martedì 30 settembre 2008

Comunque la rigiri

Da circa sedici anni il Mr e Raperonzolo hanno dei conti correnti con la banca Halifax. Alcuni anni fa hanno poi aperto un mutuo con il "One Account" che dipende dalla Bank of Scotland. La Bank of Scotland si è poi fusa con Halifax (HBOS), fondendo al tempo stesso debiti e averi dei due coniugi e di altri svariati milioni di British. Ora la HBOS è sull'orlo del collasso. Il gruppo bancario Lloyds si è offerto in salvataggio, ma l'affare sta per saltare. Gordon Brown annaspa. Chi ha i risparmi li ritira...
"Ehi, Mr," dice Rape' che considera l'economia come un tedioso e incomprensibile garbuglio il cui senso sembra sempre sfuggirle. "Ma se fallisce la banca con cui abbiamo il mutuo e diversi conti correnti, tutti straordinariamente in rosso, ci ritroviamo senza casa o senza debiti?"
"Mah!" Risponde laconico il Mr. "Senza debiti è difficile. Qualcuno che li rileva c'è sempre."
Dunque, ricapitoliamo, se avessimo un centinaio di migliaio di sterline di risparmi e la banca fallisse perderemmo quasi tutto, avendoceli però di debito restiamo indebitati...
Ecco che cos'è che a Rape' sfugge dell'economia, il fatto che in finanza la matematica è sempre un'opinione e comunque la rigiri la remissione è certa.

lunedì 29 settembre 2008

Pragmatica teologica

A luglio Raperonzolo ebbe la strampalata idea di mandare Figlio-uno ad un mini-campo organizzato dalla chiesa anglicana dal tema supereroi. Oggi mentre portava i pargoli al parco è passata davanti alla scuola che aveva ospitato i piccoli invasati.
"Mamma, mamma, guarda! Lì Gesù!" Eslama Figlio-due puntando all'edificio.
"No, fratellino. Era quest'estate. Ora lì non c'è più Gesù." Precisa Figlio-uno.
"Oh." Fa Figlio-due perplesso e deluso. "E' andato a casa?"
"Certo, fratellino. E' tornato a casa sua e si è messo seduto su una sedia alla destra di suo padre."

domenica 28 settembre 2008

Le fatine dei denti secondo Figlio-uno

Nel Regno di Her Majesty quando i bambini perdono i dentini da latte non vengono visitati dal topolino ma dalla tooth fairy, la fatina dei denti. Ieri sera Figlio-uno ha perso il suo sesto dentino.
Al dentino numero cinque una tooth fairy indegna di questo nome si era dimenticata di sostitutuire il dente sotto il cuscino con una monetina (causando delusione e lacrime nel povero deluso bambino e complessi di colpa inimmaginabili in Raperonzolo). La questione era stata poi risolta con una sostituzione tardiva e un bigliettino di scuse:
Scusa per il ritardo. Prometto che non lo farò più.
Tua Tooth Fairy

Per rinsaldare l'equilibrio psichico di Rape', questa volta la tooth fairy ha mantenuto la promessa e sostituito prontamente il dentino durante la notte.
"Mamma, secondo te che cosa ci fa la tooth fairy con tutti i dentini che porta via?" Chiede Figlio-uno ad una assai insonnolita Rape'.
"Non ne ho la più pallida idea." Risponde Rape', la cui fantasia nelle prime ore del giorno risulta assai ferruginosa.
"Secondo me li mette in un sacco, li porta a casa e poi per magia li trasforma in aria così le persone possono respirare."

Una classica teoria di Figlio-uno.

mercoledì 24 settembre 2008

Guida pratica per un sereno risveglio

Come si e' gia' detto piu' volte, dall'umore della mamma dipende il sereno andamento della vita familiare. E' dunque nell'interesse di tutti che la mamma si svegli di buon umore ad un'ora consona, dopo una notte di indisturbato riposo ed un risveglio morbido. A tal fine Raperonzolo ha sempre dato indicazioni precise alla propria prole, istruzioni semplici e chiare:
1. Svegliatevi non prima delle 6:30 del mattino.
2. Una volta svegli mettetevi pure a giocare tranquilli, possibilmente senza azionare ogni giochino musicale e elettronico che possedete.
3. Moderate la voce sotto i diecimila decibel.
4. Se siete stufi di un giocattolo riponetelo nell'armadio prima di prenderne un altro, onde evitare che la prima cosa che Rape' veda al suo risveglio siano i postumi di un tornado.
5. Non entrate in camera di mamma e papa' prima delle 7:00 del mattino.
6. Quando entrate in camera di mamma e papa' fatelo in silenzio e sorridenti, venite a dare il buongiorno con un bacino, e non traslocando il contenuto piu' altamente rumoroso della vostra camera strillando come ossessi disintegrando le orecchie sonnolenti e provate dei vostri genitori.
7. Se vi infilate nel lettone fatelo possibilmente senza pantofole, e se la notte portate ancora il pannolino, assicuratevi che abbia tenuto bene e il vostro pigiama non abbia subito l'effetto delle cascate del Niagara.
8. Una volta nel lettone restateci, tralasciando di entrare e uscire una decina di volte per andare a prendere in camera vostra tutti i pupazzi di pezza che vi eravate dimenticati.
9. Lasciatevi coccolare tranquilli, possibilmente in silenzio o parlando sottovoce, evitando di giocare al gioco del tunnel sotto al piumone o di saltare sui cuscini.
10. Quando mamma dice di alzarsi e scendere per fare colazione fatelo prontamente, senza aspettare che lei ve lo abbia ripetuto una dozzina di volte, meta' delle quali urlando e inalberandosi fino a rasentare il colpo apoplettico.

Il fatto che nessuno prenda nota di queste istruzioni poi e' totalmente irrilevante.

martedì 23 settembre 2008

Amore e nanna

"Ti voglio bene, mamma!"
"Anch'io, tanto. Se poi ora vai a dormire te ne voglio anche di piu'".
"Ti voglio tanto bene, mamma!"
"Anche a te te ne voglio tanto. Ora pero' tutti a nanna o ve ne comincio a volere un po' di meno."
"Ti vogliamo tanto bene, mamma!!!"
"Bambini, se non la smettete e non vi mettete a dormire vi ripudio."

