mercoledì 25 febbraio 2009

Atti di penitenza

"Mamma, papà, sapete che giorno è oggi? Chiede Figlio-uno al suo ritorno da scuola.
"Mercoledì."
"Ma no, che avete capito? Vi ho chiesto se sapete che giorno è oggi!"
"Il 25 Febbraio."
"Uffa. Come, non sapete che giorno è oggi?"
"Non è mercoledì 25 Febbraio?" Chiedono ormai titubanti i nostri.
"E' il mercoledì delle ceneri!!!"
"Ah! Già!" Esclama cascando dalle nuvole Raperonzolo, alla quale la lunga permanenza in un paese privo di carnevale ha fatto perdere il filo delle ricorrenze cattoliche.
"E sapete che ora fino a Pasqua bisogna fare penitenza?"
"Bé sì, se proprio uno vuole." Dichiara l'ateo e diplomatico Mr.
"....................." Dichiara l'atea e poco diplomatica Rape', la quale s'è ormai rassegnata ad aver procreato un figlio che pur frequentando una scuola laica e non essendo mai andato a catechismo sembra avere acquisito non si sa bene dove né come le conoscenze e il rigore teologico di Tommaso d'Aquino.
"Io, per esempio, ho deciso che per la quaresima mi asterrò dalla Wii."
"Davvero?" Dice Rape'.
"Davvero?" dice il Mr.
"Davvero." diciara solenne Figlio-uno.
"Ma lo sai quant'è lunga la quaresima?" Chiede il Mr.
"Bé no." Tentenna il giovane teologo.
"Sono 40 giorni." Dice la Rape' serpente.
"Quasi 6 settimane." Incalza il Mr Lucifero.
"6 lezioni di nuoto, 6 incontri con gli scout, 6 corsi di recitazione, 30 giorni di scuola, 40 bunanotte e 40 buongiorno." conclude la Rape' Satana.
"Oh." Commenta il perduto in tentazione. "Allora, faccio così. La Wii è meglio di no. Rinuncio alla cioccolata!"
"Va bene, amore. Allora cosa preferiresti domani per colazione?" Chiede la viscida Rape'.
"Bé, come al solito, i Mega Munchers."
"Ma quelli hanno la cioccolata." Sostiene il subdolo Mr.
"E stasera il tuo budino lo mangiamo noi?" Incalza l'abominevole tentatrice.
"Ok, ho deciso! Rinuncio alla Coca Cola!!!" Esclama entusiasta il piccolo penitente.
"Ma amore... tu non ha mai bevuto la Coca Cola in vita tua!" Rispondono in coro gli spiazzati demoni.
"Appunto! Così sono sicuro di poterci rinunciare!"

lunedì 23 febbraio 2009

Vanghe e zappe

"Pronto, è il comune della ridente cittadina di Hertford?"
"Sì signora, in che cosa possiamo servirla?"
"Sa, noi adesso stiamo vivendo un periodo un po' strano in cui stiamo tutti a casa appassionatamente. E come saprà bene, in un'era in cui si vive di stress e ritmi insostenibili, periodi eccessivi di serenità ed armonia possono dare alla testa."
"Certo, capisco. Può capitare."
"Fatto sta che siamo stati colti da psicosi maso-naturalistico-ambientalista e vogliamo cominciare a vangare e zappare la terra, disserbare, piantare, innaffiare, innestare, potare per un numero imprecisato di ore al giorno con ogni clima, ogni temperatura e tasso d'umidità, preoccupandoci al tempo stesso di rincorrere un treenne vulcanico e calare giù dal cyber-spazio un settenne visionario. Tutto allo scopo di crescerci i nostri ortaggi."
"Mi sembra che avete le idee chiare."
"Sì, ma vede, il problema è che nel nostro giardino se piantiamo due zucchine non c'è più spazio neanche per una carota. Potete aiutarci?"
"Ma certamente signora. Siamo sempre lieti d'incoraggiare iniziative di stampo maso-naturalistico-ambientalista. Se vuole le possiamo dare in usufrutto un piccolo appezzamento di 120mq a mezzo chilometro da casa dove potrà vangare, zappare, disserbare, piantare, innaffiare, innestare, potare per un numero imprecisato di ore al giorno con ogni clima, ogni temperatura e tasso d'umidità."
"Fantastico! E quanto costa?"
"Ma una cifra simbolica. D'altra parte se voi mantenete il terreno e lo rendete produttivo fate un favore a tutta la comunità. Sono in tutto 13 Sterline l'anno."

