mercoledì 31 dicembre 2008

Soporifero precariato

In questo fine anno la pigrizia ha avuto la meglio. Massimizzando i benefici della famiglia estesa, gli incarichi sono stati distribuiti così equamente da bradipizzare i ritmi di vita. Raperonzolo, che da oltre una settimana non si sveglia e alza mai prima delle nove ed è riuscita a leggere un libro in pochi giorni (privilegio per anni a lei negato), si sente come una bolla di sapone sospesa nel soporifero precariato delle feste.
Non sa né perché né per come, né per quale strana forma di perversione, ma ogni mattina quando si sveglia, in questi orari a lei così inediti, le viene una cosa così, un po' strana e un po' contorta, una nostalgia intrinseca e irrazionale per le alzate al'alba, le corse frenetiche per la scuola, l'assenza di aiuti in casa, i salti mortali e le nevrosi. Le manca l'adrenalina del quotidiano, l'energia dell'insofferenza che ti fa sempre guardare avanti e ti fa agire. Ecco, le manca tutto quel trambusto in cui si sente pienamente mamma, pienamente donna e pienamente se stessa.
Per un 2009 attivo, reattivo e pimpante... Buon anno a tutti!

domenica 28 dicembre 2008

E' proprio assurdo

"Che Babbo Natale esiste non ci piove." Ha sostenuto deciso Calimero, fido compagno di classe di Figlio-uno. "Però che le renne volino è proprio assurdo."

venerdì 26 dicembre 2008

Non necessariamente

I vertici del Natale della Rapefamiglia si sono raggiunti quando delle dodici persone presenti nei sedici metri quadri del soggiorno di Rape', sette parlavano contemporaneamente senza ascoltarsi, cuginetto treenne urlava in preda a possessione demoniaca, Figlio-due suonava la chitarra come un vecchio punk rocker, Figlio-uno e cuginetta cantavano contemporaneamente due canzoni diverse, mentre la nonna novantaseienne del Mr, nonché bisnonna dei quattro cacofonici nipoti, sorda come una campana, si ostinava a suonare il pianoforte riuscendo in qualche modo ad azzeccare tutte le note anche se non necessariamente nell'ordine giusto.

martedì 23 dicembre 2008

L'arte del pacchetto

Quando Raperonzolo era ancora solo figlia, impacchettare i regali era una vera e propria cerimonia, una forma artistica a cui ci si aggingeva con la religiosità puntigliosa della cura di un bonsai. Si prendevano tutti i regali e si mettevano insieme da un lato. Sul tavolo si disponevano poi ordinatamente: carta da regalo di vari colori e fantasie, nastri colorati di ogni tipo da abbinare alla carta, fiocchi, bigliettini, forbici e scotch. Si faceva tutto in una sola sessione che durava un'ora o poco più. La carta la si piegava e attaccava con cura, i nastri venivano arricciati con le forbici e sui bigliettini si scriveva sempre una frase spiritosa o ad effetto o al limite una dedica. La sera di Natale l'albero appariva in tutto il suo ordine e splendore corollato di bellissimi pacchi. Quasi dispiaceva aprirli per quanto erano belli.
Alcuni lustri e due figli più tardi Rape' impacchetta nei momenti più improbabili in un susseguirsi di sessioni di pochi secondi l'una: ora sul pavimento, ora sopra al letto, talvolta anche sotto. A volte mancano le forbici, a volte manca lo scotch, la carta è stropicciata, spesso riciclata, i nastrini non esistono e al posto dei biglietti si scrive direttamente il nome sul pacco. I regali, nascosti negli angoli più remoti e oscuri della casa, spesso stentano ad essere reperiti. Alcuni vengono rinvenuti appena in tempo utile per essere consegnati. L'effetto è quello degli incarti di salumeria. D'altra parte Rape si giustifica sostenendo che in questo modo azzannare e sbranare la carta per aprire il regalo fa sentire meno colpevoli.