Lo sghignazzo al di la' della porta ha lasciato intendere a Raperonzolo di non essere stata presa minimamente sul serio.

lunedì 22 settembre 2008

Aliene tempistiche

Nel corso della sua visita di luglio a Bella Proff, sorella teologa di Raperonzolo, la si e' vista spesso armeggiare con una videocamera. "Poi ti mando il DVD." Aveva detto lei. "Ok, ok." Aveva risposto Rape' distrattamente, estendendo per riflesso il parametro della sua tempistica che prevede l'accatastamento del materiale girato a tempo indeterminato, tanto che, abbandonato al fondo di un armadio, rimosso dalla memoria, il contenuto di gran parte delle cassette di sua proprieta' e' ormai un mistero a lei stessa medesima.
D'altra parte Bella Proff e' di tutt'altra pasta, e armata di tutta la meticolosita' e precisione che la contraddistinguono, nel giro di poche settimane ha recapitato, tramite nonna Macchia Rossa, il DVD promesso, montato, musicato, sceneggiato, strutturato e titolato. "Urka!" Ha pensato subito Rape', scrutando con la coda dell'occhio, in preda ad un certo disagio, lo sportello dell'armadio al fondo del quale giacciono le immagini di circa sei anni della Rapefamiglia, e le cinque cartelle sull'hard drive contenenti due anni di foto ancora da stampare. "Questa si' che si chiama efficenza!"
Naturalmente il DVD in questione ha avuto effetti inquietanti sull'ego di Figlio-uno, protagonista indiscusso. Esaltato dalla propria inedita immagine sullo schermo, si e' abbandonato ad espressioni estatiche, gesti trionfali, ululati di giubilo e risate sguaiate. Non ultimo il fatto che ha voluto riguardarlo circa quindici volte nelle ultime ventiquattro ore.

sabato 20 settembre 2008

La scuola di Her Majesty

In questi giorni, tra titoli dei giornali sulle proposte di riforma della Gelmini e i racconti delle mamme bloggers a Raperonzolo le si sono a dir poco rizzati i capelli in testa. Così le è venuto voglia di parlare un po' della scuola elementare britannica così come Rape' la conosce come mamma e come persona che la vive quotidianamente.
C'è stato un tempo in cui Rape' era molto scettica sul sistema British: una scuola dove non si usano libri di testo, una scuola dove non esistono programmi, una scuola dove si fanno poche ore, una scuola dove i ragazzi non sembrano far mai lezione (almeno nel senso classico del termine). Poi però... Ecco, sarebbe bello parlare di quel però. Perché alla nostra pare che i ministri parlino di "scuola negli altri paesi" prendendo in prestito solo quello che gli fa comodo, senza una nozione precisa dello spettro globale. Non si può, per esempio, cambiare un tassello, magari alla base, senza far barcollare l'intera struttura, senza ripianificare e ricostruire gli edifici, senza dare un'occhiata alla loro architettura interna, alla loro distribuzione sul territorio, all'amministrazione, ai controlli, ai contratti degli insegnanti, ai metodi d'insegnamento, alla filosofia che ne e' alla base, alla tecnologia, alle attrezzature e al complesso organizzativo della società in cui si collocano.


Panoramica

Le scuole elementari statali in GB sono solitamente molto piccole, ad una sola sezione, massimo due. Ce ne sono moltissime, perche' l'idea e' - per motivi ambientali e di salute - che il bambino possa raggiungerla a piedi. Inoltre, le scuole sono delle vere piccole comunita', dove tutti i bambini, indipendentemente dalla classe o l'eta', si conoscono tra loro e dove tutti gli insegnanti (compresi il o la preside) conoscono individualmente ciascun bambino. Hanno di solito un ampio parco, cortili, giochi e un campo di pallamano e uno di calcio.
Tutti i giorni l'intera scuola si riunisce per circa 20 minuti in assembly. Ogni giorno l'assembly viene diretta da un insegnante diverso e ogni giorno tocca argomenti diversi: attualita', didattica, informazioni, comunicazioni, educazione civica, spiritualita'. E' un momento di scambio, di riflessione, di dialogo, di celebrazione (ogni settimana ciascun insegnante segnala i piu' meritevoli che ricevono un certificato che viene affisso nella hall). L'assembly e' in sostanza il quotidiano appuntamento della comunità scolastica in quanto tale.
La pianta delle scuole elementari è pressoche' standard: c'è una hall centrale (sul concetto dell'agorà) circondata dalle aule. La hall viene utilizzata continuamente nel corso della giornata: per le assembly, come refettorio e come palestra. Sono scuole piccole, ben pianificate ed estremamente pratiche. In ciascuna aula ci sono due lavandini: uno da cucina che gli insegnanti usano per ripulire dopo attività artistiche, uno perché i bambini possano lavarsi le mani; ciascuna aula ha inoltre un bagno per i maschi e uno per le femmine, cosi' che i bambini non debbano lasciare l'aula.


Da 5 a 11 anni

La scuola è obbligatoria a partire dai cinque anni. Le elementari durano sette anni e sono così suddivise:
Foundation Stage (Reception) - E' un anno introduttivo. La didattica occupa una parte minima della giornata, mentre ampio spazio è lasciato ancora al gioco.
Key Stage 1 (Infant School: prima e seconda elementare) - Al termine della seconda è previsto un esame.
Key Stage 2 (Junior School: terza, quarta, quinta e sesta elementare) - Al termine della sesta è previsto un esame.

Esami e voti

Non esistono pagelle, non esistono giudizi e non esistono voti. Ogni scuola deve redarre un rapporto dettagliato su ciascun bambino allo scopo informativo per il genitore, indicando il livello raggiunto e segnalando eventuali problemi. Questo può essere fatto in qualsiasi momento dell'anno. Alla scuola di Figlio-uno vengono dati talvolta a giugno, altre volte a marzo: si tratta di circa sei-otto pagine.
Per gli esami non esistono commissioni né interne, né esterne. Gli esami sono solo scritti e tutto il materiale viene valutato da un unico organismo centrale. Le valutazioni sono su scala nazionale e pubblicate dalla stampa (le classifiche delle scuole migliori).
Nella scuola britannica non esiste la bocciatura. Non esiste neanche il voto in condotta, ma in caso di gravi episodi di violenza o problemi seri, gli studenti possono essere "esclusi" dalla scuola.