Così, in piena crisi maso-naturalistico-ambientalista ora la Rapefamiglia gode di 120mq di orto dove potrà vangare, zappare, disserbare, piantare, innaffiare, innestare, potare per un numero imprecisato di ore al giorno e probabilmente, tra un pomodoro, una patata e un fagiolino perdersi i figli in un qualche attiguo pollaio.

giovedì 19 febbraio 2009

Dov'erano i genitori?

"C'era uno shampoo qui. Dov'è il mio shampoo?" Esclama una ragazzina che indossa quella che sembra una camicia da notte. Avrà un 14-15 anni. Fino a quel momento Raperonzolo aveva trascorso quello che poteva definirsi un pomeriggio d'half term di successo. Lei e Figlio-uno in un Tête à Tête acquatico condito a base di schizzi, scivoli e solletici subacquei. Tempo di doccia.
"C'era uno shampoo qui. Dov'è il mio shampoo?" Ribadisce la ragazzina spodestando nel frattempo Rape' e il suo rampollo dal cubicolo. Rape' tira un sospiro, dice di non averlo visto e si sposta nell'altra doccia.
"Non trovo il mio shampoo, mi presti un po' del tuo?"
"Ok." Fa Rape' e le dà un po di quello che sta per usare per Figlio-uno. Lei si mette lo shampoo e s'infila sotto la doccia con tutta la simil-camicia da notte.
"Posso avere un po' di shampoo anch'io?" All'improvviso è comparsa un'altra ragazzina. Rape' comincia a sentirsi la banca nazionale dello shampoo.
"Va bene, un attimo." Le risponde mentre sta mettendo lo shampoo sulla testa di Figlio-uno.
"Allora me lo dài questo shampoo o no?"
Rape' s'irrigidisce. Ignora la sfrontata maleducazione e le risponde che glielo darà quando avrà finito di occuparsi del suo bambino.
"E sbrigati perché ho fretta!"
A questo punto Rape' ricorre a tecniche autogene per non reagire, temendo il degenerare in un battibecco da mercato rionale. La ignora, prende lo shampoo e lo rinfila nella busta senza darglielo.
"Che fai, non mi dài lo shampoo?"
"Credo che abbiamo passato la fase: tu mi chiedi una cosa educatamente e io gentilmente te la concedo, quindi la risposta è no, non ti do lo shampoo."
Come se neanche avesse registrato la risposta, l'impervia teenager arraffa il balsamo dalla busta e dice: "Voglio usare questo."
La nostra ora, in piena forza Jedi, le sfila con eleganza il balsamo di mano. "Non credo proprio." Poi si rifugia nel cubicolo insieme a Figlio-uno perché la forza dello Jedi dura solo pochi secondi e rischia di essere rimpiazzata da quella dell'incredibile Hulk.
"Cos'è quello che hai in mano?" Adesso è la prima ragazzina (amica della seconda) a tornare all'attacco.
"Docciaschiuma."
"Me ne dài un po'?"
Insipra, respira, inspira, respira. Rape' non fa in tempo a rispondere che le compare davanti una bimbetta di circa 6 anni. "Che me lo metti un po' di shampoo?"
A questo punto si sospetta la candid camera. Un esperimento psico-sociologico?
"Ma dov'è la tua mamma?" Le chiede Rape'.
"Sono io." Risponde la sfrontata ragazzina di prima, la quale, a meno di non aver partorito a 8 anni, sta dicendo una balla di quelle stratosferiche.
"Allora, che me lo metti questo shampoo?"
Alla nostra comincia a girare la testa, ma non fa in tempo a reagire che è comparsa un'altra bimbetta di 6-7 anni, la quale, uscita dalla doccia accanto si serve tranquillamente dell'asciugamano di Raperonzolo.
E sono quattro. La cosa comincia a farsi surreale.
"E' tuo quell'asciugamano?" Chiede la nostra sempre più rigida Rape'.
"No." Dice lei facendo spallucce.
"E hai chiesto il permesso di usarlo?"
"Non so di chi è."
"Bé, è mio. Non sai che prima di usare le cose che non sono tue si chiede il permesso?"
Ricompare la seienne dello shampoo la quale, mentre Rape' parla con l'altra, va e si serve pacifica dell'accappatoio di Figlio-uno. Il nostro giovane mistico-visionario in erba a questo punto osserva tutto con stampata sul volto un'espressione mista d'incomprensione e shock.
"Bambine, dove sono le vostre mamme?" Richiede speranzosa la nostra, sperando che un qualche genitore compaia all'orizzinte e riprenda in mano le redini della situazione.
"Siamo noi le mamme." Rispondono in coro le due teenager sghignazzando.
Ricapitoliamo: due seienni si asciugano con gli asciugamani di Rape' e Figlio-uno, mentre due teenagers rovistano liberamente nella loro busta. Come uscire da tale situazione senza:
a) ricorrere a violenza fisica;
b) cominciare a urlare come una pazza isterica;
c) dare un pessimo esempio al proprio bambino di sette anni;
d) capitolare totalmente e lasciare la scena sconfitte dall'arroganza, la maleducazione e il sopruso di quattro bambine la cui età sommata forse non arrivava alla nostra.
Il dilemma sarebbe stato uno di quelli esistenzialmente irrisolvibili, scissa tra buon senso e ostentata indignazione. L'unica volta in cui si era trovata in una situazione del genere era stato nei lontani anni '80, accerchiata da una decina di zingarelli su via del Corso che le infilavano mani dappertutto mentre lei tirava ombrellate per toglierseli di dosso prima che la spogliassero del tutto. Ecco, allora a tirare ombrellate non ci aveva pensato due volte, ma aveva la metà degli anni di adesso e due figli di meno. La prospettiva cambia.
Poi il miracolo, arrivano i nostri. Tre addette del centro sportivo irrompono nelle docce come la quinta cavalleggeri sbraitando e intimando al quartetto di uscire e lasciare il centro sportivo. Raperonzolo coglie l'occasione al volo, recupera le sue cose e abbandona la scena.
Più tardi, presentando un reclamo formale alla direzione, scoprirà che le quattro si erano rifugiate alle docce dopo essere state allontanate dalla piscina dove avevano fatto di tutto e di più, e che il personale per riuscire a a farle uscire dal centro sportivo, non potendole trascinare fuori di peso, aveva dovuto ricorrere alla polizia.

