giovedì 30 ottobre 2008

Ho la soluzione

"Mamma, a te annoia vero fare tutte queste cose?"
"Quali cose?"
"Queste cose che devi sempre fare in casa come pulire, lavare i piatti, passare l'aspirapolvere..."
"Bé, certo non mi ci diverto, però devono essere fatte."
"Io penso che ho la soluzione."
"La soluzione? Dimmi. Sono tutta orecchi."
"Su Newsround hanno detto che adesso c'è questo robot che fa i lavori in casa. Lo programmi e lui lava i piatti, cucina, ti porta la colazione a letto e se vede una camicia in giro la raccoglie e la mette a posto."

Figlio-uno, sei anni e mezzo... mon amour!

mercoledì 29 ottobre 2008

Cappelli eschimesi, zucche e freddo pecorino

In quella lunga e tortuosa fila che si snoda per centinaia di metri tra fango e neve, e si protrae per tempi che vanno ben oltre l'umana pazienza, se guardate bene individuerete tra la folla quattro mamme e otto bambini a voi noti.
I bambini e tre delle mamme hanno un dignitoso abbigliamento invernale, adeguato ad una giornata di freddo sole. Una delle mamme invece è praticamente irriconoscibile e più che una mamma ricorda Totò e Peppino in Totò, Peppino e la Malafemmena, nella classica scena dell'arrivo alla stazione di Milano.
Sommersa sotto un cappello eschimese, quattro chili di scarponi da montagna e alcuni quintali di abbigliamento stratificato, Raperonzolo ha già il sentore di aver commesso un errore fatale ad aver aderito a questa escursione alla fattoria.
Quando al termine dell'ora e mezza di fila scopre il costo dei biglietti d'ingresso, ha la conferma che i suoi timori erano fondati e che questa giornata sta per trasformarsi in un incubo senza risveglio. Tenterà poi i più abietti trucchi per arginare la falla che sta per causare nella sua Mastercard, facendo scivolare fischiettando Figlio-due al di sotto del bancone e dichiarando un solo bambino pagante. Naturalemente fallirà miseramente.
Così per una cifra equivalente a quattro giorni di spesa, Rape' ha potuto far rotolare i propri bambini nel fango e nella neve, rovinare perennemente alcuni capi d'abbigliamento, trascorrere gran parte della giornata in interminabili file, congelarsi, sbraitare sguaiatamente come un'invasata in preda ad acuti attacchi d'insofferenza diffusa.
"Cari bambini," ha detto il cappello eschimese al termine della giornata, "l'anno prossimo le zucche ve le compro al supermercato."

martedì 28 ottobre 2008

Se domani c'è il sole...

La pratica, come si sa, rende perfetti. Dopo anni di caos ed esaurimenti, ora Raperonzolo, quando sopraggiunge l'half-term, ha la situazione in pugno. Pianifica tutto con settimane di anticipo, prenota i figli a tutte le attività gratuite disponibili e a quelle a moderato pagamento. Giri di mail tra mamme, messaggini telefonici, appuntamenti per l'elaborazione di un palinsesto pressoché perfetto e dignitosamente anti-stress.
Giovedì, il programma prevedeva quattro mamme e otto bambini in visita ad una fattoria, tra coniglietti, pulcini, criceti, struzzi e caprette, scivoli, giostre, gonfiabili per approdare poi al pavillon e far preparare ai bambini le zucche per Halloween.
"Rape', ho visto le previsioni del tempo. Pare che giovedì sia brutto, mentre domani è previsto sole. Che ne diresti di cambiare programma e andarci domani alla fattoria?" Dice la mamma di Calimero.
"Ma sì, non c'è problema. Se domani c'è il sole, facciamo così. Avvertiamo le altre."

Il problema della mamma-programmatrice è quello di rivolgere sempre lo sguardo al futuro. Perché, sì, certo, domani ci sarà anche il sole, ma non essendosi nessuno premurato di controllare le previsioni di oggi, i dieci centimetri di neve che sono caduti potrebbero rappresentare una piccola falla nella perfezione del sistema.

lunedì 27 ottobre 2008

Su indicazione medica

Nelle variabili di prognosi, la medicina moderna sembra ancora brancolare nel buio nell'identificare una malattia molto comune nella prima e seconda infanzia. Note sono le cause scatenanti e altrettanto noti gli effetti diretti e collaterali, ma che si tratti di un tipo d'intolleranza, un'allergia, oppure un morbo raro non è ancora dato da sapere. A nulla può la psicologia. E' ormai un fatto assodato che gli effetti siano puramente fisici: una sorta di malore diffuso che si manifesta dapprima in una sordità degenerativa collegata ad una paralisi che può essere all'occorrenza parziale o totale, poi in contrazioni del viso, grida stridenti, raptus di frustrazione, contorcimenti, irrigidimenti, sbattimenti di piedi, irascibilità diffusa, fino al pianto disperato o il sopraggiungere di una completa apatia.
La causa scatenante è una semplice frase della mamma, di solito inizialmente pronunciata con gentilezza come un invito:
"Bambini, ora mettete a posto."
Gli effetti fisici sono di tale portata che le madri dovrebbero elargirla solo su stretta indicazione medica.

sabato 25 ottobre 2008

Karma, Karma...

15:30
Raperonzolo fa ingresso allo spider park, un parchetto giochi vicino casa, insieme a Figlio-uno, Figlio-due, la mamma di Calimero, Calimero e Calimerina, più le rispettive biciclette.

15:40
Calimero ha una crisi isterica perché dice che la sua bicicletta è troppo piccola e non riesce ad andarci.

15:45
La mamma di Calimero minaccia che se non la smette andranno a casa.

