giovedì 31 luglio 2008

Il dado è tratto

Al giorno quattro del mini-campo organizzato dalla chiesa anglicana, Figlio-uno ha completato il suo kit da super-eroe: maschera dell'Uomo ragno, mantella di Batman, cintura si Superman e scudo crociato con inscritte le inequivocabili iniziali JC. Ora vola per i cieli britannici a difendere l'umanità in pericolo, credendosi il super-eroe Gesù. Alleluja!!!
Forse gli anglicani sono un po' troppo progressisti perfino per una mente atea e aperta come quella di Rape'.

martedì 29 luglio 2008

Super-heroes

L'atea Raperonzolo si è sposata in comune e non ha battezzato i propri figli. Verso la religione ha però un atteggiamento ambiguo. Un misto di timore e di rispetto: timore per l'irrazionalità di base del pensiero, rispetto per l'incommensurabile bagaglio di valori comuni, etici e morali che la nostra cultura occidentale deve al cristianesimo. Inoltre, ritiene che in una società così materialista, la spiritualità è un bene prezioso da salvaguardare.
Per questo, l'atea Raperonzolo non è contraria ad una (moderata) educazione religiosa; ha in un paio di occasioni portato i bambini a messa alla chiesa cattolica, e a Natale e Christingle (l'Epifania) li porta alla cerimonia per bambini nella chiesa anglicana. La propria distanza dalla religione la induce a non fare distinzioni tra cattolici e protestanti, anzi la Chiesa anglicana, con i suoi sacerdoti che sono donne e uomini, ma anche mamme e papà, così moderna, così alla mano, così gioviale e allegra ma al tempo stesso rigorosa le fa parecchio simpatia.
Rape' crede anche fortemente nelle attività gratuite.
Così, quando ha visto che la parrocchia anglicana organizzava un mini-campo estivo di quattro giorni, con due ore di attività giornaliere, completamente gratuito, ha immediatamente iscritto Figlio-uno. Il tema del campo: Super-heroes; attività previste: giochi, recite, disegni e creazione di costumi sul tema dei super-eroi. Fantastico! Pensa Rape'. Sembra fatto su misura per Figlio-uno!
Al giorno uno, Raperonzolo va a riprendere il proprio pargolo alle 12:00. Lui è entusiasta. Ha scoperto che al campo partecipano anche tre suoi compagni di classe (inclusa Angelina), sfodera una meravigliosa maschera dell'uomo ragno che ha fatto da solo e per il resto della giornata va cantando Spider-man! Spider-man!
Al giorno due, Rape' arriva con cinque minuti di anticipo e sente fin da lontano i bambini che cantano, sbircia alla finestra ed è travolta dalla presente scena: sacerdote e bambini, ciascuno indossando un cintura da super-eroe fatta da sé, ballano come John Travolta in Saturday Night Fever, lanciati come Superman prima che spicchi il volo e gridando a squarciagola Jesus Super-hero!
Jesus Super-hero!
L'atea Rape' ha avuto un leggero mancamento.
Figlio-uno ha poi continuato a cantare
Jesus Super-hero! Jesus Super-hero! come un invasato per le successive otto ore.
In attesa del giorno tre, terrorizzata all'idea del giorno quattro, l'atea Rape' teme ormai di aver commesso un errore fatale.

domenica 27 luglio 2008

Vocazione-genitori

Oggi erano 35 gradi, una temperatura assolutamente inedita nel regno di Her Majesty e la Rapefamiglia si è recata a casa di T&L per un barbecue.
T&L sono una vecchia coppia di amici. Non hanno figli, ma recentemente, dopo ben dodici anni di convivenza e di assiduo assillo, L è riuscita a strappare a T un sì a matrimonio e prole. Inutile dire che da anni facciamo il tifo per L, tanto che si potrebbe dire che la nostra visita era una sorta di celebrazione. Questo ovviamente prima che Figlio-uno e Figlio-due ipotecassero due sdraio dal meraviglioso meccanismo apri-chiudi e per circa un'ora le aprissero e chiudessero, rovesciassero e ribaltassero; prima che scoprissero lo stupefacente impianto d'irrigazione e irrigassero, oltre che se stessi e il giardino, anche tutti gli adulti presenti; prima che rintonacassero il portico con il gelato al cioccolato; e infine prima che Figlio-due, accortosi di avere un pannolino stracolmo, c'infilasse la mano dentro e poi spalmasse il tutto sul vetro della porta-finestra.
Possiamo affermare senza ombra di dubbio che Rapefamiglia è una specie di test per aspiranti genitori. Se dopo averli incontrati si è ancora propensi a procreare, allora significa che è vocazione.
Detto questo, i nostri dubitano che sarannno nuovamente invitati.