Certe esperienze hanno il potere d'ispirare nella nostra infiniti quesiti. Dov'erano i genitori? Non lì in piscina (due sorelle di 14-15 anni in fondo avrebbero potuto portare le sorelline e non ci sarebbe stato nulla di male). Dov'erano i genitori, in senso assoluto, totale. Genitori in quanto educatori, in quanto esempio, in quanto presenza se non fisica quanto meno etica. Presenza come impronta; presenza nell'atteggiamento verso gli altri; presenza come struttura di regole del vivere sociale.
Ecco, l'assenza dei genitori in queste quattro giovani donne è parso a Rape' allarmante e disarmante, ma soprattutto molto triste.

mercoledì 18 febbraio 2009

L'arte della scrittura

"Quando si scrive una storia bisogna fare molta attenzione a come la si scrive perché non è facile scrivere una cosa che sia interessante. Si deve usare l'immaginazione e non bisogna mai ripetersi. Per esempio, se un personaggio a un certo punto scivola su una buccia di banana, non si può farlo continuare a scivolare sulle bucce di banana perché altrimenti la storia diventa noiosa. Bisogna metterci dentro sempre cose nuove."
Oggi Figlio-uno ha dato alcuni consigli utili sull'arte della scrittura a Raperonzolo, la quale ha preso nota riservandosi di servirsene in caso le saltasse il ghiribizzo di scrivere un nuovo romanzo.

lunedì 16 febbraio 2009

Quello che Rape'...

Quello che Rape' non aveva considerato è che sarebbe risultato difficile spiegare a Figlio-due che il telecomando della Wii non va esattamente:

a) leccato come un cono gelato
b) rosicchiato come un croccantino
c) dato in testa al fratello come una mazza
d) lanciato stile giavellotto

Difficile inoltre fargli capire che i circa otto tasti presenti in tale telecomando li può innocuamente premere tutti tranne uno, quello che spegne l'intera console.