Ofsted

E' l'organismo di controllo. Ogni 4-5 anni ispeziona una scuola e redige un rapporto (che tiene anche conto delle percentuali dei ragazzi che superano gli esami e il livello raggiunto). Se la scuola è ritenuta insufficiente, al preside viene dato un periodo di tempo per rettificare la situazione. In caso non ci siano miglioramenti, la scuola può essere chiusa.

Amministrazione

Le scuole sono amministrate dal preside e dai governatori. I governatori sono cittadini della comunità o genitori eletti dagli stessi genitori. Alla scuola viene allocato un budget che include anche gli stipendi degli insegnanti (che vengono dunque pagati direttamente dalla scuola).

Insegnanti

Non esistono graduatorie, non esistono concorsi pubblici. Gli insegnati devono avere la qualifica d'insegnamento, poi vengono assunti direttamente dalla scuola (preside e governatori) tramite colloquio, sulla base dell'esperienza e delle specifiche necessità della scuola. Non esistino problemi di "raccomandazioni": l'Ofsted e i test nazionali sono garanzia che i presidi assumeranno sempre i migliori disponibili.

Orario scolastico

Alle elementari i bambini stanno a scuola per sei ore, sei ore e mezza (solitamente dalle 9 alle 15:00/15:30) dal lunedì al venerdì. Dedicate alla didattica sono circa 3 ore e mezza nel Foundation Stage, 4 ore nel Key Stage 1 e 4 ore e mezza nel Key Stage 2 (anche se la cosa è flessibile e varia da scuola a scuola). La maggior parte delle scuole provvedono anche un "breakfast club" dalle 8 alle 9 e un "after school club" dalle 15:00 alle 18:00. Questo e' gestito da associazioni esterne ed e' a pagamento. Esistono anche numerosi "clubs" sportivi o di attivita'. Alcuni sono a pagamento, altri gratuiti. Quelli gratuiti, solitamente un'ora dalle 15:00 alle 16:00, sono quelli messi a disposizione dagli insegnanti che sacrificano un po' del loro tempo libero per far fare delle attività divertenti o sportive ai bambini. Nella scuola di Figlio-uno ci sono circa 5 club gratuiti ogni anno.

Nel corso dell'intervallo per il pranzo (un'ora) i genitori possono scegliere se riprendere i bambini e farli magiare a casa per poi riaccompagnarli il pomeriggio, oppure far mangiare i bambini alla mensa scolastica oppure ancora lasciarli a scuola con il proprio pranzo al sacco.

Iscrizioni, costi, materiali

A meno che non si cambi scuola, si iscrive il bambino una sola volta all'inizio del ciclo scolastico della scuola primaria. Si puo' effettuare l'iscrizione online al sito del comune, indicando tre scuole in ordine di preferenza. Non e' prevista la presentazione di NESSUN documento. I dati anagrafici vengono controllati elettronicamente dallo stesso comune. Il comune assegna la scuola sulla base di una serie di criteri (presenza di fratelli nella scuola, distanza dell'abitazione, ecc.)
La scuola statale e' interamente gratuita. Non esistono tasse d'iscrizione. Non si usano libri di testo e TUTTO il materiale didattico, compresi quaderni, penne, matite ecc. sono fornite dalla scuola e restano a scuola. I bambini non usano cartelle. Hanno solo un piccolo folder con cui portano a casa i libricini di lettura della scuola.
Ciascuna scuola ha la sua divisa. Di solito, pantaloni e magliette sono abbastanza standard e le si trovano in tutti i negozi a prezzi irrisori. Il maglioncino invece ha il logo della scuola. Rape' ha constatato che rivestire un figlio con le divise ogni anno le costa la metà che rivestirlo con abiti normali.
Nel Foundation Stage e il Key Stage 1 i bambini non siedono ai banchi se non brevemente e per attivita' specifiche. Le aule hanno un'area giochi (casette, piccoli negozi, costumi per travestimenti), uno spazio con un tappeto dove i bambini possono sedersi e ascoltare la lettura di storie, favole o lezioni.
Nel Key Stage 2 i bambini siedono per lo piu' ai banchi.
In generale le aule delle scuole in GB sono stracolme di materiali, libri, lavori dei bambini.

Classi e insegnanti

Le classi sono solitamente di 30 bambini. C'è un'unica maestra (o maestro) responsabile della didattica. Nel Foundation Stage la maestra è affiancata da due assistenti. Nel Key Stage 1 la maestra è affiancata da una sola assistente. Nel Key Stage 2 c'è la sola maestra. Esistono però numerose assistenti o insegnanti "libere" che girano per le classi e aiutano nel corso di esercitazioni oppure rilevano gli insegnanti se hanno altri impegni all'interno della scuola. In questo modo, in caso di malattia dell'insegnante, le supplenti non sono mai estranee.
I bambini cambiano maestra/o ogni anno.

Didattica

Gli insegnanti non seguono dei programmi, ma fanno riferimento ad un curriculum. Non importa quello che insegnano e come lo insegnano. L'obiettivo è che ciascun bambino raggiunga un certo grado di conoscenze. Per questo non si usano libri di testo. Le lezioni sono duttili e progettate dagli stessi insegnanti specificatamente alle esigenze della classe.
Per i compiti a casa, di solito viene dato un quaderno su cui vengono via via incollate le fotocopie con gli esercizi. In generale però alle elementari si danno pochissimi compiti a casa (alla scuola di Figlio-uno danno un solo lavoro da svolgere ogni due settimane). I bambini devono però leggere almeno un libricino (adatto al loro livello) a settimana. Alla lettura nelle scuole britanniche è data moltissima importanza.

Genitori e scuola

I genitori sono pienamente coinvolti nella comunità della scuola. Ciascuna scuola ha un organismo ufficiale di genitori che si occupa dell'organizzazione di serate, eventi, fiere, giochi all'interno della scuola (le scuole britanniche sono "aperte" e i locali vengono utilizzati continuamente, spesso anche affittati nei weekend o in estate). Nella scuola di Figlio-uno in questo modo si riescono a mettere a disposizione del preside circa 8000 sterline l'anno (11.000 euro). Con questi soldi negli ultimi anni è stata costruita e attrezzata l'aula computer e interamente ristrutturata e rifornita la biblioteca interna.