domenica 21 dicembre 2008

L'indiscreto fascino del declino

In questi giorni Rape' fatica a tenere a freno Macchia Rossa, italica mamma di Raperonzolo, nota per le sue qualità d'imbrattamento, incredula davanti all'estensione della crisi economica del regno di Her Majesty. Resa euforica dall'euro di ferro e la sterlina di pastafrolla, l'inabissamento dei prezzi che ha portato, nel giro di poche settimane, il costo dei beni di consumo precipitare ai livelli di quelli del Bangladesh, è stata colta da una frenesia di shopping compulsivo come una vecchia ereditiera hollywoodiana a un mercatino di Puerto Rico.
"Ehi, guarda Rape' una padella Tefal per 3 euro! un maglione di Cashmere a 30 euro! ma possibile che queste belle magliette di ottimo cotone per i bambini costino solo un euro l'una??? Pantaloni di marca a 15 euro???"
Rape' riesce a contenerla solo con la riassicurazione che, essendo questi i prezzi prima di Natale, a gennaio è probabile che con una ventina di euro potrà rifarsi l'intero guardaroba senza problemi.
Nel frattempo Rape' e il Mr ieri si sono recati all'Ikea per comprare una scrivania e qualche scaffale per la stanza dei bambini. In passato recarsi all'Ikea di sabato pomeriggio avrebbe rappresentato già di per sé un'operazione dalle forti tinte autolesionistiche, considerando poi che il sabato in questione era l'ultimo sabato prima di Natale, la missione poteva prevedersi altamente suicida, in un susseguirsi di code apocalittiche anche solo per arrivare al parcheggio, giri estenuanti per infilare la macchina da qualche parte, chilometri da percorrere perché l'unico posto disponibile si trovava a 3 chilometri; calca inumana all'interno, sfila schiantanervi alle casse, nuova ipoteca sulla casa per pagare l'ammontare spropositato degli oggetti (prevalentemente inutili) acquistati.
Ieri invece Rape' e il Mr sono arrivati senza intralci di traffico, hanno trovato il parcheggio mezzo vuoto e piazzato la macchina vicino all'entrata; girato tranquilli insieme ai pochi altri avventori, rifatto la stanza ai bambini spendendo talmente tanto poco da riuscire perfino a pagare in contanti.
Dunque, riassumiamo, fin'ora il collasso dell'economia globale ci ha portato prezzi bassi e Barack Obama. A Rape', a dire il vero, non è che questo credit crunch le stia poi così antipatico.

giovedì 18 dicembre 2008

Quando il marito è in vacanza

Da quando il Mr è in vacanza forzata, trovandosi nella paradossale situazione di non avere più un cliente, una sede lavorativa né una mansione ma ancora un impiego, la Rapefamiglia ha dovuto istantaneamente abituarsi a nuovi ritmi di vita. Il Mr è molto bravo e scrupoloso: prepara la colazione per tutti e aiuta Rape' a far lavare e vestire i bambini e ad accompagnarli a scuola. Il tutto dovrebbe essere straordinariamente semplice, filare come l'olio e la riunita famigliola essere pronta con netto anticipo potendo contare su quattro mani anziché due.
Naturalmente invece adesso i bambini arrivano regolarmente a scuola trafelati e in ritardo.