15:55
Figlio-uno suggerisce uno scambio, dà la bicicletta appena più grande a Calimero e prende la sua. Ritorna la pace.


16:00
Figlio-uno decide che è più divertente ribaltare la bici e far girare forsennatamente la ruota che andarci su. Calimero trova l'idea bellissima e lo fa anche lui. Figlio-due vuole fare altrettano ma non ci riesce e comincia ad urlare come un forsennato.

16:05
Raperonzolo ribalta la bici di Figlio-due così può fare lo stesso gioco dei grandi, però continua a non riuscirci, a strillare e dare calci alla bicicletta.

16:15
Raperonzolo suggerisce a Figlio-due di lasciare stare e andarci sopra alla bicicletta. Lui grida un imperativo Nooooooo!!! Rape' lo lascia lì a sbraitare.

16:25
Calimerina si unisce al grido e pianta un capriccio per nonsisachecosa. Il parchetto si fa rumoroso.

16:30
Calimerina si calma. Rape' va da Figlio-due che continua a rotolarsi in terra e sbraitare e gli dice che se non la smette metterà via la bicicletta. Figlio-due ribadisce il suo negativo categorico. Rape' mette via la bicicletta. Figlio-due ora entra in una fase d'isteria ascendente.

16:45
Rape' e la mamma di Calimero si rilassano facendo conversazione su una panchina. A pochi metri da loro, sulla destra Calimero è in stato di possessione demoniaca, sulla sinistra Figlio-due, ora paonazzo, fa affacciare alcuni residenti della zona a cui probabilmente cominciano a vibrare i cristalli di casa. Un nonno spinge la nipotina sull'altalena. Rape' gli sorride. Lui osserva in stato di shock Figlio-due che è ora prossimo alle convulsioni.

16:55
Calimero smette, ricomincia Calimerina.

17:10
Raperonzolo riesce a calmare Figlio-due che non ha più energie neanche per respirare.

17:15
Figlio-uno e Calimero ingaggiano una battaglia sul possesso di un'altalena, malgrado ce ne siano altre tre libere tutte uguali. Tempo di tornare a casa.

In certi pomeriggi, la serenità di una mamma, come si dice in India e pure a Roma: è tutta 'na questione de Karma.

venerdì 24 ottobre 2008

Ampie prospettive

Si è ufficialmente aperto il primo half-term stagionale. Ieri Figlio-uno è tornato a casa con i soliti libricini di lettura e il settimanale libro preso alla biblioteca della scuola da leggere durante le vacanze. Quando Raperonzolo lo tira fuori dalla cartella strabuzza gli occhi.
"Wow!" Esclama attonita.
"Hai visto, mamma! E' bellissimo! Lo dobbiamo assolutamente leggere insieme!"
Pur essendo consapevole che sia un fatto alquanto inconsueto che un bambino di sei anni, in una biblioteca piena di favole, romanzi, racconti e storie varie prediliga un tomino di cento pagine sul buddismo, si consola pensando che mistico per mistico almeno stiamo ampliando le vedute.