Circolo lettori e volontariato

Per lavorare come genitori-volontari nelle scuole britanniche basta il nulla osta della polizia che controlla eventuali precedenti penali e stabilisce se la persona può o meno lavorare con dei bambini. Ottenuto il permesso, ci si può accordare con gli insegnanti per aiutarli a far leggere i bambini. Nella classe di Figlio-uno siamo in 5 a farlo. Così, tutti i giorni i bambini possono recarsi a turno in biblioteca e leggere ad un adulto. Talvolta si può anche collaborare come assistenti non qualificati e con il tempo essere assunti a pieno titolo. Molte mamme che lasciano il lavoro quando i bambini sono piccoli ritrovano impiego in questo modo.

mercoledì 17 settembre 2008

Cibernetiche tecnologie

Nonna Macchia Rossa, madre di Raperonzolo, ieri sera è arrivata all'aereoporto di Stansted.
"Facciamo così, magari la prossima volta che arrivi, mi fai uno squillo al cellulare appena ritiri i bagagli così vengo a prenderti direttamente al pick-up."
"Eh ma io non ce l'ho il tuo numero di cellulare!"
"Ma come non ce l'hai? Mi hai detto l'altra volta che non ce lo avevi e io te l'ho ridato."
"Sì, ma chissà dove me lo sono scritto. Starà in qualche agenda..."
"Ma scusa, non te lo sei messo in memoria sul telefonino?"
"Ma figurati se so come si mettono i numeri in memoria sul telefonino!"

Raperonzolo si chiede se di qui a trentanni i propri figli proveranno per lei lo stesso senso di incredula, esterrefatta, paziente rassegnazione.

lunedì 15 settembre 2008

Di ego e onnipotenze

C'è stato un periodo in cui Raperonzolo aveva di buon grado circoscritto il proprio senso di onnipotenza e lo stretto rapporto con il proprio ego alla scrittura. Perché, intendiamoci, per scrivere bisogna essere gravemente affetti da egomania. In quanto comunicazione, la scrittura implica l'assunto, da parte di chi scrive, che a tutti interesserà necessariamente il prodotto della propria visione delle cose. Se poi si scrive narrativa, il rapporto con il proprio ego raggiunge vertici assoluti e resta in bilico su quel filo sottile che separa la creatività dalla psicosi. L'ego si nutre della creazione di universi complessi e autosufficienti, della propria autorità di Deus Ex Machina; e ancor di più si nutre quando l'autore da burattinaio diventa burattino, quando cioé - per dirla pirandellianamente - i personaggi si liberano dall'autorità del proprio creatore e cominciano ad agire spontaneamente. L'estasi esalta l'ego, perché quella libertà è il vertice assoluto della creazione.
Per Rape' la maternità invece aveva sempre rappresentato la rinuncia al proprio ego, non in senso assoluto, s'intende, ma nel senso altruistico del termine. Maternità come momento di cura, dedizione, proiezione verso l'altro. Maternità come mettersi temporaneamente da parte.
Recentemente però si è dovuta ricredere. Mi ci ha fatto riflettere l'unico punto saldo-Lisa. Perché il senso di onnipotenza, l'esaltazione dell'ego in una mamma è tutto racchiuso (fino a diventare invisibile) proprio in quella cura e dedizione; nell'amore e i mille modi in cui esso si manifesta. Arriva il punto in cui si rischia di rappresentare tutto, di essere il perno in cui ruota l'esistenza di ogni membro della famiglia.
Per carità, come mamma, Rape' si sente tutto fuorché onnipotente. Figlio-uno e Figlio-due stanno a alla nostra come due anguille tra le mani di un monco. Però, ecco, ci sono sere in cui quell'onnipotenza ti assale inaspettata, come riflesso, attraverso lo sguardo dei figli.
Quell'amore così assoluto e incondizionato è qualcosa di straordinariamente disarmante, quasi da farci sentire troppo ingombranti. Improvvisamente ci si sente rivestiti di un ruolo dal quale credevamo di avere abdicato.
E' un bene in fondo che i figli crescano, e tutto col tempo rientri nei ranghi, perché quell'onnipotenza di cui ci investono nel corso dell'infanzia è inebriante, esaltante, ma pesa come un macigno.

domenica 14 settembre 2008

Twister

"Buongiorno signora Rape', sono l'uomo dei pavimenti. Sono venuta a disfarla di quell'orribile moquette verde che da oltre vent'anni è ricettacolo dei peli dei gatti e sporcizie varie dei precedenti proprietari, dei rigurgitini dei suoi figli poppanti, delle bevande che ci hanno a turno rovesciato, di quello che è volato dai loro piatti e infine... ehm... di quanto non ha propriamente centrato il vasino..."
"Ok, ok, ok... ho capito, non infierisca per favore..."
Drin
E' venerdì mattina. Suona la sveglia.
"Eh? uh? Che c'è? Svegliati Rape'. Hai detto che volevi avere i bambini pronti prima che arrivasse l'uomo dei pavimenti."
Rape' scatta su pimpante. Oggi è il grande giorno. E' il giorno in cui il suo pian terreno smetterà di puzzare come la Cloaca Massima. E' il giorno in cui l'ultimo stralcio di moquette sparirà per sempre.
L'uomo dei pavimenti arriva puntuale alle otto del mattino. Figlio-uno e Figlio-due, già pronti e sovraeccitati lo assediano: il primo con una media di trecentoventi domande al minuto, il secondo con il suo kit di Bob the builder, cappello e scatola degli attrezzi. Rape' decide di incamminarsi verso la scuola per non traumatizzare l'uomo dei pavimenti. Ci arriva con un vertiginoso anticipo di ben quaranta minuti. Qualcuno è scioccato e le chiede se si sente bene. Dopo un'attesa estenuante, consegna il primogenito al maestro, poi deposita il secondogenito al nido privato, prenotato per l'occasione fino alle 16:30. Bambini e lavori in casa sono inconciliabili.
Il resto della giornata si svolge nel caos più assoluto di polvere, mobili spostati, librerie svuotate. Ma l'uomo dei pavimenti è efficentissimo e alle 15:00 in punto piazza l'ultima asse. Voilà. Nel frattempo Rape' è andata a riprendere Figlio-uno a scuola. Lui esibisce una stella di "ottimo comportamento per tutta la settimana". L'evento è di portata così storica che Rape' euforica in un momento di assoluta irrazionalità dice:
"Allora ti porto alle giostre!" Rendendosi conto, una frazione di secondo troppo tardi, dell'immensa castroneria che ha detto, visto che la casa sembra essere stata falcidiata dall'uragano Ike, Figlio-due dopo una giornata d'asilo sarà pronto per il letargo dell'orso Yogi, e lei ha solo cinque sterline in tasca.
"Sììì!!! Grazie mamma!"
Ecco ora che la nostra ha meno di un'ora per tornare a casa, pagare l'uomo dei pavimenti, rendere la casa vivibile, accendere un cero al sacro bancomat che le elargisca l'ennesimo profondo rosso, riprendere Figlio-due dal nido e portare due figli invasati al mini luna-park che è appena arrivato in città.
Per fortuna che anche la madre di Calimero è affetta dalla stessa tendenza autodistruttiva della nostra, e le due tra seienni, quasitreenni e zuccheri filati si gettano nella bolgia di luci, colori e bombardamenti sonori. Si danno i turni per far fare un po' di cose ai grandi, mentre i piccoli girano sulla giostra degli areoplanini.
A un certo punto Rape' si ritrova sul Twister insieme a Figlio-uno. Wow! pensa lei. Saranno vent'anni che non salgo su una roba del genere. Al primo giro, la nostra è abbastanza eccitata e se la ride con il pargolo. Alla quarta accelerazione il turbinio comincia un po' a sconquassarla. Al decimo è sopraffatta da un sublime senso di nausea. Il Twister rallenta. "Uff, meno male, è finito." Pensa lei.
"E ora si riparte all'indietro!" Annuncia gasato il gestore dallo speaker.
Il Twister riparte indietro tutta. Lo stomaco di Rape' è ora in fase altamente critica. Ad ogni giro il Twister accelera. Figlio-uno ride come un pazzo, avvinghiato alla madre il cui senso di nausea modera non poco le sensazioni gioiose. Finalmente il Twister rallenta. "Sì, bene, fatemi scendere." Aripensa, Rape'.
"E ora si riparte in avanti. Questa volta faremo sul serio!" Annuncia il gestore in preda ad un attacco di reiterato sadismo.
La nostra, catapultata a velocità a lei inedite, è ora un sacco floscio. Tutte le sue energie sono tese ad evitare l'ormai inevitabile contorcimento di budella.
Quando il Twister finamlente si ferma, dal seggiolino emergono un giubilante bambino ed un relitto umano.
"Che bello!" Grida il giubilante bambino. "E ora, mamma, andiamo sugli autoscontri!"

