sabato 30 agosto 2008

Che fare con tutti questi pesci?

Caro Mr,
a marzo hai compiuto 40 anni. Da allora la vita non è stata più la stessa.
Da tempo astemio, vegetariano, ex fumatore e fervente sostenitore dell'attività fisica (con la tua personale palestra allestita in garage), negli ultimi sei mesi hai condotto il tuo esacerbante salutismo verso vette inedite. Hai cominciato a correre, per esempio. Ma da uomo di estreme decisioni quale sei, ora quando non sei in garage a sollevare pesi, corri. Corri sempre. Corri continuamente. E se qualche giorno non riesci a correre o sollevare pesi, il tuo senso di frustrazione ti rende assai poco gradevole.
Il giorno in cui annunciasti, con fare deciso, che avresti ricominciato a mangiare il pesce, a Raperonzolo si illuminarono gli occhi. All'improvviso il menu quotidiano (la cui eleborazione era da sempre operazione assai travagliata e limitata) si apriva a possibilità esponenziali. L'immaginazione di Rape' corse libera verso un intero repertorio di nuovi possibili sughi per la pasta, antipasti, condimenti, secondi piatti. Cominciò a frequentare ossessivamente pescivendoli, a leggere libri di cucina, a tentare sperimentazioni. Fu una specie di frenesia, simile forse a quella che si prova innanzi alla vincita di una lotteria. Che fare ora con tutti questi soldi? Che fare con tutti questi pesci?
Durò poco. Poche settimane dopo decidesti che non avresti mangiato altro. Decidesti di mangiare solo ed esclusivamente pesce ed insalata. Tutti i giorni. Lo fai da sei mesi.
Di tanto in tanto in questa piccola grande casa c'incrociamo: tra un nostro pasto e il tuo; tra una tua corsa ed una favola per i bambini; tra una tua sessione in garage e un bucato, tra i nostri bucatini all'Amatriciana e la tua scatoletta di tonno.
Beviamo il caffé insieme, quello sì, unico vizio che ormai ti rimane.
Raperonzolo attende. Non è lei quella che può scagliare pietre. Sa bene di non essere un tipo facile. Per troppo tempo è stata più Jack lo squartatore che Madre Teresa, per molto tempo la notte ti ha tradito con quel suo ergastolano, che oltre ad entrarle in testa le dava probabilmente anche alla testa. D'altra parte, Raperonzolo di ossessioni ne sa qualcosa.
Ora però, visto che la primavera è passata e ora anche l'estate, si auspica che questa tua fase salutistica faccia il suo corso e tu ritorni
presto tra noi poveri comuni, poco salutisti, mortali.

venerdì 29 agosto 2008

Recidiva

La natura recidiva di Raperonzolo la spinge a reiterare le proprie follie. Non soddisfatta delle adrenaliniche conseguenze della psicosi collettiva che a luglio aveva condotto cinque famiglie a trascorrere un weekend al camping dietro casa, eccola in procinto di provarci di nuovo.
Per contenere le tendenze vagabonde e inquisitive dei propri figli e salvaguardare la tranquillità dei gestori del campeggio e dei campeggiatori, Rape' non si è procurata né guinzagli né tag elettroniche, preferendo piuttosto gettarsi allo sbaraglio perché illogicità vuole che sia così. Inoltre, avendo esaurito i giorni di permesso, sabato si recherà in ufficio direttamente dalla propria tenda.
All'epoca questo piano sembrava non fare una grinza, ma al momento le sovviene qualche dubbio... e anche qualche remora.

giovedì 28 agosto 2008

O tutto o niente

Figlio-uno è rientrato dal campeggio con un berretto da capotreno e un fischietto schiantatimpani. Il nonno ex-ferroviere e trenomaniaco lo ha portato a zonzo su una locomotiva a vapore.
Dopo un dettagliato resoconto dei fantagloriosi eventi delle precedenti settantadue ore si ferma e fa:
"Mi dispiace dirvelo, ma non mi siete mancati affatto."


Un figlio bostik e uno giramondo.
Chi l'ha detto che non si può avere tutto?


mercoledì 27 agosto 2008

... e poi è solo per un'ora...