martedì 21 ottobre 2008

De natatorium

Tra le molteplici imprese titaniche della mamma contemporanea spicca per rilievo e spessore neurologico quella che la vede imperviamente ostinarsi (non si sa bene se per senso di responsabilità, amore filiale o puro masochismo) a portare settimanalmente il proprio primogenito a lezione di nuoto.
Il viaggio epico ha avvio solitamente in congiunzione con la seconda gravidanza. La mamma appesantita e stracca, che avrebbe voglia soprattutto di mettere i piedi a mollo in una bacinella e sonnecchiare su una soffice poltrona, centrifuga invece coscienziosa per la casa raccattando accappatoi e costumi, shampoo e docceschiume, cuffie e occhialini inseguendo il proprio treenne che leva e mette le scarpe, accende e spegne la TV, si ricorda che deve fare pupù quando lei è già sulla porta di casa e pipì quando lo ha appena agganciato sul seggiolino della macchina.
L'arrivo in piscina avviene solitamente in tempo limite con un margine di trenta secondi netti per spogliare, mettere il costume e far rifare la pipì al giovane pac-man che alla sola visione del centro sportivo entra in una fase centrifugale pressoché inarrestabile. Non aiuta la cubatura dello spogliatoio che deve contenere una mamma con un girovita d'un metro e mezzo, una scheggia impazzita e svariati ettari di tessuto tra giacche, cappotti, maglioni, accappatoi e zainetti, il tutto diligentemente rimosso in quanto se fuori sono meno cinque gradi, dentro sono trentacinque richiedendo una substratificazione del vestiario consono sia ad un clima polare che ad uno tropicale.
Può anche capitare, come è successo alla distratta Raperonzolo, di eseguire tale incongrua operazione in pieno travaglio, con contrazioni allarmanti, ampia dilatazione, e lei l'unica che può guidare e riportare tutti a casa, tre ore prima di partorire.
Le cose non migliorano nei mesi successivi alla nascita del secondogenito. Se il girovita ora consente un certo margine di movimento all'interno dello spogliatoio sopra il metro, nei bassifondi la quadratura del pavimento subisce invece una drastica riduzione, essendo in parte occupata dall'ovetto, la borsa del cambio pannolini, la scorta di biberon. Ora madre e giovane pac-man operano il cambio destreggiandosi come equilibristi in bilico sulla fune, attenti a non inciampare sulla nuova entry familiare. Né contribuiscono al karma materno le migliaia di strepitanti decibel elargite senza parsimonie dall'inquilino dell'ovetto.
L'uscita dallo spogliatoio tende a farsi complicata: avviene in varie fasi, in quanto per farla in una fase sola ci vorrebbe la dea Kalì. E allora, esce un figlio rientra la mamma, esce l'ovetto rientra un figlio, esce la mamma riesce il medesimo figlio, rientra la mamma, escono due braccia con l'accappatoio, esce la mamma con le giacche, rientra un figlio e riescono madre e figlio con le borse e le giacche. E l'ovetto? Nessuno si ricorda più dov'è.
La mamma naturalmente non ha mai i 50 pence necessari per l'armadietto e i sette metri che la separano dalla sezione spettatori rappresentano un'odissea senza limiti: sommersa sotto svariate tonnellate di capi di abbigliamento di cui non ha potuto neanche temporaneamente disfarsi, con zainetti e borse a tracolla e ovetto appeso ad un braccio si fa largo tra la calca in uno stato di liquefazione da sauna finnica. A nulla può la pianificazione: intrattenere un neonato perennemente urlante, pur armati di ciucci, biberon e santa pazienza si rivela di solito un'impresa al di sopra delle possibilità materne e la fine della lezione di nuoto è attesa con ansiosa trepidazione, pur comportando essa una ripetizione dell'odissea precedente nella sezione docce, una bolgia di mamme, bambini, ovetti, passeggini, incroci di braccia, di shampi, saponi, asciugamani e quattrenni che non ne vogliono sapere di uscire da sotto la doccia.
I guai arrivano quando il secondogenito comincia a gattonare. Terminata l'era dell'ovetto, si opera ora di passeggino che occorre spingere lungo corridoi angusti e affollati, parcheggiare necessariamente fuori dallo spogliatoio lasciando la porta aperta. Il passeggino offre il pregio di divenire ricettacolo delle tonnellate di bagaglio, ma il difetto di contenere sempre brevemente il bambino. Non importa quante volte la mamma abbia ripetuto l'operazione ma ogni volta arriva quel fatidico momento in cui gli strepiti hanno la maggiore, lei preleva l'ulratore dal suo trono e il passegino sbilanciato dall'assenza dell'occupante collassa all'indietro trascinandosi appresso tutto quello che lei ci aveva appeso. Ora l'infante si divincola tra le braccia e approfittando di una distrazione della mamma, impegnata a raccattare oggetti sparsi per mezzo spogliatoio, parte gatton gattoni ripulendo i lerci pavimenti, mettendo in bocca tutti gli oggetti di dubbia natura e alto gradiente nocivo che trova e scomparendo in un qualche cubicolo.
Appena il secondogenito cammina, alla dinamica di cui sopra si aggiunge anche l'ora trascorsa dalla mamma a rincorrere il giovane Mennea per tutto il centro sportivo, impedendogli nell'ordine: di scivolare essendo per terra sempre bagnato, di tuffarsi nell'acqua perché non sa nuotare, di farsi la doccia vestito, entrare nel bagno degli uomini, rinchiudersi negli armadietti, fuggire all'esterno fino alla strada, rubare i ciucci di tutti i bebé (nonostante lui il ciuccio non lo abbia mai voluto), rifilare un cazzotto al primo minibipede che vede così tanto per fare. Intanto il fratello ormai cinquenne si ostina a non volere uscire dalla doccia.
Recentemente Rape', con un semi-treenne ed un seienne, ha cominciato a vivere l'esuberante sensazione di superare indenne, senza cioé infliggere ulteriori colpi mortali al proprio sistema nervoso, l'apoteosi-nuoto. Attende però con una certa positiva ansia il mese di gennaio, quando cioé potrà consegnare entrambi i figli alle rispettive maestre di nuoto e godersi trenta minuti di PACE.


lunedì 20 ottobre 2008

Su questo mattoncino costruirai...

"Uh, bambini, che bravi, state giocando con i Lego?"
"Sì, mamma, arda!" Dice Figlio-due lanciando mattoncini per tutta la stanza.
"Sì, mamma, guarda! Dice Figlio-uno puntando al piccolo edificio con su una cupoletta.
"Bella, che cos'è, una casetta?"
"Ma no, mamma. Ho costruito una chiesa!"

Il misticismo di Figlio-uno, oltre che inquietante, adesso comincia ad assumere anche connotazioni patologiche.

domenica 19 ottobre 2008

Cosa farò da grande?

Figlio-due ha le idee chiarissime. Lui canta. Canta ad ogni ora del giorno e spesso anche della notte. Canta quando scende e quando sale le scale, quando si lava e quando fa colazione; canta mentre gioca e mentre guarda la TV; canta all'asilo ed in giardino, al parco e in strada. Canta anche a tavola tra gli sguardi truci di mamma Rape' che lui ignora tra un lancio e l'altro di yogurt sulla tappezzeria. Canta un po' di tutto, dagli Einsturzende Neubauten alle Nursery Rhymes passando per classici romaneschi (...i 'bacchi e i gaiiini pecché so senza spii e o so coe i bacchillà).
Figlio-uno invece ha ambizioni più terrene e infatuazioni più volatili: un giorno postino, un altro falegname, muratore, pompiere, poliziotto. Ultimamente sembra essere ben disposto verso la carriera di gelataio.
Il Mr poi non sembra mai essersi posto il problema. La sua progressione è stata fluida, univoca e inequivocabile.
Raperonzolo invece annaspa, cincischia, vagheggia e vaneggia, confusa innanzi all'oceano di possibilità che la vita dispone e che lei vorrebbe abbracciare in modo globale e assoluto Vittima di un pericoloso delirio di onnipotenza e onniscenza, rappresenta già di per sé un caso limite, se poi si pensa che tale psicosi è accompagnata da un senso di autostima pari a quello di un lombrico, il risultato è quello di una confusione esistenziale pressoché costante. Rape' gira e rigira, schizza di qua e di là come un flipper impazzito Ha fatto la pizzettaia, la commessa, la receptionista, la segretaria, la giornalista, l'assistente di produzione, display executive, project manager e la team manager. Indecisa tra il tutto e il doppio del tutto.
A Rape' in realtà lavorare per l'economia globale piace poco. Le piace scrivere e fare la mamma, due nobili attività che hanno il comune difetto di essere scarsamente remunerative. Così a quarantun anni, a ventiquattro ore dall'ennesimo esubero, davanti ad un maestoso barattolo di Nutella, Raperonzolo si pone l'inquietante quesito:
Cosa farò da grande?