martedì 16 dicembre 2008

Razionalizzare lo spazio

Lo spazio e il tempo sono relativi. Lasciando perdere Einstein e la fisica che tanto nessuno ci capisce niente, è una cosa empiricamente arcinota soprattutto alle mamme che la sperimentano quotidianamente sulla loro pelle.
Prendiamo la stanza dei figli, per esempio. Negli anni si assiste apparentemente impotenti all'incremento esponenziale dell'ammontare di giocattoli. A nulla servono le sortite di nascosto col saccone della spazzatura, approfittando dei figli a scuola: per ogni giocattolo gettato o regalato ne spuntano su tre come funghi porcini. Ora alla mamma si pone un problema logistico non indifferente. Per quel poco di fisica che ci capisce, sa benissimo che, a meno di non buttare giù qualche parete (cosa per altro oltre che costosa, anche piuttosto complicata, caotica e spesso inattuabile) la stanza da sola non si espande, e neppure la casa, neanche con la più buona volontà, un mantra o tecniche d'ipnosi. Questa caratteristica inespansiva dello spazio casalingo dunque, accompagnato dall'incremento esponeziale dell'apparato ludico, fa si che lo spazio a disposizione per svolgere attività apparentemente inutili alla prole, ma inspiegabilmente necessarie alle madri, quali camminare per esempio, diventino se non impossibili alquanto difficoltose. Le madri allora gradualmente sviluppano una capacità inedita di razionalizzazione dello spazio: smontano, rimontano, spostano, cambiano, girano, riaggiustano, pianificano, riorganizzano, e alla fine, non solo nella medesima stanza trovano posto il triplo degli oggetti, ma avanza anche spazio per le comuni mansioni e le new entri dei prossimi due compleanni.
La stessa cosa avviene con il tempo, entità che in ambito familiare è non solo relativa ma soprattutto relativamente limitata. La mamma, grazie alla razionalizzazione delle giornate, è in grado di espanderlo al punto da massimizzarne la funzionalità, riuscendo - con lo stesso numero di ore - non solo a fare ogni giorno qualcosa di più, ma a ritagliarsi degli spazi personali, degli angolini in cui esistere oltre che come madre anche come persona.
Le mamme dunque sono esseri che riescono a trarre dall'ordine e dalle collaudate routine spazio-temporali il massimo dei benefici.
Purtoppo ordine e routine poco si confanno al periodo natalizio, luogo temporale entro il quale la madre regredisce ad un caotico stato confusionale simile all'inebetimento che la fa agire in modo sconnesso, repentino, convulsivo e inconcludente.
Passano gli anni ma non ci si fa mai l'abitudine.

lunedì 15 dicembre 2008

Infanzie vicine, infanzie lontane

C'è stato un periodo non lontano della vita di Raperonzolo dal sapore della nostalgia. Una nostalgia soffusa ma diffusa, tenue eppure capillare della propria infanzia; ma non quella degli avvenimenti e dei ricordi mirati, piuttosto l'infanzia delle atmosfere, delle luci, dei colori, dei volti e dei sapori. La Roma sorniona degli anni '70, dai marmi neri di smog e gli autubus verdi arrugginiti; le cinquecento e i viaggi ammassati dietro; i capelli cespuglioni, i maglioncini attillati e i panataloni a zampa d'elefante; la radiolina tascabile e il mangiadischi; il cineforum parrocchiale e Canzonissima; le strade assolate e deserte di Talenti ai tempi dell'Austerity; Alan Ford e Topolino, Supergulp e Sandokan; le pastarelle ed il Gran Premio. Un caleidoscopio di ricordi sparsi e disordinati, ma vivi e palpitanti.
C'era in lei l'impellenza di riafferare quelle sensazioni, quasi a metabolizzarle; tirarle fuori dal subconscio dove si erano per tanti anni rintanate.
Per Figlio-uno comprò la versione integrale del Pinocchio di Comencini. Lei e lui, due anime vicine e lontane. Lo sguardo adulto e lo sguardo bambino. Per mesi se lo sono guardato e riguardato accoccolati insieme. E bastavano le immagini, le note per intraprendere un viaggio nel tempo trasversale, un riappropiarsi di un passato perduto per condividerlo ad un livello profondo e intagibile, quasi a volergli trasmettere una parte irraggiungibile, sepolta sotto la mole degli anni.
E' stato un periodo, una fase necessaria. E come tutte le fasi ha avuto un suo inizio ed una fine.
Adesso Rape' è passata oltre. Allo sguardo sul passato si è imposta la consapevolezza del presente. Non prova più quell'incommensurabile necessità che aveva di estrapolare stralci ormai andati della propria infanzia per trovare una sorta di profondo raccordo con i propri bambini; non sente più il bisogno di avvicinarli a lei, piuttosto è lei adesso ad essersi avvicinata a loro, attraverso questo loro crescere in una realtà così diversa, lontana nel tempo e nello spazio dalla sua, ma di cui lei è oggi parte. Le atmosfere, le luci, i colori, i volti e i sapori sono quelli che la circondano, è l'aria che respirano i propri figli.
Essere mamma è anche questo: riavvicinarsi alla propria infanzia e riviverla; è riappropiarsene per potersene definitivamente congedare.

domenica 14 dicembre 2008

Sorpresa!

