Sul libro sacro delle profezie della mamma post-punk è scritto:
Rispolvererai una sera i tuoi neri abiti migliori. Accoglierai alla tua mensa due ex-colleghe di una compagnia ormai fallita. E mentre sbatterai in forno un numero imprecisato di pizze surgelate e piazzerai tutti i panni della lavatrice sui termosifoni, cercherai di contenere la furia centrifuga dei tuoi giovani minipipedi. Poi, ad un passo da una crisi di karma, accoglierai benevolmente i tuoi suoceri a cui affiderai i suddetti.
Uscirai dunque a braccetto del consorte e affianco alle tue ex-colleghe, e ti recherai in un piccolo edificio a due chilometri di distanza (ci andrai in macchina perché il freddo da era glaciale non consente altrimenti ma poiché il centro è zona pedonale, parcheggerai ad un chilometro e mezzo). E lì, in questo piccolo edificio, assisterai attonita al concerto di un ex membro di una disciolta band, di nuovo menbro di un'altra band anch'essa disciolta, che non saresti andata a vedere neanche nel periodo d'oro, figuriamoci dopo 25 anni, ma a cui hai aderito sentendoti in obbligo per il fatto che il concerto è lì a due passi.
Te ne pentirai presto, quando rinchiusa in una saletta in compagnia di un centinaio di post-punk cinquantenni e colla panza, cercherai di sopravvivere a due ore di agonizzanti latrati, per giunta neanche post-punk ma solo latrati, nel corso dei quali contemplerai una molteplicità di tecniche di hara hiri fino a rifugiarti nell'astrazione meta-psichico-creativa che ti farà venire in mente questo post.
Così è scritto nel libro sacro delle profezie della mamma post-punk, e così è stato.
Amen
Rispolvererai una sera i tuoi neri abiti migliori. Accoglierai alla tua mensa due ex-colleghe di una compagnia ormai fallita. E mentre sbatterai in forno un numero imprecisato di pizze surgelate e piazzerai tutti i panni della lavatrice sui termosifoni, cercherai di contenere la furia centrifuga dei tuoi giovani minipipedi. Poi, ad un passo da una crisi di karma, accoglierai benevolmente i tuoi suoceri a cui affiderai i suddetti.
Uscirai dunque a braccetto del consorte e affianco alle tue ex-colleghe, e ti recherai in un piccolo edificio a due chilometri di distanza (ci andrai in macchina perché il freddo da era glaciale non consente altrimenti ma poiché il centro è zona pedonale, parcheggerai ad un chilometro e mezzo). E lì, in questo piccolo edificio, assisterai attonita al concerto di un ex membro di una disciolta band, di nuovo menbro di un'altra band anch'essa disciolta, che non saresti andata a vedere neanche nel periodo d'oro, figuriamoci dopo 25 anni, ma a cui hai aderito sentendoti in obbligo per il fatto che il concerto è lì a due passi.
Te ne pentirai presto, quando rinchiusa in una saletta in compagnia di un centinaio di post-punk cinquantenni e colla panza, cercherai di sopravvivere a due ore di agonizzanti latrati, per giunta neanche post-punk ma solo latrati, nel corso dei quali contemplerai una molteplicità di tecniche di hara hiri fino a rifugiarti nell'astrazione meta-psichico-creativa che ti farà venire in mente questo post.
Così è scritto nel libro sacro delle profezie della mamma post-punk, e così è stato.
Amen