sabato 18 ottobre 2008

Credit crunch

C'è di peggio che svegliarsi una mattina con un sontuoso mal di testa e recarsi a lavoro per un turno di dodici ore.
Si può, per esempio, tornare a casa dopo sole quattro ore e senza più un lavoro.

giovedì 16 ottobre 2008

Nient'altro?

"Mamma, ho preparato la lista per Babbo Natale."
"Ah, sì, bene. Cosa gli hai chiesto?"
"Allora, un microfono per cantare, poi vorrei anche una tastiera di quelle grandi con tanti tasti e una chitarra. Poi un Nintendo DS, l'orologio di Ben Ten, i crazy bones, un kit da detective con la lente d'ingrandimento e anche gli occhiali a infrarossi per vedere di notte..."
"Nient'altro?"
"Ah sì... delle luci psichedeliche come quelle che mi si sono rotte."

E speriamo che 'sto Babbo Natale non sia indicizzato al Dow Jones, ha pensato laconica Rape'.

mercoledì 15 ottobre 2008

Mamma! Mi compri questo?

"Mamma! Mamma! Mamma! Mi compri questo?"
La risposta parte in default: "No, mettilo a posto."
Figlio-uno continua a mostrare e gesticolare, ma Raperonzolo non presta attenzione, sopraffatta dai decibel dei diciassette chili urlanti appesi al suo braccio al culmine di un'esibizione spettacolare e di grande tensione.
Figlio-uno, che non sembra mai neanche notare gli show pirotecnici del fratello, continua a puntare alla scatola, a spiegare, a implorare. Rape' capta qualcosa come "...allarme..." ma decisa ad uscire dal negozio il più in fretta possibile, agguanta la scatola, la rimette sullo scaffale, prende sottobraccio i diciassette chili in avanzato stato convulsivo e ringhia un categorico "ANDIAMO."
Nei successivi tre giorni, dal mattino appena si alza fino alla buonanotte, Figlio-uno martella pressante, scegliendo sempre, con una tempistica straordinaria, momenti in cui Rape' non può prestargli attenzione, impegnata com'è a gestire una delle molteplici crisi di Figlio-due (che in prossimità del terzo compleanno sembra mostrare difficoltà di adattamento a questa sua nuova condizione esistenziale). Alla fine Rape' dice: "Senti, domani prendiamo i soldi che hai nel salvadanaio e ti riporto al negozio, se ti bastano puoi comprarti quello che ti pare".
Figlio-uno possedeva dieci sterline, la cosa che voleva comprare ne costava sei.
E' da allora che ogni volta che Raperonzolo apre la porta della stanza dei bambini parte il sensore e scatta l'allarme.


martedì 14 ottobre 2008

C'è qualcosa che non va

Di tanto in tanto, quando la situazione finanziaria della Rapefamiglia si fa più critica, Raperonzolo si diletta sul sito di uSwitch per vedere se è possibile cambiando compagnie di servizi, tagliare o ridurre qualche spesa.
Ecco, dunque, vediamo:
Gas & electricity: bé, questi li abbiamo cambiati un anno fa riuscendo a spendere la metà, poi però è salito il petrolio, l'economia globale, il caos cosmico, bla bla bla e adesso spendiamo il quadruplo. Mah! Proviamo. Tic, tic, tic, Rape' digita veloce compilando il modulo: consumo attuale, costo attuale, numero di stanze, membri della famiglia. No, nein, niet. Se la Rapefamiglia cambiasse contratto spenderebbe tra le 150 e le 400 sterline l'anno più di adesso. Complimenti! la Rapefamiglia ha uno dei contratti meno cari del regno di Her Majesty. Ottima gestione, che volete di più?
Ok, passiamo ad altro.
Heating cover: No, inutile guardare. Rape' e il Mr hanno rifatto la caldaia tre anni fa, è ad alta efficenza e basso consumo e per 20 sterline al mese hanno copertura sulla revisione annuale, guasti, manodopera, impianto elettrico e idraulico per tutta la casa. Insomma, non esageriamo. Meno di così proprio non si può.
Andiamo avanti.
Water: Ah, ecco, diamo un'occhiata. Ho letto che è possibile installare un contatore e pagare per il consumo effettivo piuttosto che in base alle dimensioni dell'abitazione. Tic, tic, tic, Rape' digita veloce compilando il modulo: componenti della famiglia, quante docce, bagni, lavatrici e lavate di denti, facce e piatti a settimana. Eh? What??? La Rapefamiglia attualmente spende 250 sterline l'anno, se mettesse il contatore ne spenderebbe 500. Rape' fugge via in sordina incrociando le dita che il suo acquedotto non imponga i contatori obbligatori...
Proseguiamo.
Broadband: Raperonzolo passa subito oltre. Da dieci mesi ha un contratto che per £19.99 mensili le assicura l'ADSL con download illimitato, l'abbonamento telefonico e le telefonate urbane, interurbane e internazionali gratis sette giorni su sette ventiquattro ore su ventiquattro. Dopo le dovute considerazioni, accende un cero e prega che Ti***li non fallisca mai.
Vediamo il prossimo.
Mobile phones: Rape' non ha contratto, ma un classico pay as you go. Non usa quasi mai il telefonino, raramente manda messaggini e con una ricarica da 10 sterline ci va avanti due mesi... tempo perso...
Continuiamo.
Digital TV: Niente da fare. La Rapefamiglia è soddisfatta dei canali sul digitale libero e paga solo il canone obbligatorio della BBC. Non si può ridurre un costo-zero.
Magari...
Car & home insurance: No, nein, niet.
Forse...
Life insurance: Nenche a parlarne. Già cambiata un anno fa e ora spendiamo la metà essendo assicurati il doppio.
E se...
Travel insurance: Non viaggiamo più...