mercoledì 23 luglio 2008

Un altro anno

E così anche nel regno di Her Majesty si è concluso l'anno scolastico. Le ultime due settimane sono state un turbinio d'impegni, incontri, scambi, di eventi, giochi sportivi, fino al gran finale di oggi: il parco della scuola gremito di bambini e genitori, gelati e sarabande, gonfiabili e gavettoni.
C'è chi dice che qui la tirano troppo per le lunghe e che la scuola potrebbe finire un paio di settimane prima, perché a luglio ormai non si fa più didattica. Ma Raperonzolo non è d'accordo, perché la scuola non può essere solo didattica. E tutta quell'allegria e quel divertimento, quel clima gioioso e festoso che contraddistingue le ultime settimane di scuola dà ai bambini qualcosa di più e d'importante. Gli dà il senso di un luogo che gli appartiene e a cui appartengono; un luogo che raduna grandi e piccini, una comunità.
Un altro anno si è chiuso, e come tutte le cose che finiscono ha portato in sé un velo di malinconia. Tempo di gioia e tempo di addii. Risate e lacrime per i bambini della sesta, molti dei quali hanno condiviso con i compagni nove anni e che nell'ultimo anno si erano occupati dei più piccoli. Saluti alle maestre e i maestri, perché qui i bambini cambiano insegnante ogni anno. Le lacrime, a stento trattenute, della maestra di Figlio-uno che l'anno prossimo cambierà scuola, e quelle di Figlio-uno sfogate poi la sera, stretto tra mamma e Gorilla.
Era bellissimo oggi in quel parco: i volti spalmati di gelato e le divise grondanti.
L'ingresso nel campo di battaglia rendeva chiunque bersaglio di berette, bazooka, kalasnikov, Uzi e cyber-pistole acquatiche. Bambini che inseguivano insegnanti, bidelli che inseguivano bambini, bambini che inseguivano genitori, ma soprattutto bambini, bambini e bambini che hanno riso come forsennati per oltre due ore.
Rape', inutile dirlo, armata dalla testa ai piedi, inseguiva gli inzuppatori assetata di vendetta (era entrata per aiutare Figlio-due a ricaricare la sua pistolettina, finendo per essere bersaglio di un agguerritissimo bambino di quarta e una compagna di classe di Figlio-uno). Ne è uscita centrifugata.
La scuola è finita, comincia l'estate, e Rape' considerando l'età di Figlio-due, è contenta di avere davanti altri nove anni di questa pazza girandola.