Figlio-uno è in campeggio per tre giorni con i nonni. Al giorno uno, Raperonzolo si è dedicata pienamente a Figlio-due: ha cantato canzoncine e filastrocche, ha letto una decina di favole, è stata circa due ore sul sito di cbeebies con il pargolo in braccio che le ordinava dove cliccare, ha sparpagliato mattoncini per tutto il pavimento, aiutato a cucinare fantomatiche pappe con foglie e terra, guardato per la centotrentesima volta Gli Aristogatti, si è rotolata in giardino, infine ha fatto una doccia molto intima con il secondogenito con annesso allagamento del bagno.
Al giorno due, Rape' decide di andare in palestra.
"Amore, questa mattina mamma ti porta alla creche." (il nido a ore del centro sportivo)
"Non mi piace la creche." Sostiene deciso Figlio-due.
"Ma come? Ci sono tanti giocattoli, puoi guidare le macchinine, c'è un bellissimo scivolo, c'è il tunnel viola, la tartaruga verde, la ruspa automatica..."
"Non mi piace la creche." Ribadisce inflessibile il mini-bipede.
"Ma come? Ti danno il succo di frutta e i biscotti che ti piacciono tanto... e poi è solo per un'ora..."
"Non mi piace la creche." Conclude categorico il piccolo Scorpione ascendente Leone.
Con queste premesse, Raperonzolo si avvia al luogo dei supplizi.
"'morning!" Saluta Rape' con nonchalance facendo ingresso alla creche con Figlio-due avvinghiato a mo' di boa constrictor e già in avanzata fase licantropa.
"'morning!" Salutano le pazienti signore che gestiscono la creche, aiutando Raperonzolo a districare il giovane urlante bandolo umano che la avvolge.
Messo alle strette, quando capisce che la crudele madre non ha intenzione di desistere dai propri propositi, Figlio-due smette di urlare e se ne va offesissimo a pedalare sul triciclo di Bob the Builder.
Rape' si avvia ora alla propria colonia penale con una certa ansia. Si cambia in trenta secondi netti, pedala come una forsennata, corre come un'invasata, rema già sfiancata, sbaraglia pesi come fossero noccioline, rasenta il colpo apoplettico. Nel corso di questa spedizione auto-punitiva si auto-convince che il figlio alla fine si è divertito come un matto. Nonostante ciò, malgrado sia sudata da fare schifo, rinuncia alla doccia e dopo neanche quarantacinque minuti è già lì pronta a riprenderlo.
Lo trova in piedi al centro della sala, volto paonazzo, occhi come palloncini, fiatone e in chiara fase post-convulsiva.
"MAAAAAMMMMMAAAA!!!" Grida lui correndole incontro come non la vedesse da alcuni secoli, rincarando la dose già massiccia di strazianti sensi di colpa.
Per le mamme l'esercizio fisico è un processo di sfiancamento globale.

martedì 26 agosto 2008

Coscienziosamente

Raperonzolo si sta vestendo in camera da letto. Entra Figlio-due e la osserva computo.
"Bene, mamma, ora che ti sei messa le mutandine, chiamami se devi fare la pipì."
Poi le gira intorno, la osserva da dietro e conclude:
"Ottimo, niente pupù. Ricordati, se devi fare la pupù dimmelo che ti prendo il vasino. Mi raccomando, niente pupù nelle mutandine!"
Raperonzolo annuisce coscienziosamente.