Di solito, dopo ore di estenuanti ricerche, tentativi, moduli compilati, raffronti, Raperonzolo arriva sempre alla medesima conclusione: la Rapefamiglia è un modello di gestione. Per i nostri ridurre un qualsivoglia costo è diventato impossibile. Spendono così poco che di meno non si può. E allora, Rape' si chiede: se la Rapefamiglia, che è una famiglia oltre che sensata anche "agiata", con un reddito complessivo famigliare pari al doppio di quello di un insegnante con almeno dieci anni di anzianità, il doppio di quello di un poliziotto, il triplo di quello di un'infermiera o un vigile del fuoco, tutte mansioni vitali nella vita di una società, se la Rapefamiglia che fino a tre anni fa riusciva a pagare interamente il mutuo, poteva permettersi due settimane di vacanza in Grecia, due o tre viaggi in Italia, cene al ristorante, cinema, sortite all'Ikea e dei guardaroba dignitosi e ora va avanti di similstracci, va in vacanza una sola settimana l'anno e solo in luoghi raggiungibili con l'auto, conduce una vita monastica, del mutuo paga solo gli interessi e non entra neanche più in uno shopping centre, figuriamoci all'Ikea, ecco se la Rapefamiglia vede quel reddito agiato fagocitato dai tassi d'interesse, le speculazioni sul prezzo del petrolio che ha fatto raddoppiare tutto a partire dai generi alimentari, i mezzi di trasporto, senza contare la benzina; se la Rapefamiglia ormai riesce a metter su il pranzo con la cena solo continuando ad estendere il mutuo, ecco Rape' pensa, c'è qualcosa che non va. Perché le Rapefamiglie sono il perno dell'economia. Sono la classe media che spende. Sono quelli che tengono aperti gli shopping centre, i cinema e i ristoranti, le compagnie turistiche; sono quelli che tengono in piedi le banche, quelli che investono, che vendono e comprano case, che le ristrutturano.
C'è qualcosa che non va, pensa Rape' che non ci capisce niente di finanza e del perché l'economia globale è sull'orlo del collasso, però un'idea se l'è fatta.

lunedì 13 ottobre 2008

Dinosauri domestici

"Mamma posso portare Jack a Windsor?" Jack è il dinosauro domestico di Figlio-uno, di cui si occupa diligentemente da alcuni mesi. Per diverso tempo Jack ha vissuto in una gabbia che mamma Raperonzolo aveva costruito con il meccano, poi si è passati ad un ambiente più naturale sempre realizzato dalla medesima: una scatola delle scarpe, con acetato, sfondo campestre, un sole, qualche albero e qualche altro dinosauro per compagnia. Con Jack Figlio-uno fa il bagno, la doccia, lo mette a dormire la sera, gli dà da mangiare.
"No, amore, meglio di no. Rischi di perderlo alla piscina o al parco giochi."
"Ma no, mamma, ti prometto che non lo perdo!"
"Senti, mi devo occupare di te e fratellino e proprio non posso stare appresso a Jack, dove lo lasci, se te lo dimentichi o le bizze se lo perdi."
"Allora, mamma, facciamo così. Me ne occupo io, e se lo dimentico o me lo perdo, pazienza."
"Ok, come vuoi." Ribatte Rape' che non ha voglia di cominciare la giornata con una discussione. "La responsabilità è tua, se lo perdi, niente capricci."

Come da copione, Figlio-uno ha perso Jack e dopo effluvi di lacrime, spedizioni di ricerca e coinvolgimento di tutta la comitiva, si è accettato il ritorno di Jack allo stato selvaggio.
Questa mattina, prima della scuola, Figlio-uno ha armeggiato con una busta piena di giocattoli vari, poi soddisfatto ha tirato fuori un altro dinosauro di plastica.
"Mamma, guarda!" Ha esultato. "Questo è il mio nuovo dinosauro domestico!"
"Wow! Fantastico. E come si chiama?"
"Isabella."

sabato 11 ottobre 2008

I maratoneti

Domani è il grande giorno del Mr. Il giorno a cui si è prepotentemente preparato correndo incessantemente per oltre otto mesi, mangiando solo pesce e insalata e dimagrendo una quindicina di chili. Tra una corsa e l'altra, un piatto di pasta lei e una scatoletta di tonno lui, tra un bucato e una doccia, un caffé e una tazza di té si sono intravisti, non sempre riconosciuti, talvolta parlati.
Domani è il giorno in cui il Mr correrà la sua mezza maratona ad Hyde Park.
Dopo lunghe considerazioni Raperonzolo ha deciso di non andare a sostenerlo. Non per mancanza di supporto, ci mancherebbe altro, ma per mancanza di fiducia nelle proprie risorse fisiche e mentali. L'idea di dover partire alle sette del mattino con i bambini, andare a Londra e poi cercare per diverse ore di non perdere il vulcanico Figlio-due inseguendolo per tutta la mezza maratona, le è parsa un'opera titanica al di là delle proprie capacità.
"Mentre papà corre noi trascorreremo una giornata tranquilla." Ha dichiarato ai pargoli la nostra, decidendo conseguentemente d'incontrarsi con una famiglia di vecchi amici a Windsor. La gita comporterà un'ora e mezza di macchina ad andare, un'ora e mezza a tornare, tre ore in una fantasmagorica piscina coperta con onde, spruzzi e megascivoli, lunga passeggiata fino al ristorante e cena con gli amici.
Ovvio che "tranquillo" è per Rape' un concetto tutto relativo.