martedì 22 luglio 2008

Un tranquillo pomeriggio a casa

Martedì, penultimo giorno di scuola, Raperonzolo si disse tra sé: in previsione del gran finale con watergun fight di domani, oggi abbiamo tutti bisogno di un pomeriggio tranquillo a casa.
Poi però Rape' contemplò il sole che splendeva alto, tirò fuori la piscinetta nuova con il piccolo ridente pirata e si disse tra sé: in questo pomeriggio tranquillo ha casa potrò far divertire i bambini facendoli sciaguattare a piacimento.
Poi però, all'uscita da scuola, Calimero piantò un capriccio di quelli schiantanervi. Raperonzolo osservò il volto dell'amica contorcersi, e colta da subitanea empatia altruistica le disse: "ho in programma un tranquillo pomeriggio a casa e ho preparato la piscinetta. Due o tre non fa differenza. Rilassati e passa a prenderlo più tardi."
Fu così che alle 15:30 ebbe inizio il tranquillo pomeriggio a casa.
E ora, eccola qui Raperonzolo che riordina allegramente la cucina, mentre fuori, tre bambini nudi come mamma li ha fatti, ingaggiano duelli armati di pistole ad acqua "per fare pratica" per l'indomani.
Knock Knock
"Hello!!!"
Davanti a Rape' c'è A., "moglie" di Figlio-uno, detta Angelina Jolie. Ha un bel vestitino a righe e imbraccia un bazooka acquatico lungo un metro per trenta centimetri di diametro. Rape' non fa in tempo neanche a salutarla che lei le è già passata sotto un braccio, si è spogliata e ha assediato combattenti, giardino e piscinetta.
Angelina Jolie è un maschio mancato. In classe ha solo amici maschi. Condivide con Figlio-uno la passione per Doctor Who e con Calimero quella per i dinosauri. Il trio è una specie di Jules & Jim, dove Angelina è naturalmente la Catherine-Thomas. Se Figlio-uno e Figlio-due posseggono una vivacità ciclonica, al cospetto di Angelina Jolie sembrano due monaci tibetani. Dopo mesi di pratica e affermazione autoritaria con la nuora, Raperonzolo riesce ad evitare lo sradicamento di piante e l'abbattimento franco delle pareti di casa. Naturalmente Angelina abita a soli trenta metri, una distanza poco rassicurante. Ha un fratello e una sorella di una decina di anni più grandi e un fratellino di cinque anni più piccolo, una mamma che gestisce un'impresa di pulizie e che il pomeriggio e la sera stira a pagamento. Angelina, assetata di compagnia e attenzioni, si presenta a casa di Rape' circa dodici volte al giorno, talvolta resta anche a mangiare.
Il giardino e la casa sono ormai presidiati da quattro bambini in preda ad un'esaltazione maniacale.
Drin
"Salve sono il fabbro! Sono nei paraggi, se vuole potrei venire adesso."
"Ma certo, non c'è problema."
Tra Rape' e il fabbro c'è ormai un rapporto molto intimo, tanto che da tempo si sono scambiati i reciproci numeri di cellulare, a causa del vergognoso numero di volte che la nostra si è chiusa fuori di casa. In questo caso si tratta di un semplice guasto: la blindata non scatta bene e la maniglia si è allentata.
Quando si presenta lo accolgono quattro urlanti bambini nudi, ciascuno con un gelato in mano.
"Giuro che non sono tutti miei," si difende Rape' sicura di non averlo convinto.
Verso le 17:00 i bambini cominciano a mostrare chiari segni di nevrosi da stanchezza e sembrano incapaci di giocare senza scannarsi.
"Ok, bambini. - Dice Rape'. - Giochiamo a uno, due, tre, stella!"
I bambini la guardano come fosse un'ameba.
"
Ok, bambini, giochiano a one, two, three, star!"
I bambini la guardano come fosse un'ameba bilingue.
Angelina e Figlio-due (nati lo stesso giorno ma con quattro anni di differenza) afferrano subito le regole e lo spirito del gioco. Calimero e Figlio-uno afferrano le regole ma cominciano subito a discuterle, definirle, delimitarle e azzuffarsi sui cavilli. S'inventano di aver visto qualcuno muoversi, si rifiutano di arretrare, vengono colti da possessione demoniaca quando perdono.
Knock Knock
"Eccomi!"
E' la mamma di Calimero con Calimerina, coetanea di Figlio-due. Ora il tranquillo pomeriggio a casa è colmo di cinque bambini che si sono di nuovo rispogliati dopo che si erano appena rivestiti.
Raperonzolo riesce a sbattere tutti fuori di casa solo alle 18:30.
Angelina tornerà ancora tre volte: una perché vorrebbe ancora giocare, un'altra nella speranza di essere invitata a cena e infine perché voleva solo "salutare".