sabato 14 febbraio 2009

L'aspetto positivo

Il viaggio epico della mamma è segnato da alcune tappe fondamentali: ci sono gli eventi che aprono un nuovo e rigoglioso rapporto con la vita, le fasi in cui vengono messe a dura prova le forze di volontà e di sopportazione, quelle in cui nasce la necessità di rimettersi in discussione, quelle in cui ci si sorprende delle proprie inaspettate capacità e infine quelle in cui si arriva al termine della giornata con l'acuta sensazione di aver subito una lobotomia.
Al termine di una di queste giornate, Raperonzolo, grazie ai nuovi supporti tecnologici, è risultata di un'età fisica di anni 80 ed una cerebrale di 59.
L'aspetto positivo di tutto ciò è che con l'invecchiamento dei figli, il ringiovanimento delle mamme è un fatto pressoché assicurato.

giovedì 12 febbraio 2009

Il costo della sopravvivenza

Da lunedì scuole chiuse per una settimana per le vacanze dell'Half term.
Ha ripreso a nevicare.
Oggi Rape' ha dato fondo ai suoi risparmi, caricato tutti in macchina ed è andata a comprare il Nintendo Wii.
La sopravvivenza non è economica.

mercoledì 11 febbraio 2009

Dimensione treenne

Se il vostro treenne si sveglia alle cinque del mattino, tira fuori tutti i suoi giocattoli musicali, accende la luce e sveglia fratello e genitori, portate pazienza, nella dimensione treenne ci può pure stare.
Se il vostro treenne ogni cosa che tocca la disintegra con modalità che abbattono ogni senso logico, portate pazienza, nella dimensione treenne ci può pure stare.
Se il vostro treenne decide di punto in bianco di non dormire il pomeriggio e per far presente la sua determinazione tirasse fuori da ogni cassetto e ogni armadio ogni capo di abbigliamento suo e del fratello e li ammucchiasse al centro della stanza creando una montagna di stracci alta circa due metri, portate pazienza, nella dimensione treenne ci può pure stare.
Se il vostro treenne si ostinasse imperterrito a fare la pupù nelle mutandine, portate pazienza, nella dimensione treenne ci può pure stare.
Se il vostro treenne, per rendersi utile, decidesse di andare a vuotare e pulire il vasino e nel tragitto si rovesciasse tutto il contenuto addosso e per terra, mentre si è sul punto di uscire per la lezione di nuoto, portate pazienza, nella dimensione treenne ci può pure stare.
Certo, se la cose sopracitate dovessero avvenire tutte nella stessa giornata, che poi è una copia-carbone della giornata precedente e di quella prima ancora, allora sarebbe un problema. Sempre che aveste un tale treenne.

lunedì 9 febbraio 2009

Che colore è?