sabato 23 agosto 2008

Anno nuovo, vita nuova

Il calendario della mamma si muove in sintonia con l'anno accademico, per tanto il vero capodanno avviene solitamente in coincidenza della riapertura delle scuole. Raperonzolo quest'anno stapperà lo champagne il 2 settembre.
Ogni nuovo anno, si sa, porta con sé progetti, dichiarazioni d'intenti, propositi e qualche fioretto. Rape', euforica dal colossale cambiamento che il nuovo anno preannuncia, con l'ingresso di Figlio-due alla pre-school, si croggiola in acrobazie mentali tese a rivoluzioni ed evoluzioni esistenziali che migliorino la qualità delle sue giornate, del suo volubile sistema nervoso, del suo decadente fisico e della vita familiare in genere. A partire dal 2 settembre godrà infatti di ben due ore e quindici minuti al giorno da gestire come meglio crede. L'ebrezza di cotanta libertà ha già cominciato a darle alla testa. Per l'anno nuovo si è per tanto ripromessa di:
1) Essere più calma, responsabile e comprensiva con marito e figli.
2) Riprendere a scrivere con maggiore costanza.
3) Mantenere la casa ad un livello di ordine e pulizia vagamente accettabili.
4) Fare almeno un'ora a settimana di volontariato alla scuola (dove le mamme che aiutano i bambini a leggere sono sempre bene accette).
5) Riportare il proprio fisico ad antichi e insospettati splendori.
Per quanto riguarda il punto 5, per accelerare i tempi Raperonzolo venerdì ha accompagnato Figlio-uno al centro estivo, parcheggiato brevemente Figlio-due al nido ed è andata a iscriversi in palestra.
In tale luogo infernale le è stato mostrato il funzionamento di vari strumenti di tortura e spiegato un numero imprecisato di metodologie atte ad infliggersi inenarrabili forme di supplizio. La masochistica Rape' si è fin da subito auto-flaggellata senza pietà.
Oggi a lavoro, mentre cercava di sopravvivere ad un turno di dodici ore tra un'anca ammaccata, una spalla anchilosata, collo rigido, muscoli lividi e dolorante in ogni parte del corpo, s'interpellava inquisitivamente sulla stoicità dei propositi. Proprio lei, edonista fino al midollo.

giovedì 21 agosto 2008

La casa è off limits

Ore 14:00 - "Bambini!" Dichiara solenne Raperonzolo all'ormai inseparabile duo Figlio-uno/Angelina che la osserva come se fosse trasparente. "E' estate, non piove, per cui giocate fuori nel prato comune. Oggi vorrei starmene un po' tranquilla. La casa è off limits."
14:20 - Knock knock "Mamma posso prendere Gorilla?"
14:35 -
Knock knock "Ho riportato Gorilla. Prendo la frusta d'Indiana Jones."
14:40 -
Knock knock "Mi sono dimenticato la spada."
14:55 -
Knock knock "Possiamo giocare dentro casa?"
15:05 -
Knock knock "Perché non possiamo giocare in casa?"
15:20 -
Knock knock "Ti abbiamo raccolto dei fiori."
15:40 -
Knock knock "Hai visto che la pianta di fagioli ha i fagioli?"
15:45 -
Knock knock "Ti abbiamo raccolto dei fagioli."
15:50 -
Knock knock "Si possono magiare crudi, i fagioli?"
15:55 - Knock knock "Signora, mi può aggiustare la catena della bicicletta?"
16:05 -
Knock knock "Devo andare in bagno."
16:20 -
Knock knock "Angelina deve andare in bagno."
16:40 -
Knock knock "Abbiamo sete, possiamo avere qualcosa da bere?"
16:55 -
Knock knock "Ora possiamo venire a giocare in casa?"
17:05 -
Knock knock "Possiamo fare merenda?"
17:15 -
Knock knock "Signora, mi è caduto il gelato per terra, me lo sciacqua?"
17:30 -
Knock knock "Abbiamo riportato la spada e la frusta, prendiamo la bandiera."
17:45 -
Knock knock "Poss..."
A questo punto, dando sfogo ad urla indecorose,
colta da profondi istinti figlicidi, Raperonzolo pone fine al pomeriggio di giochi.

lunedì 18 agosto 2008

Ancora!

