluto verso toni più sobri, più riflessivi, forse.
Nella dinamica della maternità, con il tempo ci si trova a confrontarsi con problematiche diverse. C'è il tempo dell'immediatezza e dell'urgenza, delle nottate insonni e i pannolini, della terra che ti trema sotto i piedi. C'è poi il tempo in cui l'urgenza passa, i figli crescono e la vita in qualche modo diventa meno frenetica, più personale. E' un graduale riappropiarsi della quotidianeità che conduce verso nuovi obiettivi. Le mamme cambiano e i blog, per amore o per forza, non possono che riflettere questa evoluzione. Non si possono reiterare gli stessi temi all'infinito.
L'ultimo anno ha visto mamme lanciarsi in un caleidoscopio di progetti, unirsi in una girandola di iniziative, organizzare incontri e seminari. Raperonzolo è rimasta colpita e affascinata. Le mamme con cui ha avuto modo di entrare in contatto in questi mesi hanno tutte il fascino della straordinarietà, eppure lei da questo nuovo ed eccitante movimento ha scelto di restare ai margini. Parte di questa scelta ha motivi strettamente geografici, ma non solo, perché Rape' ha una natura tendenzialmente solitaria, non è manager né organizatrice, il multi-tasking le genera stress e se dovesse fare una presentazione non riuscirebbe ad articolare in pubblico una sola frase di senso compiuto.
Raperonzolo ama scrivere, e questo è quanto.
Quando ha cominciato a scrivere Mamme sull'orlo di una crisi di nervi non dormiva più di tre ore filate da due anni e aveva appena pubblicato un romanzo su cui, a più riprese, aveva lavorato per oltre dieci anni. Un romanzo attraverso il quale la sua scrittura si era sviluppata ed evoluta. Eppure, in qualche modo, l'evoluzione era avvenuta attraverso la voce di un personaggio dal quale era diventato difficile staccarsi. Mamme sull'orlo di una crisi di nervi prese perciò avvio da una doppia necessità: quella sviscerare ed esorcizzare le difficoltà della maternità attraverso l'umorismo e quella di distanziarsi stilisticamente dalla scrittura del romanzo (e quindi dallo stesso), utilizzando toni più leggeri ed immediati.
In queste ultime settimane Rape' si resa conto che in un qualche momento di questi diciotto mesi di blog entrambe le necessità sono venute meno. Ne è subentrata piuttosto un'altra, non meno pressante o affascinante: quella della comunicazione e dello scambio; quella che l'ha messa in contatto con le tantissime persone che ogni giorno passano a trovarla tra le pagine che scrive.
Lasciarsi andare là dove ti porta la corrente dei pensieri, prendendo un giorno per volta seguendo gli umori e le idee.
Forse il blog è diventato questo, e in fondo, almeno per il momento, va bene così.

giovedì 2 luglio 2009

Armonia metereologica

"E' terribile!"
"E' una sofferenza!"
"Non ne posso più!"
"Non lo sopporto!"

Ogni circa cinque anni nel Regno di Her Majesty si verifica un'estate degna di questo nome: solleone e temperature vicine ai trenta gradi. Ogni circa cinque anni dunque Raperonzolo ritrova l'armonia metereologica con il paese che la ospita. La mattina si sveglia di buon umore, sceglie abiti leggeri e femminili e il pomeriggio allestisce la piscinetta ospitando allegramente orde di bambini cui elargisce gelati.
Per i British invece è il panico.