mercoledì 10 settembre 2008

La pubblicità secondo Figlio-uno

Raperonzolo non ha mai sentito il bisogno di abbonamenti a Sky. Lei e il Mr sono pessimi consumatori del tubo catodico. Lo usano in modo sporadico e mirato. La Rapefamiglia beneficia comunque di una scatola digitale con a disposizione una trentina di canali "free view", sei dei quali della BBC, tutti di ottimo livello culturale e privi di pubblicità.
Figlio-uno e Figlio-due guardano la TV mediamente un'ora e mezzo al giorno, e Rape' non ha mai messo paletti. E' contenta dei programmi che guardano e trova che per loro è spesso un modo per rilassarsi e ricaricarsi. Guardano CBBC e Cbeebies, mentre il programma preferito, Doctor Who, è in onda sulla BBC. In sostanza, Figlio-uno è cresciuto interamente senza pubblicità televisiva, in un Paese dove perfino i cartelloni pubblicitari nelle strade sono rari. Insomma, per lui la pubblicità è un ignoto e affascinante mistero. Questo ha fatto sì che i suoi occasionali e brevi incontri con la reclamizzazione di prodotti siano stati vissuti al pari di visioni mistiche.
Rape' appartiene all'ultima generazione di Carosello. Il suo incontro con la pubblicità è stato un'incontro di icone e miti d'infanzia, dove il prodotto, agli occhi bambini, cadeva in secondo piano: era il teatrino, la messa in scena, i personaggi indelebili; l'appuntamento fisso quotidiano segnato dall'attesa e la trepidazione. Subliminalmente Carosello ci ha resi, almeno in parte, immuni alla pubblicità, circoscrivendola nell'ambito della finzione. Altra cosa invece sono le pubblicità di oggi: veloci, repentine, avvolgenti, categoriche. Una manciata di secondi per creare nello spettatore l'assoluta e inequivocabile necessità del prodotto.
La prima volta che Figlio-uno ha visto la pubblicità è stato guardando un vecchio VHS dove il Mr aveva registrato Wallace & Gromit dal canale privato UK Gold.
"Mamma! Mamma! Vieni subito!" Grida Figlio-uno come se avesse preso fuoco la casa.
Rape' molla i piatti e arriva in soggiorno con i guanti sgocciolanti.
"Che c'è? Che è successo?"
"Devi chiamare subito Lombard Direct!"
"Cosa?"
"Dice che devi chiamare subito Lombard Direct. Capito! Dice che lo devi chiamare subito!!!"
Rape', continuando a sgocciolare, cerca con pazienza di spiegargli che la pubblicità non va presa proprio alla lettera. Ma Figlio-uno è ormai in fase di totale stato ipnotico.
Nei giorni seguenti, ogni quindici minuti, Rape' sarebbe stata convocata urgentemente in soggiorno da un primogenito euforico ed esaltato che le avrebbe strepitato l'impellente urgenza di acquistare questo o quel prodotto come fosse una questione di vita o di morte. A nulla sarebbero valse le spiegazioni di Rape'.
"Ma, mamma, se non è vero, perché lo dicono? Perché dicono le bugie in televisione?"
Abituato ad essere circondato di persone di cui si fida, abituato a credere a quello che gli si dice, insomma abituato alla fiducia e alla verità, per Figlio-uno l'impatto con la pubblicità è causa di seri scompensi psicologici che lo inducono a reazioni rasenti l'isteria. Non avendo infatti la maturità per rimettere tutto in discussione, semplicemente non capisce e la cosa lo getta allo sbaraglio.
"Mamma! mamma! devi assolutamente comprare questa crema!!!"
"Perché la devo comprare?"
"Perché la tua pelle tutta grinzosa ti diventerà tutta liscia."
"Ma io non ho la pelle grinzosa."
"Ma loro hanno detto do sìììììììì! Capito! Hai la pelle grinzosa. La devi comprare per farti venire la pelle liscia e delicata, capito! La devi comprare!!!"
E' stato allora che Rape' ha fatto sparire il VHS di Wallace & Gromit, avendo avuto prova inconfutabile che la pubblicità nuoce ai bambini.

martedì 9 settembre 2008

Tutto è relativo

"Ciao Rape'!" Saluta una delle mamme all'ingresso della scuola, mentre la nostra, con quattro borse a tracolla, cerca disperatamente di impedire a Figlio-due di sradicare piante e abbattere lampioncini. "Ma non mi dire??? Figlio-due va già alla pre-school?"
"Bé, sì, certo. Ha quasi tre anni."
"Mamma mia sembrava ieri... Scommetto che ora non sai più che cosa fare con tutto questo tempo a disposizione!"