Rosen, Rosen, Rosen

Raperonzolo ha scarso amor proprio e lo dimostra nel modo in cui pianifica le giornate. Saggezza vuole che se una giornata è contrassegnata da un evento clue (che preveda il trovarsi in un luogo con 200 bambini trepidanti ed un duenne che vorrebbe trepidare anche lui), ci si concentra su quello giocando sul relax nelle ore precedenti e successive al tale evento. Raperonzolo purtroppo, oltre che a soffrire di un'acuta forma di masochismo, è anche poco saggia, per cui in una giornata che già si preannunciava ostica ha infilato dentro di tutto infliggendo un duro colpo al suo già precario sistema nervoso.
Il terz'ultimo giorno di scuola era coronato dai giochi sportivi, agguerrita competizione tra le case della scuola. Chi conosce la saga di Harry Potter capirà di cosa sto parlando, chi non la conosce penserà che la Rape' farnetica, fa niente. Alla scuola di Figlio-uno le case sono cinque e hanno tutte nomi di autori: Rowlings, Tolkien, Dahl, Rosen, (più uno che Rape' non si ricorda mai). Figlio-uno è nella casa di Rosen.
Provate ad immaginare una versione in mianiatura di giochi senza frontiere, duecento bambini dai 5 agli 11 anni competitivamente urlanti seguiti da altrettanti esaltati genitori. Il tutto in programma per le 13:30, ora del riposino di Figlio-due. Un delirio. Per la maso-Raperonzolo è l'evento più atteso dell'anno perché ci si diverte come un'oca giuliva.
Sicché Rape' non trovava niente di male nell'invitare un'amica con mini-pipede per un té in mattinata, non fosse che poi ne ha invitata un'altra e poi un'altra ancora. Né aveva preventivato che la combriccola non se ne sarebbe andata dopo un paio d'ore, ma si sarebbe intrattenuta pressoché ad oltranza, perché gli inglesi non hanno la nozione del pranzo. Né aveva previsto che la casa sarebbe stata trasformata dalla gang di vivaci duenni nella quinta bolgia del terzo girone. Tanto che alle 12:00 (perché nella vita o la va o la spacca) ha invitato tutti a pranzo (tipo: o me fate magnà e magnàte pure voi o smammate, cocche), invito accolto (per fortuna) da una sola. Rape' infila in forno una pizza surgelata e saluta le altre. Intanto Figlio-due e l'amichetto del cuore Jo-jo decidono scavare le fondamenta alla casetta e ne escono fuori più neri di due spazzacamini. Sono ora le 12:15 e i due vengono repentinamente infilati sotto la doccia. Rape' e l'amica mangiano in piedi in cucina, poi l'amica corre a prendere una delle figlie alla materna e lascia Jo-jo a Rape'. Alle ore 13:00, la nostra ha capito che non avrà tempo di ripristinare un minimo di normalità prima di uscire. L'amica è tornata e ora i bambini sono tre, compresa Isi, quattro anni di dinamite pura. Ci vuole un caffé.
13:20 Figlio-due si arrampica sul davanzale della finestra e Jo-jo lo tira giù, Isi tira un pugno a Jo-jo. Succede il finimondo. Pronti ad uscire. Naturalmente Figlio-due ha fatto la pupù e bisogna cambiarlo. Rape' esce di casa alle 13:28, passeggino che sobbalza e Figlio-due in stato semicatatonico dalla stanchezza. Fanno ingresso le squadre.
Duecento bambini sfilano prendendo posizione. Ognuno di loro ha la propria bottiglia dell'acqua in mano, tranne Figlio-uno.
- E la bottiglia dove l'hai messa?
- Non lo so.
E' la bottiglia numero quattro che perde dall'inizio dell'anno e la seconda in due giorni di scuola. Ne ha persa una venerdì. Con questa, appena ricomprata, ha battuto ogni record. E' riuscito a perderla tra le 9:00 e le 13:00 senza averla mai usata, malgrado, come tutte le altre, avesse su nome, cognome e numero di telefono.
Rosen, che l'anno scorso si erano classificati ultimi quest'anno sono in gran forma. Rape' e Figlio-due gridano Rosen, Rosen, Rosen come forsennati. La casa di Figlio-uno si aggiudica il primo premio per il fair play e il secondo nella gara a punti. Un successone. Fine dei giochi.
La prima elementare viene chiamata dalla maestra ma Figlio-uno non la sente e non trova più i suoi compagni di classe malgrado stiano tutti a pochi metri, compresi tre di loro che come lui fanno parte della casa dei Rosen. Figlio-due liberato dal passeggino corre tra la folla. Figlio-uno piange che non trova gli altri (che continua ad avere davanti). Figlio-due sbraita perché non vuole essere tenuto per mano, poi perché non vuole tornare nel passeggino. Rape' riporta Figlio-uno in classe e gli dice di prendere le sue cose.
Ora, bisogna chiarire che Figlio-uno è geneticamente programmato al socialismo reale. In lui non esiste alcun senso della proprietà privata. Per tanto la sua cura e attenzione per gli oggetti che gli appartengono è di una cifra quantificabile intorno allo zero assoluto. In una normale giornata di scuola all'uscita si svolge quotidianamente la seguente situazione:
- Ciao amore, com'è andata scuola oggi?
- Bene.
- E la cartella?
- Ah già.
Rientra in classe e prende la cartella.
- Ma stamattina non avevi il maglione?
- Ah sì, ma non so dov'è.
- Bé rientra e cercalo.
Rientra in classe si fa aiutare dalla maestra e trova il maglione sotto una sedia.
- E la bottiglia dell'acqua?
Rientra in classe si fa aiutare dall'assistente della maestra e trova la bottiglia sotto un tavolo.
- E il berretto?
Rientra in classe si fa aiutare da Rape' ormai stremata che trova il berretto per terra in un bagno.
Naturalmente oggi non era una giornata normale. I bambini si erano cambiati. Figlio-uno deve trovare: scarpe, calzini, maglietta, maglione, pantaloncini, borsa da ginnastica, cartella e berretto. Tutti oggetti che si è tolto distrattamente seminandoli in lungo e in largo per mezza scuola. L'impresa è ben al di sopra delle sue possibilità.
Panico.
Figlio-due, parcheggiato fuori al sole, è ora vicino all'isteria. Figlio-uno insiste che non sa dove ha messo le sue cose. A Rape' esce il fumo dalle orecchie. Insieme a due maestre, un bidello e un assistente riescono in mezz'ora a recuperare tutto tranne la fatidica bottiglia.
Tempo di andare al parco.
Rape' sa che è una pessima idea, ma nell'euforia in mattinata ha organizzato tutto e coinvolto mezza dozzina di mamme nella sortita.
Trascina Figlio-due (ora vicino al colpo apoplettico) a casa e lo calma con un po' di latte, biciclette nel portabagagli e via.
Il trio rientrerà due ore più tardi: lei in stato larvoidale, loro interamente da centrifugare. La casa, mai riassettata dal caos del té mattutino, mostra segni evidenti del passaggio dell'uragano Kathrina.
Tranquilla Rape', si dice da sola la nostra, oggi era la giornata "facile". Mercoledì il gran finale dell'anno scolastico: watergun fight, la battaglia delle pistole ad acqua.