Alle sei del mattino due occhi gonfi, capelli elettrici e sguardo larvoidale si specchiano in un cappuccino. Alle otto, una versione leggermente glorificata della larva di cui sopra passa il metal detector. Alle nove collassa su una rigida forma di tortura nota anche come poltroncina d'aereo, volo Ryanair direzione Ciampino. Alle due Macchia Rossa, mamma di Raperonzolo, le fa trovare un pranzo di tre portate, del tutto incurante delle almeno cinque portate previste per la sera. "Ma come, ti ho fatto tutte queste cose buone che ti piacciono tanto!"
Nel pomeriggio Rape' cerca di smaltire piccatine i carciofini studiando gli ultimi dettagli del colpo di scena.
Alle sette bussa inaspettata alla porta di Bella Proff che celebra il suo cinquantesimo compleanno.
"Sorpresa!" Esulta la nostra.
Dopo un primo momento di giubilo ed effusioni varie, Bella Proff commenta: "Ma lo sai che me lo aspettavo!"
"Come te lo aspettavi?" fa Raperonzolo. "Giri di telefonate, pianificazioni quadrilatere, strategie plurime, controspionaggio, intercettazioni, manovre degne di James Bond e tu te lo aspettavi?"
"Bé, mi sembrava strano che non avevi aggiornato il blog."

giovedì 11 dicembre 2008

Corporative looting

In una serie televisiva degli anni '70 della BBC, dal titolo "I sopravvissuti", recentemente riproposta in remake, i sopravvissuti dal virus che ha sterminato il 90% della popolazione mondiale, si aggirano confusi tra città e campagne deserte, cercando compagni e intrecciando relazioni in un mondo privo di società, sicurezza e struttura, dove gli edifici si ergono come paradossali fantasmi di una civiltà ormai scomparsa. I superstiti arraffano tutto ciò che gli potrà servire: saccheggiano negozi e supermercati, entrano nelle case e negli uffici; cibo, utensili, libri e vestiti. In un domani oscuro non resta che aggrapparsi a quello che altrimenti andrebbe in malora.
Allo stesso modo, nel Regno di Her Majesty, nel corso della depressione del primo ventunesimo secolo, mentre ad uno ad uno i grandi colossi storici si sgretolano come le torri gemelle, l'umanità superstite dei grandi grattacieli, un tempo sede lavorativa di migliaia di persone, si aggira confusa e inutile, mentre gli 800 e più negozi svendono per ripagare almeno in parte i creditori. Sono solo una quarantina, distribuiti su dieci piani e non hanno più nulla da fare, se non chiudersi la porta dietro quando glielo ordinerà il tribunale. Uniscono allora le forze e lo spirito d'iniziativa e giù nella sala del materiale di campionatura osservano sornioni: se 'sta roba non ce la portiamo a casa noi, finirà tutta nella spazzatura!
Ecco, allora che l'addetto alla sicurezza e il direttore commerciale, l'head of marketing e gli operativi, se ne vanno a braccetto nella grande sala e lì, con valige, carrelli e forse anche intere cariole fanno man bassa di tutto quello che un giorno, chissà, potrà servire.
E così dopo un grande andirivieni, oggi la catena di W., cento anni e rotti di storia, dai tempi della regina Vittoria, chiude i battenti e buona notte a tutti.
Le case dell'addetto alla sicurezza, del direttore commerciale, dell'head of marketing e degli operativi, pullulano ormai di materiali, e così anche quella del Mr, l'unico che, non essendo da W. direttamente impiegato, almeno per il momento, non ha ancora perso il lavoro.
Rape' osserva le cataste e mentre la mattina cerca di aprirsi un varco per raggiungere la cucina, sospira: Vabbé, male che vada, venderemo tutto su Ebay.