Il rapporto dissociato di Raperonzolo con il resto dell'umanità si manifesta nelle situazioni più banali. Tali situazioni la costringono ad acute e critiche riflessioni in merito alla propria incapacità di comprendere chi la circonda. Va bene che nella vita tutto è relativo, e come diceva il buon Einstein lo è soprattutto il tempo... ma due ore e quindici minuti tre volte a settimana???

lunedì 8 settembre 2008

Dettagliate assicurazioni

"Ti voglio tanto bene, mamma."
"Anch'io, amore. Te ne voglio tantissimo."
"Ti voglio più bene di Doctor Who, ti voglio più bene del Tardis, ti voglio più bene dei vulcani e dei dinosauri e delle stelle. Ti voglio più bene del cielo, del sole e della lava. Ti voglio più bene del mare e dei pesci e di Cbeebies."

Ogni sera Rape' ottiene dettagliate assicurazioni in merito alla propria pole position affettiva.

domenica 7 settembre 2008

Del Guru ed altri miti

Nel lontano 2004, Raperonzolo ebbe una folgorazione. Alle prese con un figlio piccolo ed un lavoro a tempo pieno nuovo di zecca, denso di responsabilità ma anche viaggi e ottimo stipendio, la nostra, da un tavolo in fondo ad un open space, osservò la straordinaria fauna che la circondava.
Fu una specie di catarsi che la indusse a rinunciare a fare la mamma in carriera, optando piuttosto alla più edificante carriera di mamma.
Dagli appunti di Rape':

Il mio vecchio mondo lavorativo era un mondo semplice. I suoi stereotipi nuotavano nel tiepido mare del tiramoacampà. Global, tutto-logo ma sostanzialmente casareccio. I molleggiati e gnoccoloni formavano l'estuario delle buone intenzioni. Da qualche parte c'era un'anima. Un'anima confusa, disorganizzata, scassata. Ma un'anima.
Il nuovo mondo invece è un rigurgito globale frutto di reiterate acquisizioni fatte da un satellitare a bordo d’uno yacht. Di anime non ne ha una ma cinquantamila.
Dato il contesto, l'inventario umano è assai vario. Le tipologie variano principalmente a seconda delle patologie presenti. Vi si trovano individui d’altri tempi intrappolati in una nuova cosmologia globale di cui non riescono ad afferrarne il senso.
Un posto di rielievo lo occupa il Guru. Nessuno sa che volto abbia. Siede in un tavolo al centro della grande sala, circondato da pile e pile di piccole scatoline quadrate. Ha tre computers: un Compaq, un laptop e un Mac G4 (ma non li usa mai) e la conoscenza omnia della locazione della totalità dei master per la riproduzione dei DVD. E' dedito all'ascesi tecnologica. Non crede nella trasmissione applicata di un database tramite inventario elettronico. Piuttosto è grande promotore dell'esercizio memonico e la trasmissione verbale. Quando arriva un ordinativo, con un cenno di mano, di testa, di spalla, perfino una scorreggia, richiama a sé i discepoli e rivela loro il luogo misterioso ove attingere il sacro Master. Se oserete metterlo alla prova resterete sbalorditi. Chiedetegli un titolo qualunque, specificando il territorio e il numero di catalogo e vi saprà narrare a mente la storia epica del master fin dal suo primo vagito attraverso i suoi innumerevoli trasferimenti di fabbrica in fabbrica, revisioni, riemissioni, correzioni. Chiedetegli però di passarvi una qualsiasi informazione scritta e si sentirà insultato. Se si ammala, si ferma la produzione. Se gli viene un'amnesia siamo tutti fottuti, perché sissignori, dietro quella scrivania siede il San Pietro dell’home entertainment mondiale. Lui ha le chiavi. Se vuole lascia fuori pure il Padreterno.
Sono giorni che dall’angolo della mia scrivania osservo una scena patetica. Il Direttore Generale a piedi scalzi e vestito d’un saio digiuna alle porte del sacro tempio del Guru. Si lavora al lancio di una nuova automazione, si parla d’inventario elettronico, di snellire le operazioni, ma il progetto si è bruscamente arrestato innanzi all’assoluta irremovibile manualità del Guru. Pare che il Direttore Generale abbia anche offerto sacrifici di agnelli, pecore e alcuni impiegati per convincere il detentore dei sacri masters a trascriverne i dati (un inventario d’oltre trecentomila pezzi). Ma il Guru è inflessibile. Mica è fesso. Finché regge duro, col cavolo che lo licenziano.
Nell’ufficio attiguo invece (denominato la salatest) si estende la tavola oblunga, dove il Pio Mazzadagolf e i suoi cavalieri siedono con i loro laptop pieni di spreasheet dai quali non distolgono mai lo sguardo. Ogni tanto nel cuore del silenzio assorto di chissà quali grandi decisioni business progettuali s’odono delle parole smozzicate, dei lievi movimenti di capo, degli accenni o dei dinieghi, ma non alzano mai lo sguardo. Hanno tutti la lumachina all’orecchio e comunicano inconsapevolmente tra di loro credendosi in località lontane: Parigi, Lussemburgo, Varsavia, New York e così via. Se per caso uno di loro fa uno starnuto e gli altri alzano la testa esplode la sorpresa. “Ma tu no avevi detto che eri a...” Che cosa contengano questi spreadsheets nessuno lo saprà mai. Sono misteriosi come le pergamene dei Rosacroce, così come il ruolo di questi individui, la maggior parte dei quali si dubita perfino che lavorino qui. Mazzadagolf è il loro Artù: lungo, magro, capello ondeggiato bianco. Lo vedresti lentamente sorseggiare il suo te’ anche durante un bombardamento. E’ tranquillo ma perennemente confuso, eppure candido. Ha una missione in cui crede, ma l’ha nascosta in un file Excel e non riesce più a ritrovarla.
C’è poi il mio capo Nonmifermomai. Lavora trentasei ore al giorno perché ha scoperto un loop spazio-temporale nel cosmo della compagnia. E’ un anarco-stacanovista della nuova era. Svolge il ruolo di dodici persone perché non crede nella giustizia della delega. Non ha un ufficio, non ha una scrivania perché li ritiene privilegi inopportuni. In compenso ha un laptop che porta con sé ovunque: dal cesso alla sala fumatori, di scrivania in scrivania. Oggi siede in un ritaglietto della scrivania del Direttore Generale, domani si siede in terra col computerino sulla sedia, un altro giorno, dopo reiterate richieste, acconsente di utilizzare tempraneamente la scrivania d’un suo subordinato in vacanza (mentre lui non prende un giorno di ferie da quando è stato assunto). La sua frase più consueta è “se solo avessi il tempo…”. Ha lo sguardo malinconico e disperato di chi cerca disperatamente una via d’uscita ma non osa ammettere che sono sei anni che la sera non torna a casa e che oramai non si ricorda neanche più a che indirizzo sta.
Alla stessa stregua c’è Ligio che vive nel segno del dovere. Ha una camicia sempre così impeccabile che si sospetta che abbia un ferro da stiro nascosto dentro la quarantott’ore. Come Nonmifermomai lavora trentasei ore al giorno massimizzando la funzionalità dei fusi orari. Ligio infatti è sempre in viaggio tra i continenti. Parla sedici lingue e nessuno capisce di che nazionalità sia. Gli aeroporti sono le sue case, i taxi i suoi divani, gli oblò la sua Tv. Non lo si vede quasi mai, ma lo si sente quotidianamente tramite conferenza-audio. Per anni nessuno ha sospettato che avesse una famiglia quando giorni fa nel corso di una conferenza audio abbiamo tutti udito vagire e ascoltato le parole dell’infermiera che annunciava a Ligio la nascita della sua primogenita. Solo allora abbiamo capito che le ultime duecentottantatre linee di dati ce le aveva comunicate direttamente dalla sala parto.