venerdì 18 luglio 2008

Paese che vai...

Ore 16:20, Raperonzolo è andata a riprendere Figlio-due al nido privato che frequenta per qualche ora il venerdì.

"Oggi ha mangiato poco e niente."
"Bé, questa mattina è stato al Teddy Bear pic nic con il playgroup, forse aveva già mangiato qualcosa prima di venire qui."
"Ma no, veramente a pranzo ha finito tutto."
"E allora quand'è che non ha mangiato?"
"A cena."
"A cena???"

Caro Figlio-due, hai ragione. Neanche mamma, dopo quasi sedici anni, si è fatta una ragione dell'assurdità degli orari dei pasti dei British. Come si fa a cenare alle 16:00???
Tranquillo che mamma stasera (ad un orario più consono al tuo stomaco) ti fa le trinette col pesto.

giovedì 17 luglio 2008

Stati confusionali

"Ciao Rape', ma tu che ci fai qui?"
"Come cosa ci faccio? Sono venuta a lavorare."
"A quest'ora? Ma non è un po' prestino?"
"Oggi avevo il turno extra, no?"
"Ma sei sicura? Guarda che è già arrivata G."
"E' già arrivata G??? Ma scusate, non è il dician..."

Raperonzolo in questo periodo è molto confusa. Sabato scorso, in un fenomenale lapsus di date, si è presentata a lavoro con tre ore di anticipo.

martedì 15 luglio 2008

Più bianco non si può

Alcune settimane fa Figlio-due ha cominciato la pre-materna. Da allora Raperonzolo, per tre mattine a settimana, beneficia di ben due ore senza figli. Si potrebbe pensare si tratti di un primo passo verso il ripristino della normalità e della salute mentale, invece la nostra, inebriata dall'estasi di cotanta libertà, ha fin da subito esibito un discreto numero di patologie, alcune delle quali piuttosto inquietanti.
Rape' è sempre stata una casalinga distratta, approssimativa e assai poco metodica. Si accontentava di standard minimi, cercando di non oltrepassare i limiti della decenza. E poiché nel Regno di Her Majesty gli standard sono piuttosto bassi, il suo "alla come mi viene" le bastava per sentirsi la reincarnazione di Mastro Lindo. Di solito riordinare per Rape' consisteva nel fare piazza pulita di tutti i giocattoli in giro per casa e fare una pila in un angolo; passare l'aspirapolvere era uno zig zag di pochi secondi per pacare lo sguardo; spolverare un'attività casuale ed en passant; pulire i vetri una ricorrenza stagionale, mentre ragnatele suoi soffitti, lampadari e cornici richiedevano piani addirittura quinquennali. Rape' inoltre non stirava, per principio. Quanto alla lavatrice, per lei esisteva un bucato solo, quello in cui s'infila tutto a casaccio e poi si lava a quaranta gradi.
Ora Raperonzolo è irriconoscibile.
Accompagnati i bambini a scuola, varcata la soglia di casa, è colta da una patologica ansia spasmodica di pulizia. Il suo è un bisogno addirittura fisiologico. Di questi tempi la si vede inguantata, corazzata di Cif, Viakal, Vetril, bombolette spray, pezzette, strofinacci intenta a svuotare armadi, mobili, cassetti; lei raschia, strofina, pulisce, ripulisce e lucida; si arrampica, si abbarbica, manovra spolverini come un giocoliere. Ha inoltre sviluppato un'ossessione maniacale per il bianco, colore che ha scoperto da poco. Con vent'anni di bucati alla 'ndo cojo cojo alle spalle, la cosa più simile al bianco in casa sua era un trasmutante grigio-chiaro. Potendo scegliere tra polo gialle o bianche per la divisa scolastica di Figlio-uno aveva subito optato per le gialle. Ora non più. Ora le vuole bianche che più bianche non si può. Lava esclusivamente a 95 gradi. La sua casa è diventata il regno di candeggine e sbiancanti. Se il bianco non fulmina lo sguardo non è soddisfatta.
La famiglia naturalmente è in grande fermento.
Il Mr tenta disperatamente di rimediare abbandonando scarpe e vestiti ovunque può sperando di ripristinare il vecchio e sano caos.
Figlio-uno, si rotola quotidianamente nel fango sperando di riuscire finalmente a macchiarsi in modo indelebile.
Figlio-due si premunisce di spalmare di Nutella le pareti perché troppa pulizia nuoce al suo sano sviluppo di un duenne.
Rape', dal canto suo, si auspica invece che le imminenti vacanze scolastiche giovino al suo attuale stato psichico e la restituiscano ad un glorioso lassismo.