Partita di buon'ora, la Rapefamiglia si è presentata all'imbocco dell'Eurotunnel, con un'ora e mezzo di anticipo sulla chiusura del check in, riuscendo poi, per motivi a loro stessi insondabili, a perdere il treno. Caricati misericordiosamente sul treno successivo a quello successivo, sono approdati a Calais alle 13:00 ora locale, pur avendo previsto di arrivarci alle 11:00 (un'ora per la perdita del treno e un'ora perché Rape', in tutta la sua precisione, si era dimenticata che una volta in Francia avrebbero dovuto spostare la lancetta dell'orologio un'ora avanti).
L'idea era quella di arrivare a La Tranche sur Mer alle ore 17:00. "Pazienza", disse Rape', "ci arriveremo alle 19:00." Sarebbero poi arrivati alle 21:30, dopo aver girato un numero imprecisato di volte intorno alla circonvallazione di Le Mans, convinti di trovarsi intrappolati all'interno del celeberrimo circuito e di doverci passare le successive 24 ore.
I bambini, in versione angelica per tredici ore di viaggio, all'arrivo sono esplosi come due bottiglie di champagne, riversando sui già provati genitori effluvi di energia compressa per le successive quarantotto ore, schizzando come schegge impazzite in preda a frenesie socio-compulsive.
Al giorno tre della vacanza, in balia di due micro-turbine a propulsione nucleare, i rapporti tra Raperonzolo e il Mr sono degenerati sensibilmente. Al giorno quattro, grazie ad un lieve miglioramento climatico ed un assestamento della prole, la vacanza ha cominciato a mostrare sporadici momenti di godibilità.
La Rapefamiglia ha beneficiato di tre mattinate in spiaggia, con temperature massime tra i 20 e i 22 gradi. A salvarli è stata la longimiranza di Rape' che, diffidente del clima Atlantico, si era premunita di prenotare un campeggio atrezzato di piscina coperta dotata di megascivoli. In tale miracoloso luogo d'intrattenimento hanno trascorso ogni singolo pomeriggio.
Figlio-due, al primo giorno, mentre Rape' appoggiava gli asciugamani su una sdraio, si è lanciato in acqua da solo, causando negli astanti idroliti di adrenalina. Lo shock lo ha reso idrofobo per circa quindici minuti nel corso dei quali è rimasto avvinghiato al collo di Rape' stile bostik. Superato il trauma si è rivelato animale estremamente acquatico, propenso a tuffi, immersioni e vero asso dei toboggan. Poiché il Mr non ama molto gli scivoli acquatici, la nostra si è sottoposta volentieri alle circa cinquanta discese giornaliere in compagnia dei figli. Appena arrivati in fondo, Figlio-uno e Figlio-due declamavano solenni "ancora!"
Rape' è tornata a casa più stanca e stressata di quando era partita, non è riuscita a leggere i libri che si era portata, non è riuscita a nuotare neanche mezza vasca né a fare il bagno in mare. Però, per quel suo masochistico senso tutto materno ha amato la vacanza, e come ad ogni rientro ha già cominciato a pianificare quella per l'hanno successivo... sulla Costa Azzurra...

venerdì 8 agosto 2008

Bel tempo si spera

Domani mattina alle sette la Rapefamiglia partirà alla volta della Francia, destinazione La tranche-sur-mer. Guiderà due ore fino a Folkestone, caricherà la macchina sull'Eurotunnel e mezz'ora dopo sbucherà a Calais. Sette ore dopo, se Figlio-uno non avrà vomitato, se Figlio-due non avrà dato in escandescenze, se Rape' non avrà sbagliato strada e il Mr non avrà imboccato una rotatoria in senso contrario, è possibile che giungano a destinazione.
Le previsioni metereologiche dell'area di Nantes annunciano: pioggia, temporali e temperature fortemente autunnali fino a sabato 16, quando il tempo dovrebbe finalmente rimettersi e la Rapefamiglia rientrare.
Dopo l'esperienza della Cornovaglia l'anno passato e i conseguenti malumori del Mr, Rape aveva optato per una destinazione un migliaio di chilometri a sud,
alla ricerca di climi più dignitosamente estivi. Davanti a tali nefaste previsioni, il Mr ha dichiarato: "l'anno prossimo mi rifiuto di andare in una qualunque località a nord di Atene".
"Ma dài che tanto non ci azzeccano mai!" Ha ribattuto Rape' mettendo di soppiatto quattro K-way in valigia.
Au Revoir.