Tra le varie peculiarità della progenie di Raperonzolo se ne distinguono principalmente due. La prima è che i pargoli sono entrambi mancini, pur essendo Rape' e il Mr rigorosamente destrorsi. La qual cosa non disturba affatto la nostra, in quanto una spiccata tendenza a sinistra mostrata fin dalla più tenera età non può che farla gioire e riempirla di aspettative.
La seconda invece è che sono entrambi daltonici.
Che Figlio-uno ci azzeccasse poco con i colori parve ovvio a mamma Rape' e papà Mr molto presto. Rape' ricorda ancora con gli occhi sbarrati quella mamma alla ludoteca che mostrava i colori alla sua bimba di 18 mesi: "Dài, puntami il rosso!" E la bimba zac! puntava il rosso. "Fammi vedere dov'è il giallo!" la bimba zac! puntava il giallo. A 18 mesi Figlio-uno Rape' non riusciva neanche a farlo stare seduto, figurarsi a insegnargli a distinguere i colori.
A due anni, avendo Rape' rinunciato a sedersi a tavolino per fare qualsivoglia cosa, escogitava stratagemmi in strada o al parco "Uh...uh... Figlio-uno guarda che bella quella macchina BLU!" "Oh! Bella macchina!" Rispondeva lui al quale il blu entrava da una parte e usciva dall'altra in quanto entità astratta, insignificante e inutile da memorizzare.
A tre anni, pur avendo ottime capacità linguistiche, sapeva nominare in tutto quattro colori senza ancora saperne distinguerne alcuno. Rape' non demordeva. "Di che colore è questo?" Chiedeva speranzosa. "Rosso!" Rispondeva lui entusiasta davanti al cappellino blu. "Di che colore è questo?" Ci riprovava lei. "Giallo!" Sosteneva lui baldanzoso davanti all'ombrellino verde.
A quattro anni chiese consiglio alla maestra che cercò di tranquillizzarla: "I colori sono una di quelle cose che non si possono insegnare perché non si possono spiegare. Devono capire da soli cosa sono. Alcuni bambini ci riescono prestissimo, altri molto tardi." "Ok", fece Rape' che insisteva: "Di che colore è questo?" "Blu!" Rispondeva lui indicando un papavero.
A cinque anni il miracolo: "D'ora in poi voglio tutto giallo che è il mio colore preferito!" Annunciò perentorio ai propri genitori. Il Mr e Rape' lo guardarono estatici. Poi dopo aver investigato la questione si resero conto che era il suo colore preferito in quanto era l'unico che riconoscesse con un certo grado di certezza.
A sei anni si erano fatti passi da gigante. Figlio-uno riconosceva i colori primari e parte dei secondari, salvo il viola che continua ad essere a lui indistinguibile dal blu. Pazienza. Rape' e il Mr si misero l'anima in pace. Non sarà un asso con i colori ma almeno non è daltonico.
Poi alcuni mesi fa nel corso di una gita vicino ad un casolare...
"Mamma, mamma, vieni, ti devo fa vedere una cosa!"
"Dove sei?"
"Sono nella stanza con le pareti tutte rosa, vieni!"
Mamma Rape' entrò e girò per tutto il casolare senza trovare alcuna stanza rosa. Alla fine trovò Figlio-uno.
"Ma dove t'eri cacciato?"
"Te l'ho detto, sono qui nella stanza con le pareti rosa!"
Raperonzolo si guardò intorno perplessa. "Ehm... di che colore hai detto che è questa stanza?"
"Rosa! Non lo vedi?"
Rape' si trovava in una stanza verde pisello.
Da allora è stato appurato che Figlio-uno non distingue verde chiaro dal rosa, li vede entrambi grigi per cui tira ad indovinare.
Con questi precedenti, grande fu il sollievo di Raperonzolo nel constatare che a due anni Figlio-due mostrava un discreto interesse verso i colori. Puntava con dimestichezza il giallo, il rosso e il blu e sapeva anche nominare il "marrone", colore all'epoca non ancora entrato nel repertorio del fratello di tre anni e mezzo maggiore.
Questo finché un paio di mesi fa il Mr non decise di tirare fuori i mattoncini Lego e costruire una torre con il secondogenito.
"Passami il mattoncino giallo." Chiedeva. E Figlio-due gli dava subito il mattoncino giallo. "Bene e ora quello verde." Ma Figlio-due gli passava il rosso. "No, non il rosso. Quello verde." Ma Figlio-due continuava a dargli quello rosso. "Ok, fa niente, dammi quello rosso, allora." A quel punto Figlio-due posò il mattoncino rosso e gli diede quello verde."
"Rapeeeeeeeeeeeee!!!"
"Eh? Che c'è???"
"E' daltonico."
"Come è daltonico?
"Ti dico che è daltonico."
"Non è possibile."
"Ti dico di sì, invece."
"Ma no che non lo è."
"Sono sicurissimo."
"Ma li ha sempre riconosciuti i colori."
"Confonde il rosso col verde."
"Impossibile, ti sbagli. Guarda qui... Amore... che colore è questo?" Chiese Rape' mostrando il mattoncino verde.
"Rosso!" Rispose Figlio-due convinto.
"Visto!"
"No, aspetta, fammi riprovare.... Amore, che colore è questo?" Chiese Rape' mostrando il mattoncino rosso.
"Verde!" Sancì categorico il pargolo.
"Che ti dicevo?"
"Ma no, guarda che starà giocando. Ci prende in giro. Aspetta, fammi provare... Amore... di che colore sono questi?" Chiese Rape' mostrando un mattoncino verde e uno rosso.
"Marroni!" Esclamò deciso il dalto-treenne.

Passi Figlio-uno, ma considerando la spericolatezza del soggetto, con Figlio-due la cosa è assai poco promettente.

sabato 7 febbraio 2009

Blobby Blob Blobs and the Haunted Castle

Le correnti disfunzioni climatiche hanno comportato scuole chiuse per quasi tutta la settimana. Le ripercussioni sulla Rapefamiglia sono state di massima entita': colto da una grave forma ansiolitica da sovraffollamento della casa, il Mr ha cominciato a bramare un'occupazione ad orario massimo e che lo porti possibilmente spesso all'estero (meglio se verso localita' remote o rotte intercontinentali); Figlio-due ha ripreso a mordere, masticare e ingoiare ogni peluche che trova (e se proprio non ne trova maniche e colletti dei maglioni vanno bene lo stesso); Raperonzolo ha perso qualsivoglia facolta' neurologica.
L'unico a trarne giovamento e' stato Figlio-uno, che spodestata Rape' dal computer, ha dato sfogo alla sua creativita' dando vita ad una nuova avventura dei Blobby Blob Blobs (la trovate qui).