giovedì 9 ottobre 2008

Mirabolanti prodigi

Avanza con fare deciso. Indossa un impermeabile nero che gli arriva alle caviglie, scarpe nere, pantaloni fumo di Londra, camicia bianca, cravatta nera, una lunga sciarpa e un cappello a larghe falde. Fa un po' paura a vederlo, infatti ha mani e volto d'uno scheletro, è Skullduggerry, l'inquietante detective del mistero. Accanto a lui marcia gente più nota. L'uno ha zampe possenti e pelose e un muso per niente rassicurante, è il Lupo cattivo. L'altro indossa dei lunghi stivali, un cappello da moschettiere e un vispo muso di gatto. Non ha bisogno di presentazioni.
Al loro passaggio Biancaneve emette un gemito e si rifugia tra le braccia di Cenerentola. Cappuccetto Rosso invece, affatto intimorita, continua a confabulare con Oliver Twist e la Bella addormentata. Harry Potter e Horrid Henry danno un calcio al pallone. C'è Matilda, c'è Alice e ci sono anche un paio di Olandesine. Sulla porta ad aspettarli ci sono Peter Pan, Capitan Uncino, Wendy e Campanellino. Quest'ultimo indossa cappello, cintura, stivali da cowboy e due soavi ali di toulle, il tutto assai poco discretamente rosa.
No, non è un trip acido e Raperonzolo - giura - che non ha neanche bevuto. Sono solo alcuni dei mirabolanti prodigi che avvengono nella scuola di Figlio-uno nel giorno del Book Character Day. Un giorno interamente dedicato ai libri, dove bambini leggono ad altri bambini e dove in un'enorme tenda al centro della sala, comodamente arredata di cuscini, decine di personaggi usciti dalle pagine si accoccolano felici per ascoltare, commentare, discutere e amare tante belle storie.
E' tutto così straordinario che Rape' riesce anche a ridere del fatto che il delizioso Campanellino in toulle rosa è il maestro di suo figlio.

mercoledì 8 ottobre 2008

Figlio-uno e mezzo

"Mamma, tu sei mezza italiana e mezza inglese, vero?"
"No, amore, io sono tutta italiana."
"E io come sono?"
"Bé, tu sei mezzo italiano e mezzo inglese."
"Allora tu sei tutta italiana e tutta inglese."
"No, io sono una persona sola e sono tutta italiana."
"Anche io sono tutto italiano."
"No, tu sei mezzo italiano e mezzo inglese."
"Allora sì, ecco, ho trovato! Io sono tutto italiano e mezzo inglese!"

martedì 7 ottobre 2008

Busta uno, busta due o busta cinque?

Ore 8:50 - Ingresso della classe seconda.

"Ciao Rape', come stai? ah, ecco guarda questa te la do subito prima che mi dimentico."
Zac! Raperonzolo non fa neanche in tempo a replicare che ha già la fatidica busta in mano.
Domenica 19 ottobre, ore 11:00-14:00, bowling party per Figlio-uno.
Ok.

Ore 8:55 - Appena salutato Figlio-uno, sulla via del playgroup.

"Buongiorno, Rape'. Sorpresa! Visto che quest'anno Halloween è durante l'half term e quindi non ci sarà la festa della scuola, ci abbiamo pensato noi!" Nuova busta.
Venerdì 31 ottobre, ore 14:30-16:30, Halloween Party per Figlio-uno e Figlio-due.
Ok.

Ore 9:00 - Ingresso del playgroup

"Ciao Rape', come va con lo spannolinamento? Sempre in alto mare? ah, noi abbiamo risolto tutto, finalmente. Ah, sì, bé, comunque tieni! Ci conto, eh!"
Zac! Terza busta in 10 minuti, non c'è male.
Lunedì 13 ottobre, ore 11:00-16:00, festa di compleanno per Figlio-due.
CINQUE ORE DI FESTA CON BAMBINI DI TRE ANNI???

Ore 11:15 - Uscita dal playgroup

"Ciao Rape', tieni, non ho fatto in tempo a dartela stamattina. Venite, no?"
Zac! ...e quattro...
Sabato 18 ottobre, ore 15:00-17:00, festa di compleanno per Figlio-due.
AHHHHH!!!!

Ore 12:30 - A casa, a tavola con Figlio-due.

KNOC KNOCK
Raperonzolo va ad aprire con la bocca impastata di puré.
"Ciao Rape', sai passavo di qui e Jo-jo mi ha chiesto se potevo invitare Figlio-due per un pomeriggio di giochi. Che ne dici di venire Giovedì 16 tra le 11:30 e le 14:30? Ah! e poi te lo anticipo, siete già invitati per il compleanno di Jo-jo il 14 dicembre. Poi ti mando l'invito, te intanto comincia a segnartelo, va."