giovedì 7 agosto 2008

Nie mówię po polsku

Ore 13:00 - Pioggia scrosciante
knock knock
Rape', apre. Fuori della porta c'è Zac che la guarda con occhi speranzosi e imploranti, l'acqua che gli scroscia dal caschetto, maglietta adesiva, due barchette al posto delle scarpe.
Lei lo fa entrare subito e cerca di fare mente locale: è qui per ripararsi? I suoi non sono in casa? E' stato preso alla sprovvista dal temporale? Lo riporto a casa sua?
"Where do you live?" Gli chiede gesticolando.
Lui asciugandosi la guarda e poi si guarda intorno.
"House... where's your house?" Rape' pensa che abiti nella stessa strada ma non sa a quale numero civico. Lui la guarda confuso. Ci vuole un'altra tattica.
"Casa?" "Maison?" Niente. Continua a fissarla. E' ovvio che il polacco non ha la minima affinità di termini.
Rape' non si dà per vinta, prende un foglio di carta e disegna una casa, punta e dice "Figlio-uno's house", poi punta fuori della finestra e chiede "Zac's?"
Lui annuisce, ma non indica da nessuna parte.
Rape' gli fa vedere il numero civico. "Here, 49... Zac?" Poi gli passa la penna sperando che lui scriva il suo numero. Niente. Guarda la penna e sorride, ma non la prende neanche in mano.
Arriva il Mr. in soccorso a Rape'. Gesticola, disegna, ma Zac continua a non capire. Ora si guarda intorno vicino alla disperazione. Rape' ha un lampo di genio.
"Figlio-uno is not here."
Finalmente a Zac s'illuminano gli occhi. Ha capito che abbiamo capito che sta cercando Figlio-uno. Ora si tratta di fargli capire che non c'è, perché avendo sentito il nome, si è già diretto verso le scale pensando stia di sopra.
"No, Figlio-uno- not here-summer school-back later."
Zac fa un'espressione alla "apriti sesamo", annuisce, apre la porta e schizza via come il vento.
Rape' questa sera si è cimentata in un corso accelerato di polacco, perché le conversazioni con Zac sono a dir poco estenuanti.

mercoledì 6 agosto 2008

The more the merrier!

"Amore, ho visto che c'è un bambino nuovo nel vicinato, perché non vai a farci amicizia?"
"Non posso."
"Come non puoi?"
"Perché lui non parla inglese."
"Vabbé, a te che t'importa, in qualche modo vi capite."
Titubante, Figlio-uno va, e in men che non si dica, abbattute le barriere linguistiche, i due giocano come non avessero mai fatto altro nella vita.
Il piano di Rape' era perfetto. Da quando Figlio-uno e Angelina Jolie hanno cominciato a boicottare A&Z (le gemelline terribili, imperatrici assolute dell'area comune) si sono piazzati in pianta stabile in casa. Raperonzolo, alla disperata ricerca di pace, approfittando dell'arrivo di Zac, sorridente e gioviale bambino polacco, ha pensato: ecco, se fanno amicizia con lui, ora ricominceranno a uscire e giocare nel prato comune!
Rape' ovviamente non aveva messo da conto che si verificasse l'eventualità opposta.
Ora il pomeriggio a presentarsi alla porta con occhi imploranti, oltre ad Angelina c'è anche Zac.
Casa Rape' comincia ad assomigliare a un centro estivo.

martedì 5 agosto 2008

La progettualità non è un'arte consona alle mamme.