mercoledì 10 dicembre 2008

Capitani coraggiosi

C'è O, appena arrivata dall'Ungheria. Rape' le mostra le immagini e gliele descrive lentamente, scandendo le parole. Lei sorride e le ripete, poi si prova a leggere insieme, e piano piano O. prende il via leggendo qualche parola anche da sola.
C'è J, secondo di sei fratelli, il più grande ha nove anni e il più piccolo sei mesi, la mamma ha venticinque anni. Si impegna e si concentra sui segni tirando fuori le lettere ad una ad una finché non riesce a scandire qualche parola.
C'è B, terzo di quattro fratelli. Leggerebbe benino ma è così distratto che il più delle volte cerca le parole tra le pareti della stanza e i volti delle persone di passaggio piuttosto che sulla pagina.
C'è A, terza di quattro fratelli. Quando legge ha una voce così esile e mortificata che quasi ci si dimentica della bambina irruente e impetuosa che è.
C'è H, che dà sollievo perché ora sa leggere. Quando è arrivato un anno fa non aveva capelli e nel naso c'era un tubicino. Aveva sconfitto un tumore, dopo due anni di ospedale.
C'è D, affetto da dislessia. La prima volta che Rape' ha letto con lui era sorpresa per come sapesse leggere bene. Poi però ha scoperto che D aveva imparato tutto a memoria. Quando ha per le mani un libro che non conosce, D osserva le immagini e cerca di ricavarne il testo affidandosi a quelle poche lettere che riconosce. E' testardo e orgoglioso, non molla.

Basta una sola ora a settimana trascorsa con questi bambini così tenaci e coraggiosi per far passare a Raperonzolo tutti i malumori e a ridarle una prospettiva della vita.

lunedì 8 dicembre 2008

Dottori in erba

In questi giorni Raperonzolo è stata travolta da un lavoro di traduzione di proporzioni bibliche e il classico virus autunnale con tutti gli annessi e connessi. Per fortuna a prendersi cura di lei c'erano due piccoli dottori in camice bianco, con tanto di valigetta e varie strumentazioni di plastica che l'hanno auscultata, misurata, fasciata, martellata e iniettata nei punti più svariati del corpo. Grazie a loro ora sta decisamente meglio.

giovedì 4 dicembre 2008

Concetta, Maria e la legge dell'entropia

Raperonzolo è un tipo pragmatico, e siccome di economia non ci capisce niente ha bisogno di esempi pratici e terreni, perché se li capisce lei allora vuol dire che li capiscono tutti.
Prendiamo per esempio Concetta e Maria. Entrambe hanno un alimentari l'uno di fronte all'altra e si fanno concorrenza. C'è stato un tempo, diciamo in gioventù, in cui entrambe esponevano i panettoni in vetrina una decina di giorni prima di Natale, perché tanto a esporli troppo presto chi è che se li compra? Poi però un giorno Concetta si fa furba e pensa, ma se io i panettoni li espongo il 14 dicembre invece che il 15 per quel giorno i panettoni li vendo solo io e frego Maria! Tanto, pensa sempre Concetta, se li comprano il 15 li compreranno anche il 14. Quando Maria vede come l'ha fregata Concetta l'anno dopo si fa furba e i panettoni in vetrina li piazza il 7 dicembre che l'8 e festa e magari la gente già comincia a mangiarli e se Concetta non li ha esposti per una settimana li vendo solo io e sono bei soldoni. Concetta naturalmente schiuma di rabbia perché Maria non solo le ha fregato l'idea ma l'ha proprio buggerata su tutta la linea. L'anno successivo allora mette tutto in vetrina il primo dicembre e Maria se la prende in quel posto. Maria azzanna l'anno dopo ancora e il 23 novembre ha già una sfilza di panettoni in vetrina che sembra già Natale. Passa un altro anno e Concetta il 15 novembre in vetrina ha non solo i panettoni ma anche cotechini, lenticchie, torroni, angioletti e presepe. Dopo una decina d'anni Concetta e Maria hanno le vetrine piene di panettoni e delizie natalizie già all'inizio di ottobre, solo che arrivato Natale hanno talmente tanta roba in magazzino che decidono di ridurre i prezzi il 27 dicembre invece che il 2 gennaio, perché almeno smaltiscono la roba quando la gente ancora compra a volontà. Dopo vent'anni per Concetta e Maria Natale comincia il primo settembre, e siccome la gente che prima si precipitava a comprare il panettone appena lo vedeva adesso s'è fatta furba e aspetta tranquilla non comprando niente. Arrivato novembre Concetta e Maria tremano che ci hanno ancora 900 panettoni cadauna in magazzino e non sanno come fare. Concetta allora decide di fregare Maria e ridurre i prezzi il 23 dicembre. Maria si vendica su Concetta e li riduce il 20. Concetta ribatte con il 15. Maria anticipa al 10. Poi, all'inizio di dicembre sia Concetta che Maria vendono panettoni a prezzi stracciati, talmente stracciati che vendono in perdita ma almeno recupeano qualcosa. Ecco ora che la gente compra.
Concetta e Maria quando avevano delle regole precise e operavano con criterio incassavano a Natale il 50% del fatturato annuo e vivevano benino. Poi hanno deciso di fare come gli pare, hanno fatto soldi a palate, ma è stato il caos finché non hanno finito per non fatturare più un tubo. Quando inevitabilmente falliscono non resta loro che tirarsi addosso le migliaia di panettoni che hanno in magazzino da luglio.