Ai bambini di oggi la mamma non basta più. Hanno bisogno di una manager ed una segretaria.

lunedì 6 ottobre 2008

Linguaggio figurato

Ci sono cose che non si dovrebbero mai dire quando si rimprovera un bambino, soprattutto quando quel bambino non è cresciuto in Italia, ha un alto senso dell'umorismo e voi gli parlate in modo un po' troppo figurato. Se lo fate, non vi lamentate poi se il vostro inalberamento naufragherà in una sessione di risa incontrollate da parte di vostro figlio, dal quale ovviamente non riuscirete più ad essere prese sul serio.
Raperonzolo in questo campo è un ottimo esempio da non seguire.
A Figlio-uno, per esempio, dice cose come:
"Mi stai facendo uscire dai gangheri!"
Oppure:
"Ne ho fin sulla cima dei capelli!"
Oppure ancora:
"Ne ho le scatole piene!"
L'effetto ilare è praticamente immediato, spregiudicato e contagioso.
Questa sera Rape' ha superato se stessa:
"Non mettermi in bocca parole che non ho detto!" Ha dichiarato solenne.
Per poco Figlio-uno non soffoca.

domenica 5 ottobre 2008

Dov'è Genoveffa?

Genoveffa è l'immaginaria assistente domestica di Raperonzolo. E' quella che viene invocata nella fretta mattutina, quando si dovrebbe essere già sulla via della scuola, e Figlio-uno si lamenta che il caos della sua stanza è troppo alto, troppo largo e troppo immenso per poter essere intaccato dalle sue piccole e tenere mani di seienne.
"E chi vuoi che ci pensi, Genoveffa?" osserva Rape' sbuffando come un toro.
Genoveffa in casa trotta come un treno. Si occupa infatti di tutto ciò su cui la nostra chiude un occhio se non tutti e due. C'è da spolverare? Va bé, poi ci penserà Genoveffa. Sotto al letto ci sono tre dita di polvere. Devo ricordarmi di dirlo a Genoveffa. Il bagno sta cambiando colore? Meno male che oggi viene Genoveffa. Ci sono da cambiare le lenzuola? Le lascio per Genoveffa che tanto lei ci mette un minuto. Le piante soffrono di disidratazione cronica? Per fortuna che a innaffiarle ci pensa Genoveffa. La cucina ha conosciuto tempi migliori? Se non avessi Genoveffa non so come farei. C'è da passare lo straccio? Come lo passa Genoveffa non lo passa nessuno.
Con il tempo Raperonzolo ha finito per affidarsi interamente a Genoveffa. Forse troppo, ha pensato la nostra quest'oggi, contemplando lo stato di avanzato degrado della propria abitazione.
"Ma dov'è finita quella scansafatiche di Genoveffa?"

venerdì 3 ottobre 2008

Genio e sregolatezza

(Fedelmente tradotto dall'inglese)

"Bene, ragazzi. Cominciamo con una serie di addizioni: 6+7=... vedo una mano alzata... bene, 13. 10+10=... qulacuno? Sì, ecco, tu, dimmi... 20? Perfetto. 5+6= ... ancora tu? dimmi pure... 11? bravo. Vedo che andiamo bene, possiamo passare ad altro.
Innanzitutto specifichiamo l'obiettivo di apprendimento . Ecco, scrivo qui: OA. E l'obiettivo di apprendimento di oggi è:
OA: Esploriamo le parti del corpo
Qualcuno mi sa dire una parte del corpo indispensabile? Tu... il cuore? Ottimo. Infatti non si può vivere senza il cuore. Ora utiliziamo dei bullet points per elencare le varie parti da tenere a mente.

OA: Esploriamo le parti del corpo
  • cuore
Qualche altra parte vitale? Sì, dimmi. Le mani? Bé, no le mani non sono una parte vitale. A qualcuno possono anche mozzargliele. Comunque va bene, sono una parte del corpo per cui possiamo aggiungerle.

OA: Esploriamo le parti del corpo
  • cuore
  • mani
Su, ditemi altre parti del corpo. Le orecchie? Bene. I piedi? Anche. Le gambe? Sì, certo, anche le gambe. La bocca, gli occhi e il naso? Ottimo. Ricapitoliamo:

OA: Esploriamo le parti del corpo
  • cuore
  • mani
  • orecchie
  • piedi
  • gambe
  • bocca
  • occhi
  • naso
Ok, per oggi può bastare. Proseguiremo domani."

Figlio-uno, genio e sregolatezza, un giorno riduce Raperonzolo ad una larva umana dopo un pomeriggio di compiti, e un altro tiene una lezione di matematica e anatomia alla sua classe di pupazzi di pezza.