venerdì 6 febbraio 2009

British humour

Cinque giorni di tormente di neve alternate a nevischio, freddo e gelo hanno trasformaro il Regno di Her Majesty in una massa melmosa, scivolosa e impraticabile: fermi i treni, al palo gli autobus, scuole e uffici postali chiusi, immondizia non raccolta.
Questa sera però davanti a casa di Rape', puntuale come al solito, è passato il furgoncino del gelataio.

Come sto?

Come sempre alla vigilia di un colloquio di lavoro la camera da letto di Rape' e il Mr si trasforma in un bazar. Il Mr tira fuori tutti i vestiti, le camicie e le cravatte che possiede e le sbatte sul letto per dare avvio ad interminabili metti, leva, riprova, abbina, combina e scombina di cui Rape', pur nolente, deve essere giudice.
Come sempre, dopo una buona mezz'ora, si arriva alla scelta ottimale, e come sempre la mattina successiva, nonstante il defilé della sera precedente, il Mr va da Rape' a richiedere nuovamente conferma.
"Come sto?" Le ha chiesto prima di uscire.
"Benissimo." Ha risposto lei incoraggiante.
"Davvero?" Ha di nuovo chiesto lui non ancora convinto.
"Sicuro. Sembri appena uscito da Goodfellas."

Chiaro che per Rape' il confine tra franchezza e mancanza di tatto è molto labile.

giovedì 5 febbraio 2009

Bresaola, salame e mortadella

Questo trimestre i bambini della classe di Figlio-uno dedicano mezz'ora a settimana al ciclo "assaggiamo i cibi del mondo". Raperonzolo si è offerta subito volontaria nel tenere una breve lezione e si è presentata armata di bresaola, salame Milano e mortadella.
Ventinove famelici bambini si sono lanciati sui piatti e si sono italianizzati subito.
La maestra ha confessato a Rape' che dopo aver assaggiato la mortadella la sua vita non sarà più la stessa.

lunedì 2 febbraio 2009

Poteva andare peggio

"Secondo lei qual è stata la risposta della città alle condizioni atmosferiche?" Ha chiesto il giornalista della BBC al sindaco conservatore di Londra, Boris Johnson, un uomo dalla levatura politica e intellettuale del calibro di quelle di George W. Bush.
"Direi che considerate le circostanze, ce la siamo cavata abbastanza bene. Poteva andare decisamente peggio." Ha risposto lui.

A Londra oggi, per la prima volta nella storia della città, sono rimasti al palo la totalità degli autobus. Fermi i treni, chiusi gli aeroporti, chiuse tutte le scuole, strade impraticabili, luoghi di lavoro irraggiungibili.

Ok, ventiquattro ore di neve incessante non sono poche. Ma da un punto di vista organizzativo cos'è esattamente che poteva andare peggio???

domenica 1 febbraio 2009

Giro di boa

Per la mamma a tempo pieno il riposino pomeridiano del giovane bipede in età prescolare rappresenta un momento di rinvigorimento fisico e spirituale. L'evento quotidiano entra a far parte di una ritualità che tonifica tempra e umori, caratterizzando una parentesi necessaria e ambita. E' il momento in cui la mamma inspira e respira, riordina e lavora, si riposa; è il momento in cui pensa anche, non si sa a cosa ma pensa.
Per la mamma a tempo pieno il riposino pomeridiano del giovane bipede in età prescolare è il giro di boa della giornata, ne segna l'approdo alla prima metà e concede un intervallo fluidificatorio, un rifornimento energetico, così da essere pronte poi a ripartire e affrontare il pomeriggio con atteggiamenti positivi e solari, amorevoli e pacati, equilibrati e maturi, responsabili e pazienti.
Per la mamma a tempo pieno il riposino pomeridiano del giovane bipede in età prescolare assume con il tempo connotazioni addirittura celestiali. Diventa la conditio sine qua non su cui si regge l'equilibro psichico della mamma e l'armonia dei rapporti familiari.
Questo per dire che quando il treenne della mamma a tempo pieno decide di punto in bianco di non volerne più sapere di dormire il pomeriggio, la cosa può avere ripercussioni di portata addirittura atomica.