sabato 6 settembre 2008

Ora che sono in seconda elementare...

"Mamma..." Dice Figlio-uno la mattina del quarto giorno di scuola, contemplando assorto i vari indumenti della divisa disposti sul letto.
"Mamma... devo proprio mettermi questa?"
Ha in mano una polo mega originale, ultra-sportiva, con la zip al posto dei bottoni che a Rape' sembra fichissima.
"Bé, no che non devi metterti quella per forza, se vuoi ti prendo la polo gialla con i bottoni..."
"No, no, intendevo... non è che potrei mettermi una camicia?"
Aiuto! Pensa Rape'. Vuole mettersi una camicia! Camicia uguale pieghe, grinze; camicia uguale cinque camicie a settimana; camicia uguale bucati su bucati; camicia uguale STIRARE. Rape' non stira. Rape' compra solo cose che non si stirano!!!
"Certo amore. Puoi metterti una camicia se vuoi."
"Sì, mi piacerebbe molto. Sai, stavo pensando che ora che sono in seconda elementare dovrei cominciare ad andare a scuola un po' più elegante."
E quando arriverà in sesta che cosa chiederà alla povera Rape'...un frac?

giovedì 4 settembre 2008

Me lo riporti tra quattro-cinque anni

Drin
E' il consolato italiano? Vorrei sapere cosa devo fare per iscrivere mio figlio alla scuola italiana. So che nella città limitrofa si tengono dei corsi pomeridiani sponsorizzati dal ministero della Pubblica Istruzione... ah... devo chiamare dopo le 15.00? Ok. Click
Drin
E' il consolato italiano? Vorrei sapere cosa devo fare per iscrivere mio figlio alla scuola italiana... ah... devo chiamare prima delle 16.00? Ok. Click
Drin
E' il consolato italiano? Vorrei sapere cosa devo fare per iscrivere mio figlio alla scuo... ah... devo chiamare il distaccamento pinco pallino? Ok. Click
Drin
E' il distaccamento del consolato italiano pinco pallino? Vorrei sapere cosa devo fare per iscrivere mio figlio alla scuola italiana... ah... devo chiamare tra le 9 e le 12:00? Ok. Click
Drin
E' il distaccamento del consolato italiano pinco pallino? Vorrei sapere cosa devo fare per iscrivere mio figlio alla scuola italiana... ah... devo chiamare l'ufficio tal dei tali del distaccamento pinco pallino? Ok. Click
Drin
E' l'ufficio tal dei tali del distaccamento pinco pallino? Vorrei sapere... ah... si può chiamare solo il mercoledì tra le 11:00 e le 12:00? Ok. Click
Drin
E' l'ufficio tal dei tali del distaccamento pinco pallino? Vorrei sapere cosa devo fare per iscrivere mio figlio alla scuola italiana... ah... devo chiamare direttamente la scuola inglese? Ok. Click
Drin
E' la English school a cui si appoggia the office tal dei tali of the distaccamento pinco pallino dell'Italian Consulate? Vorrei sapere what devo fare per iscrivere mio figlio alla Italian School...Come? Yes I know che siete British e che della burocrazia italiana you understand 'na mazza... Ah, Ok, devo parlare direttamente con la Italian teacher A che ora posso give her a call? Ah, solo quando fa lezione? Ma se fa lez... click
Drin
It's 15:40, è già arrivata la Italian teacher? Ah, ancora no? Ok. Click
Drin
It's 15:50, vorrei parlare con la Italian teacher? Ah sta già facendo lezione. Ok. Click
Drin
E' l'ufficio tal dei tali del distaccamento pinco pallino? Non è che avete un email, un numero di telefono con cui contattare le maestra d'italiano? ...sì, ho chiamato la scuola... ah... la si può contattare solo di persona arpionandola prima che entri in classe? Ok. Click

Nel frattempo è arrivata l'estate e le scuole sono finite.

Drin
E' l'ufficio tal dei tali del distaccamento pinco pallino? Quando ricominciano le lezioni d'Italiano? Ah, il 7 settembre? Ok. Click

Raperonzolo alla data indicata, con Figlio-due all'epoca poco più che poppante in braccio, cartelle, giacche, Figlio-uno elettrico e stress da paura, si presenta alla suddetta scuola alle 15:40, cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni.
Deserto.
Neanche un'anima.
Silenzio.
Rape' aspetta.
E poi aspetta.
Figlio-due piange.
Figlio-uno centrifuga.