Figlio-uno oggi era in gita a Londra al museo delle scienze con il centro estivo. Avendo un solo figlio a cui badare, Raperonzolo aveva in mente grandi progetti. Innanzitutto la mattinata prevedeva una seduta in un luogo ormai da tempo dimenticato: il parrucchiere. L'ultima volta che c'era stata Figlio-due aveva semi-demolito il locale. Bé, ora è cresciuto. Pensava fiduciosamente Rape'.
Il dolce pargolo infatti, armato di lecca-lecca, si accomoda su una poltrona girevole e comincia a roteare trionfante. Lo shampoo lo si sfanga bene. Uh che bravo il mio ometto. Pensa lei sempre ottimista.
Giunti al taglio, Figlio-due comincia a portarle tutti i bigodi che trova, poi passa alle spazzole, infine trova gli spray. Il parrucchiere fa una faccia contrita. Rape', bloccata alla sedia, redarguisce. Il pargolo la ignora. Tempo di messa in piega.
Una parrucchiera intrattiene la piccola furia con un foglio e un set di pennarelli dopo che lui ha ripetutamente cercato di uscire e andare sulla strada nonstante gli ululati di Rape'. I pennarelli colorano ogni superficie che trovano. Il parrucchiere accelera.
Ora l'aitante duenne ha scoperto i lavandini e deciso di abbinare il meraviglioso meccanismo apri e chiudi all'altrettanto strepitosa doccia. L'effetto è quello di un impianto irrigazione.
Quando Rape' se ne va, l'intero staff benedice il fatto che Rape' è una cliente moooooolto occasionale.
Nel pomeriggio, durante il riposino di Figlio-due, la nostra voleva lavare la macchina. Naturalmente diluviava. Ok, pensa lei sempre in vena di ottimismi, ne approfitterò per rilassarmi al computer. Oh! Il telefono è guasto! Dopo un'ora di trafile con i tecnici, si rassegna a darsi da fare per i preparativi delle vacanze. Zac! Figlio-due che dorme sempre due ore è già sveglio. Ok, pensa la nostra, il cui ottimismo ormai vacilla ma ancora non cede, ne approfitterò per cucinare.
Knock knock
"Uh, ciao Angelina, oggi Figlio-uno è andato a Londra con il centro estivo."
"Oh" Fa lei affranta, saluta e se ne va.
Rape' ritorna ai fornelli.
"Mamma, mamma..." dice Figlio-due con il vasino in mano, "si può bere la pipì?"
"Ma no che non si beve!" Aiuto! quante cose noi mamme diamo per scontate!!!
Figlio-due la guarda con una smorfia sul viso e, sempre con il vasino in mano le fa "Vero, no buona. Io bevuta, pipì no buona!"
Solo allora l'immagine si presenta a Rape' nella sua interezza. Il pargolo minore non ha solo fatto l'impensabile, ma nel farlo si è anche rovesciato l'intero contenuto del vasino addosso e sulla moquette.
Rape' è colta da una profonda crisi esistenziale.
Fatta la doccia al figlio e passato il successivo quarto d'ora a disinfettare la moquette...
Knock knock
Angelina, bici in mano, caschetto rosa, sotto la pioggia la guarda desolata.
"Posso venire lo stesso? Magari gioco con Figlio-due."
Rape' pensa: Se una bambina di sei anni e mezzo non ha di meglio da fare che venire qui a giocare con un bambino di quattro anni più piccolo, vuol dire che la sua giornata deve essere peggio della mia.
La piccola nuora si sarebbe poi trattenuta per oltre due ore, gran parte delle quali trascorse da Rape' a leggerle l'opera omnia di Dr Seuss.


domenica 3 agosto 2008

Dal Vangelo a Freud

"Mamma, che ne dici di questo?"
Raperonzolo e Figlio-uno sono in un grande magazzino, lei è intenta a rovistare tra i saldi alla ricerda di un po' di magliettine per i bambini allo scopo di minimizzare i bucati una volta al mare. Lui invece è nel reparto attiguo, quello di biancheria intima femminile. Di tanto in tanto si presenta sventolando qualcosa. In questo momento offre a Rape' un reggiseno quinta misura, rinforzato e coibentato, tipo due poppe da paura. Rape' è più piatta della Pianura Padana.
"No, amore. Per me è un po' grandino."
Figlio-uno lo osserva perplesso, "Mmmhh..." fa e poi risparisce. Dopo un po' ritorna con un terza misura fuxia a merletti.
"Questo è molto bello. Dovrebbe starti."
"Ma no, anche quello mi starebbe grande. E poi, amore, non mi serve un reggiseno. Comunque grazie del pensiero."
Figlio-uno annuisce e fa dietro-front. Pochi minuti dopo le mostra sorridente un paio di mutandine da capogiro, a pizzi color carne.
"E di queste che ne dici?"
Rape', che è indecisa tra una magliettina rossa o una blu per Figlio-due, alza lo sguardo e trasale.
"Mmmhhh... io direi che non sono proprio il mio stile."
"Eppure ti starebbero bene."
"No, grazie. Davvero, non mi serve niente."
Figlio-uno se ne rivà poco convinto.
Rape' ha ora in mano una pila di magliette alta come l'Everest.
"Andiamo a pagare. Ho fatto."
Lui ricompare trionfante.
"Guarda che ti ho trovato!" Brandisce estatico un tanga di pelle di leopardo che non sfigurerebbe in un peep show. Rape' lo osserva sconvolta e ammutolita.
"Lo devi assolutamente prendere! Ti starebbe benissimo," dice misurandoglielo con occhio clinico ed esperto.
Rape' imbarazzatissima controlla che non li stia osservando nessuno.