giovedì 2 ottobre 2008

Bene, ora vediamo questi compiti

"Bene, ora vediamo questi compiti."
"Quali compiti?"
"Questi che ti hanno dato a scuola."
"Ah, sì."
"Ti ha spiegato il maestro quello che devi fare?"
"Sì, sì."
"Ok, allora incominciamo."
"..."
"Be?"
"Cosa?"
"L'esercizio."
"Ah."
"Allora?"
"Allora, cosa?"
"Devi fare l'esercizio."
"Ok."
"Sì, ma perché guardi il soffitto? Comincia a scrivere, no?"
"Cosa devo scrivere?"
"Ma scusa, non avevi detto che ti avevano spiegato?"
"..."
"Va bene, allora te lo rispiego. Ecco, in ogni esercizio ci sono due animali. Tu devi guardare la figura dove sono gli animali, vedere quanto è lungo ciascun animale e calcolare la differenza. Nel primo abbiamo il verme e la formica. Il verme è lungo 5 cm e la formica 2cm. Scrivi 5cm-2cm= poi fai la sottrazione. Hai capito?"
"Sì."
"Ok, allora comincia pure."
"..."
"Sì, ma mettiti seduto, mica che puoi scrivere stando in piedi."
"Quanti giorni mancano a Natale?"
"Lascia perdere Natale, comincia a fare l'esercizio."
"Cosa devo fare?"
"Il verme e la formica."
"Ah."
"E allora?"
"Allora, cosa?"
"Guarda quanto sono lunghi il verme e la formica."
"Ok."
"Non giocare con l'evidenziartore, ora non ti serve."
"Perché questo è giallo e non verde?"
"Ho detto, lascia stare l'evidenziatore e guarda quanto è lungo il verme."
"Ah, sì, 5cm."
"Ok e adesso che devi fare?"
"A scuola ce ne hanno uno verde e uno rosso."
"Il verme è lungo 5cm. Adesso cosa devi fare?"
"..."
"Lascia stare la gomma da cancellare, non hai ancora scritto niente quindi non hai niente da cancellare. Cosa devi fare ora che sai che il verme è lungo 5cm?"
"Non lo so."
"Bé, scrivilo, no?"
"Ah sì!"
"Ok, però il cinque scrivilo bene e non rovesciato, sennò sembra una zeta."
"Ok."
"Ma che fai, lo riscrivi tale e quale?"
"Ah sì, scusa, mi sono risbagliato."
"Ok, e ora?"
"Ora cosa?"
"Hai trovato il verme, scritto 5cm e adesso?"
"Dopo possiamo andare al parco?"
"Se andiamo avanti di questo passo dopo è domani mattina."
"Perché è domani mattina?"
"Fa niente. Vai avanti. Dopo il verme?"
"Dopo il verme?"
"Che devi cercare dopo il verme?"
"Dopo il verme... mmhh..."
"Mmmmhh... cosa?"
"Mmmhh..."
"Quali sono i due animali di cui devi calcolare la differenza?"
"Il verme e la formica."
"Ok, e allora?"
"Allora?"
"LA FORMICA!!!"
"La formica cosa?"
"Guarda quanto è lunga la formica!"
"Ah, sì... vediamo... mmmhhh."
"Bé? Quanto è lunga 'sta formica?"
"Ah, sì, aspetta... 2cm."
"Ok."
"Ok."
"Ma insomma lo vuoi scrivere o no?"
"Cosa devo scrivere?"
"Quanto è lunga la formica."
"Ah, sì."
"Ma dove lo scrivi?"
"Su un'altra riga."
"E perché lo scrivi su un'altra riga? Devi fare la sottrazione, no?"
"Ah, sì."
"E il meno?"
"Quale meno?"
"Il meno della sottrazione."
"Ah, sì, scusa, me ne ero dimenticato."
"E ora?"
"Mmmhhh... l'altro?"
"Quale altro?"
"L'altro esercizio?"
"Ma scusa, ancora non hai fatto questo..."
"Come non l'ho fatto? Ecco, 5cm-2cm."
"E il risultato?"
"Quale risultato?"
"Il risultato della sottrazione."
"E' 3."
"Ok, e allora scrivilo!!!"
"Ah sì."
"Ma perché lo scrivi tre righe più su?"
"Dove lo devo scrivere?"
"Sulla riga della sottrazione, ci metti l'uguale e scrivi il risultato!"
"Ah sì, sì, è vero."
"Ok, però quel 3 fallo con le gobbe in avanti, sennò ci vuole uno specchio per leggerlo."
"Ecco fatto."
"E i cm?"
"Quali cm?"
"5cm - 2cm=3 cosa?"
"Ah sì, cm."
"Ok, e ora?"
"Mmhhh... e ora?"

Circa due ore dopo, al quinto di venti esercizi, il pomeriggio di Raperonzolo e Figlio-uno ha cominciato ad assumere le plumbee tinte di un film dell'orrore.

mercoledì 1 ottobre 2008

Ogni tanto brilla il sole

Ogni tanto sul giornale compaiono notizie rincuoranti. Una di quelle rare occasioni in cui vince il buon senso, tanto da riuscire perfino a riappacificarci con la classe politica (non quella italiana).
Nella ridente Hertford, cittadina in cui risiede Raperonzolo, tutto sembra fatto a misura d'uomo. E' una città con una storia ed edifici caratteristici del sedicesimo e diciassettesimo secolo. Al tempo stesso è moderna, vibrante e piena di spazi verdi, aree giochi per bambini e strutture all'avanguardia.
In passato Rape' aveva parlato del progetto del colosso Tesco di demolire l'attuale supermercato per costruirne uno grande il doppio, un monolite spaventoso che avrebbe trasformato il cuore della città. Per abbindolare gli assessori, Tesco aveva inserito nel progetto anche la costruzione di un certo numero di appartamenti popolari e un mega-parcheggio. Il problema è che Hertford è già piena di supermercati, di case e parcheggi, e il suo punto di forza è il verde, non il cemento; la sua bellezza è l'architettura minuta e caratteristica, non la grandeur. Tutto questo e il sommovimento popolare lasciavano sperate in una bocciatura del progetto. Ma si sa che quando sono in ballo le grandi corporazioni spesso il buon senso va a farsi friggere. Invece, la bocciatura è arrivata, e con motivazioni che vanno ben oltre le più rosee previsioni:
Una comunità che ha a cuore i problemi ambientali e che chiede uno sforzo unanime ai suoi cittadini non può giustificare la demolizione di un edificio di soli vent'anni perfettamente funzionante e l'impatto ambientale che ne deriverebbe solo per fini di lucro.
Ecco, ogni tanto brilla il sole. Ogni tanto vinciamo noi.