mercoledì 9 luglio 2008

Twinkle twinkle chocolate bar

Twinkle twinkle chocolate bar
My mummy uses a rusty car
She put the engine in a choke
Off she goes in a puff of smoke

Twinkle twinkle chocolate bar
My mummy uses a rusty car.

A dodici mesi Figlio-due replicava melodie in modo assolutamente perfetto; a diciotto ricordava tutti i testi; a trenta mesi, ecco il suo primo testo in rima (re-make del celeberrimo "Twinkle twinkle little star"). Inutile dire che è diventato un family hit.

martedì 8 luglio 2008

Confidenze e precisazioni

- Sai mamma che fratellino ha una fidanzata.
- Davvero, e chi è?
- Non lo so ma io gli ho chiesto se aveva la fidanzata e lui ha detto di sì.
- Figlio-due, chi è la tua fidanzata?
- Io!!!
Ok, essere innamorati di se stessi a due anni e otto mesi non mi sembra un grande crimine.
- E tu, Figlio-uno, ce l'hai la fidanzata?
- Ah no, io no!
- Come no? Io credevo che A. fosse la tua fidanzata.
- Ma no, mamma, che dici? A. non è la mia fidanzata, è mia moglie.

domenica 6 luglio 2008

Un tranquillo weekend di paura

Riunire cinque gruppi familiari in un quadrilatero di tende alle porte della città in cui si vive avrebbe potuto rivelarsi un'idea vincente, soprattutto grazie ad un tempo variabilmente mediocre ma non deleterio, una comitiva affiatata e un campeggio pieno di prati e boschi, non fosse che uno dei gruppi presenti fosse quello di Raperonzolo.
Intendiamoci, gli altri partecipanti erano ben consapevoli delle tendenze suicide o migratorie dei figli della suddetta. Negli anni avevano assistito ai voli di Figlio-due o le sue corse forsennate in direzione strada statale, avevano vissuto il thriller di Figlio-uno dissoltosi nel nulla durante una gita allo zoo. Sapevano che un weekend con la Rapefamiglia avrebbe assicurato suspance e adrenalina per tutti. Quello però a cui non erano preparati era che in questa occasione Raperonzolo avrebbe superato se stessa (sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo) nel peredere (e per fortuna ritrovare) i figli (entrambi, a turno e più di una volta), se stessa e un numero imprecisato di oggetti, tutto nell'arco di quarantotto ore.
Ma veniamo ai fatti:

Rape' ritrova Figlio-uno senza essersi accorta di averlo perso

Il piano era perfetto. Il campeggio lo avrebbero fatto solo Rape' e Figlio-uno, mentre il Mr e Figlio-due avrebbero trascorso lì solo la giornata di sabato.
Venerdi, ore 19:00. Figlio-uno è euforico. Alla Reception si catapulta fuori della macchina.
- Noi abbiamo già fatto il check-in - dice la mamma di James Bond - se vuoi lo portiamo con noi nella zona assegnataci così può già giocare.
- Ok, - fa Raperonzolo. - Arrivo subito.
Dice al pargolo di avviarsi con loro, ma lui è ormai sintonizzato sulla frequenza sovraeccitazione.
Arrivano Oliver Twist e i genitori.
- Ci aspetti che facciamo il check-in e veniamo con te?
- Ok.
Il trio impiega quindici minuti. Quando Rape' arriva allo spiazzo assegnato al gruppo sente gli schiamazzi dei bambini dal boschetto adiacente e si mette a montare la tenda dando per scontato che Figlio-uno sia lì. Venti minuti dopo la tenda è su. Di tanto in tanto le sono comparsi davanti James Bond, la sorella Fatina, Calimero, Neville e Oliver Twist. E Figlio-uno? Sta per cominciare a chiedersi se non sia il caso di andare a controllare quando il figlio le si materializza davanti, piangente e abbarbicato al suo gorilla.
- Mammaaaa!!! Dov'eri???
- Ma come dov'ero? stavo qui!
Dalla narrazione successiva ne risulta che nel corso della precedente mezz'ora, il bambino (che tutti credevano fosse nel boschetto con i suoi amici) aveva vagabondato per il campeggio, fino a raggiungere l'ingresso, alla ricerca della mamma "scomparsa". A Rape' le si sono rizzati i capelli in testa, colta da una tachicardia a posteriori. Trascorrerà poi l'ora successiva a spiegare figliolo ritrovato (che non sapeva di aver smarrito) che non si sarebbe mai più dovuto allontanare per NESSUN MOTIVO.