Drin
E' l'ufficio tal dei tali del distaccamento pinco pallino? Guardi che alla scuola italiana non c'era nessuno. Ho aspettato un'ora... ah... vi eravate sbagliati? Ricominciano il 21? Ok. Click

Raperonzolo alla data indicata, con Figlio-due in braccio, cartelle, giacche, Figlio-uno elettrico e stress da paura, si presenta alla suddetta scuola alle 15:40, cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni.
E' la quinta bolgia.
Madri, padri, bambini, cani a guinzaglio, gatti nei cesti, passeggini, marsupi, borse, borsoni.
Un centinaio di persone, per lo più strepitanti, formano un imbuto verso l'angusto spazio della porta. Rape' capisce subito che è il caso di evitare le English good manners e ritorna istantaneamente italica. Si lancia con i bambini in formato testugine, direzione foglio di carta sventolante sotto il quale, dietro la barriera umana, è sepolta la maestra pulcina.
"Uff... meno male che lei almeno parla italiano, sa io non parlo una parola d'inglese... guardi, ecco mi ha portato il modulo acca, quello pi greco, il certificato icse e la richiesta delta?"
"Ehh???" Fa Rape' sconvolta, avendo, dopo quindici anni di permanenza nel regno di Her Majesty, dimenticato il surreale, sado-masochistico rapporto delle istituzioni italiane con la modulistica.
"Ma scusi, io ho iscritto mio figlio alle elementari inglesi che frequenterà per sette anni sei ore al giorno riempiendo tre righe su un sito internet e premendo il tasto "invia", e lei per 45 non accademici minuti a settimana mi chiede l'enciclopedia treccani in carta bollata?"
La maestra pulcina mi guarda con l'espressione di chi cerca disperatamente una via di fuga, mentre la calca e le urla premono alle nostre spalle. Alla fine, dopo oltre un'ora di selezione naturale delle specie, si chiudono le porte e comincia la lezione. All'uscita la maestra fa a Rape':
"Senta signora, ma che ce lo manda a fare il bambino qui? Lui l'italiano lo sa già."
"Bé, sì, ma mica bene, e poi vorrei che imparasse anche a scriverlo, che imparasse un po' di cultura dell'Italia, di storia..."
"Sì, ma guardi che qui sono tutti figli d'immigrati di terza generazione. I bambini non parlano neanche mezza parola d'italiano. Io tutt'al più gli insegno a dire buongiorno e buonasera."
"Tutto qua?"
"Bé, magari anche come stai e come ti chiami."
"Ma... non c'è niente di un po' più avanzato?"
"Bé, sì, ma il bambino è piccolo. Me lo riporti tra quattro-cinque anni."
Quattro-cinque anni???

L'istituto di cultura francese a Londra è praticamente un quartiere: ha tutto il ciclo scolastico, dalla materna, alle elementari, al liceo, sale conferenze e un cinema che propone continuamente straordinarie rassegne. La scuola spagnola, anch'essa interamente statale, ha tutto il ciclo scolastico. La scuola tedesca invece è privata ma di grande reputazione. L'Italia invece ha l'ufficio tal dei tali del distaccamento pinco pallino e la maestra pulcina che offrono, in un'aula affittata ad una scuola inglese, 45 non accademici minuti a settimana dove insegnano come stai e come ti chiami.

Caro Figlio-uno, tutto sommato il tuo pacioccori non mi dispiace.

martedì 2 settembre 2008

Pacioccori

I figli di Raperonzolo in casa non parlano né l'italiano né l'inglese, prediligono piuttosto il pacioccori.
Il termine fu coniato da Figlio-uno mentre massacrava il suo gelato utilizzando il cucchiaino come una mannaia. Ne derivò una poltiglia squaqquarellosa,
pacioccori appunto.
Pacioccori è quello che resta della lingua italiana dopo l'Hiroshima sintattica e lessicale operata da Figlio-uno (ma di cui Raperonzolo, in qualità di madre, si assume la piena responsabilità). Pacioccori è in sostanza una pastiche linguistica dalle improbabili varianti. Prevalentemente si tratta di un italiano parlato ricorrendo a strutture grammaticali anglofone (che cosa lui fa? io molto piaccio il gelato), un italiano arricchito da un'ampio utilizzo di aggettivi e sostantivi inglesi (nel garden il prato è molto wet), verbi inglesi (recycling è importante per cleaning la terra).
Caratteristico del pacioccori è anche l'uso spregiudicato e indiscriminato dei verbi ausiliari (sono facendo colazione, mi ho vestito, stanno belli) , la coniazione di participi inediti (muorito, muiato, morteto, mortuto), l'articolazione curiosa (quello bambino ha uno giocattolo che io piaccio tanto; lo bicchiere è vuoto), l'idiosincrasia per il termine "mai" (io sempre non faccio questo), e la dissociazione sistematica del genere degli aggettivi (la macchina è rosso, la casa è bello, lo quadro è colorata).
Fa parte del pacioccori anche l'incapacità di pronunciare la lettera "R", quella bella arrotondata che dà quel suono inconfondibile alla lingua italiana. Lettera praticamente muta in inglese, dai figli di Rape' viene completamente tralasciata o sostutuita con la "L" (da Figlio-uno) o con la "V" da Figlio-due (Sono caduto pe' tella; mangio il visotto). Rape', per impedire a Figlio-uno di parlare come il cinesino delle barzellette, è riuscita a fargli pronunciare la lettera all'inglese. Risultato, se prima diceva colto per corto, adesso dice couto, e parla come Enrico Montesano: Salvatoue Salvatoue che mi piaci a tutte l'oue.
Pacioccori è un virus linguistico molto contagioso. Il Mr, per esempio, ne ha derivato il corrispondente inglese (pachocorry). Ecco un esempio concreto del pachocorry: Go to mamma and ask her if you can eat this biscotto before she butta la pasta.
Raperonzolo si consola:
Anche se una non è proprio molto good, due lingue è better than one.

Back to school

Al primo giorno della seconda elementare Figlio-uno salutando ha detto:
"Ce la metterò tutta per non farmi espellere."

Al primo giorno alla pre-school, Figlio-due, abbarbicato al collo di Rape', ha detto:
"Maaaaammmmmmmaaaaaaaa!!!"

Non c'è niente di meglio che un sano ritorno alla normalità.