"Ehm, mhh..., può darsi, facciamo così però, ora posalo e andiamo a pagare le magliette, sennò facciamo tardi..."
Figlio-uno deluso, obbedisce e va a posare il sexy-leopard.
"Uffà, mamma, però sei sempre la solita, sempre a comprare roba per noi e mai una volta che ti comprassi qualcosa di carino!"

Per un seienne che fino a 48 ore fa si credeva il super-eroe Gesù, non c'è che dire, abbiamo fatto passi da gigante.
Rape' osserva il suo ex-mistico neo-Don Giovanni con certo senso d'inquietudine.

sabato 2 agosto 2008

Potty training

Nella corsa agli ostacoli dei primi tre anni la mamma deve calibrare, cronometrare, pianificare il più ragguardevole ed ostico dei traguardi: lo spannolinamento.
Qui lo chiamano potty training e già il nome dà all'evento un'aura professionale, scientifica, dinamica, piena di objectives e targets, come si trattasse di una manovra business-progettuale.
Spannolinamento invece è termine più realistico perché riconduce le mamme sul pianeta terra (del tipo: togli il pannolino, spera che impari presto e preparati moralmente e spiritualmente ad alcune settimane d'inferno).
Riassumiamo alcuni punti essenziali consigliati dalla manualistica ad hoc:
1) Scegliere un periodo tranquillo, lontano da cambiamenti, variazioni di routine, vacanze, viaggi.
2) Attendere che il bambino sia pronto.
3) Utilizzare l'approccio positivo e non rimproverare mai.
Con Figlio-uno Raperonzolo ha applicato alla lettera i punti di cui sopra e a due anni e mezzo il pannolino era un ricordo. Per cui, quando si è trattato di dover ripetere l'operazione con Figlio-due, Rape' si sentiva esperta, consapevole e saggia. Purtroppo però madre natura ha sapientemente creato i secondi figli per scardinare quelle già poche certezze acquisite.
Figlio-due, per due anni immune a qualunque metodologia della nanna applicata, si è rivelato allo stesso modo immune anche al trittico dello spannolinamento. Sei mesi di potty training sono stati protagonisti di: vasini sopra la testa o utilizzati come vaschetta per le paperine, sedute interminabili sul water allo scopo di tirare l'acqua a ripetizione, rincorse di Raperonzolo per la casa e il giardino con il vasino in mano, imbrattamento di pavimenti, divani, moquette, sfoggio di pipì immaginarie allo scopo di ricevere comunque il famigerato sticker. Nel corso di questi sei mesi non una sola pipì o pupù ha centrato il vasino. A due anni e otto mesi suonati, l'eventualità di togliere il pannolino a Figlio-due sembrava più che una meta una chimera.
Rape' allora, stanca di farsi prendere per i fondelli da un astuto mini-bipede, ha deciso di mandare a quel paese la manualistica ad hoc: ha scelto il periodo più incasinato dell'anno, a ridosso della partenza delle vacanze; ha mostrato una decisione a dir poco inequivocabile; infine ha utilizzato l'approccio positivo solo dopo 24 ore di pura strategia del terrore.
Che dire? Rape' brucerà sicuramente all'inferno, intanto Figlio-due ha superato a pieni voti il potty training in soli quattro giorni.
"Io pipì vasino, sennò mamma 'rabbia!"