Nel tragitto ai bagni Rape' viene catapultata in un universo parallelo

Ore 23:00. Rape' e Figlio-uno, armati di torcia, vanno ai bagni a lavarsi i denti. Attraversano tre metri di boschetto e un piazzale di roulotte. Saranno in tutto cinquanta metri, ma la nostra fa una nota mentale di roulotte e siepi per ritrovare la sua tenda. All'uscita dai bagni però il panorama è improvvisamente cambiato. Gli alberi sembrano diversi e non ci sono roulotte. Ci sono tante tende invece, un mangiatore di fuoco e alcuni giocolieri che si esibiscono intorno ad un focolare. Rape' raggiunge la siepe oltre la quale c'è il boschetto che conduce alla sua tenda, ma invece del boschetto improvvisamente le si para davanti uno stagno dove manca poco lei e Figlio-uno non cascano dentro. Stagno... giocolieri... fumo... sfilata di pioppi... a Rape' sembra un film di David Linch.
- Mamma, ma dove siamo? Io queste cose non me le ricordo.
- Amore, forse all'andata eravamo distratti, vedrai che ora la strada la troviamo.
Quaranta minuti e alcuni chilometri di tentativi di percorsi più tardi...
- Pronto, mamma di James Bond, lo so che la situazione è incresciosa e abbastanza patetica, ma io e Figlio-uno siamo stati catapultati in un universo parallelo, non è che potete venire a recuperarci ai bagni?
Trascorrono altri venti minuti. Figlio-uno è stremato e della mamma di James Bond non c'è traccia. Ormai Rape' è rassegnata al fatto che nei bagni c'era una breccia quantistica che li ha materializzati in un'altra dimensione dalla quale non riusciranno mai più a fare ritorno. Solo allora, verso la mezzanotte, si rende conto che l'edificio ha due lati perfettamente simmetrici e il duo è semplicemente uscito dal lato sbagliato.

Rape' perde oggetti a ritmi insostenibili

L'intero gruppo è stato mobilitato a più riprese nella ricerca di un numero imprecisato di oggetti di Rape' (per fortuna poi tutti ritrovati) tra i quali:
- anello di fidanzamento
- una scarpa di Figlio-uno
- gorilla
- altri vari capi d'abbigliamento dei figli o di gorilla

Figlio-due svanisce in una ludoteca

Sabato mattina pioveva. L'intera comitiva si trasferisce in una ludoteca. Rape' va a prendere Figlio-due a casa e dice al Mr. che potrà raggiungerli al campeggio nel pomeriggio. Nella ludoteca, la nostra si piazza in posizione strategica: ha un occhio ancorato all'ingresso per assicurarsi che Figlio-due non esca, mentre con l'altro lo segue nella girandola di scivoli, scalette e palline colorate. Due ore dopo, quando è il momento di andare, lo perde di vista per circa 15 secondi mentre raccoglie scarpe e giacche.
Come da copione, Figlio-due svanisce nel nulla. Raperonzolo ha una sola certezza: non è uscito. Sì... ma dov'è???
Lo ritroverà la mamma di James Bond circa mezz'ora dopo in un'area riservata, in fondo ad un corridoio che ha raggiunto dopo aver oltrepassato ben due uscite di sicurezza.