Da Wikipedia: In termodinamica l'entropia è una funzione di stato che si introduce insieme al secondo principio della termodinamica e che viene interpretata come una misura del disordine di un sistema fisico o più in generale dell'universo. In base a questa definizione si può dire, in forma non rigorosa ma esplicativa, che quando un sistema passa da uno stato ordinato ad uno disordinato la sua entropia aumenta.

In economia: Una carenza strutturale di controlli, assenza di "kpi" (key performance indicator) causa un progressivo ma inesorabile decadimento delle performance dell'intero sistema, minandone la qualità, la produttività e l'efficienza. Entropia genera disorganizzazione, quindi maggiori costi e sforzi per ottenere minori risultati, in pratica una perdita di potenza dell'intero sistema, proprio come nella realtà della fisica termodinamica.

martedì 2 dicembre 2008

E chi s'è visto s'è visto

"Pronto è la banca B?"
"Sì, signora, in cosa possiamo servirla?"
"Sa, ho visto che avete un'offerta strepitosa per un mutuo con un tasso d'interessi veramente conveniente. Al momento abbiamo un mutuo con la banca R, dove solo gli interessi hanno su di noi l'effetto di un team di sanguisughe, per cui abbiamo pensato che spostandoci con voi potremmo non solo pagare di meno ogni mese ma anche ripagare la casa oltre che gli interessi."
"Va benissimo, saremmo lieti di averla con noi."
"Solo che c'è un problema."
"Sarebbe?"
"Bé, io sono disoccupata e mio marito molto probabilmente lo sarà a breve. E' un problema?"
"Ma no, signora, assolutamente no. Mica che stiamo a guardare il capello nell'uovo. Quanto vale la vostra casa?"
"Ma, guardi, ho fatto una ricerca online ed è risultato che vale XXX.XXX. Dovrete fare una valutazione?"
"Ma no, ci fidiamo. Va benissimo. E il vostro mutuo esistente?"
"Bé, è YYY.YYY ma noi vorremo qualcosina in più, sa col fatto che anche mio marito sta per perdere il lavoro vorremo un attimino coprirci. Diciamo che vorremo YYY.YYY + Y.YYY. E' un problema?"
"No, figuriamoci, siamo al suo servizio."
"Allora mi mandate tutta la documentazione?"
"Certo. Domani mattina la riceverà per posta. Basteranno un paio di firme, le fotocopie dei vostri documenti e è tutto fatto."
"Grazie, allora entro Natale ce la dovremmo fare."
"Anche prima. Se mi rimanda tutto la settimana prossima possiamo subito completare la pratica.
"Benissimo. Arrivederci, eh."
"Arrivederci."
Click

Nel corso della più tragica crisi economica della società contemporanea, la disperazione delle banche nell'accaparrarsi qualche mutuo fa sì che sia possibile alla disoccupata Raperonzolo ottenere una cifra a svariati zeri e tasso d'interessi minimo con un colpo di telefono.
Rape' non sa se è una cosa buona o meno, ma intanto si prende i soldi, il mutuo che finalmente potrà ripagare e chi s'è visto s'è visto.