Rape' perde Figlio-uno, il sangue freddo, la pazienza e mobilita l'intero campeggio

- Vuoi che ti aiuto a smontare la tenda? - chiede la mamma di James Bond a Rape'.
- No, guarda, sono a buon punto. Piuttosto potresti andare a controllare dov'è Figlio-uno, è un po' che non lo vedo.
10 minuti dopo:
- E' lì con gli altri?
- No, non c'è, vado a controllare dall'altro lato.
- Ok.
15 minuti dopo:
- Lo hai trovato?
- No, vado a vedere se è ai bagni.
20 minuti dopo:
- Era lì?
- No, vado a controllare alle altalene.
25 minuti dopo:
- Era alle altalene?
- No, ora salgo in macchina e vado a fare un giro per i viali. Deve essersi allontanato più del dovuto.
Rape' finisce di caricare la macchina e parte alla ricerca.
James Bond, Fatina, Calimero, Neville e Oliver Twist stanno tutti insieme. Hanno visto Figlio-uno allontanarsi verso il bosco circa mezz'ora prima.
40 minuti dopo:
Rape' chiama e chiama ma Figlio-uno non risponde, trova il boschetto e scopre che c'è un laghetto artificiale. Panico.
50 minuti dopo:
Insieme alla mamma di James Bond allertano i gestori. Partono le ricerche a tappeto.
75 miniti dopo:
Piove a dirotto, Rape' è in un mare di lacrime, la mamma di James Bond ha il volto sconvolto. I gestori del campeggio girano in bicicletta chiamando Figlio-uno. La comitiva si è divisa in gruppi che setacciano ogni angolo del parco. Altri campeggiatori si uniscono alle ricerche.
90 minuti dopo:
Rape' è tornata al laghetto e segue il sentiero intorno. Al centottantesimo "Figlio-unoooooooooooooo!!!" si sente rispondere:
- Uh, ciao mamma, sono qui, stavo facendo una passeggiata con il mio nuovo amico Zac.
Il nuovo amichetto Zac si dileguerà all'istante non appena vedrà la Rape-tigre azzannare il figlio in una girandola di sberle e sculacciate come non ne aveva mai date.
Seguiranno alcune ore di training autogeno.


giovedì 3 luglio 2008

Psicosi collettiva

Febbraio: Raperonzolo ed altre cinque mamme godono della loro serata mensile di libertà. Ebro di chiacchiere, alcol e patatine il sestetto comincia a dare chiari segni d'instabilità psico-emotiva.
- Bisognerebbe fare qualcosa insieme.
- Giusto.
- Qualcosa di diverso.
- Assolutamente.
- Per esempio andare in campeggio.
- Fantastico!
- Noi ed i bambini. Tutti quanti appassionatamente.
- E i mariti?
- Bé, se proprio vogliono venire...
- Magari una serata sola.
- E perché non due?
- Sì, due, due!!!
- Che so, partire il venerdì sera e stare fino alla domenica.
- Meraviglioso!
- E dove andiamo?
- Bé, qui ad Hertford c'è un campeggio.
- Quello dietro al liceo?
- Sì, è a due passi.
- Favoloso, così non dobbiamo neanche viaggiare e volendo ci possiamo arrivare a piedi.
- Geniale.
- Fa niente se io non ho la tenda?
- Non ce l'ho neanche io.
- Bé, noi ne abbiamo una molto grande.
- Anche noi.
- E pure noi. Ci dovermmo entrare tutti. Al limite ci stringiamo.
- Saremo una quindicina, basteranno tre tende?
- Ma sì che ci arrangiamo!
- Noi non abbiamo i sacchi a pelo.
- Basta un piumone.
- E per mangiare?
- Se è bello si fa il barbecue, sennò ordiniamo una bella pizza e via.
- Quando lo facciamo?
- Direi a luglio.
- Luglio va benissimo.
- Poco prima che finiscano le scuole.
- Perfetto.
- Tiriamo fuori le agende e segnamoci una data.
- Ok, allora se siamo d'accordo domani io prenoto.
- Prenota, prenota.

A ventiquattr'ore dalla data prescelta, mentre su Hertford si abbatte un nubifragio di proporzioni apocalittiche, Raperonzolo si chiede quale forma di psicosi collettiva è responsabile della messa in atto di un progetto che vedrà sei mamme, tre papà e otto bambini recarsi ad un chilometro di distanza da casa, montare le tende e probabilmente annegare nella melma in preda ad acuti attacchi di reumatismi.

mercoledì 2 luglio 2008

L’abito non fa il monaco (e neanche la mamma)

Tutti i martedì sera Raperonzolo e Figlio-due godono del loro momento d’intimità. Il campo è libero: Figlio-uno è agli scout e il Mr dedito alla manutenzione dell’apparato fisico (palestra, bici o corsa a seconda di come gli gira e di che tempo fa).
Appena rientrati in casa, i due amanti segreti si precipitano su per le scale, si spogliano e si immergono in una schiumosissima vasca da bagno cantando Bella ciao. Lui ha occhi solo per lei. Lei – mentre gli fa il solletico e lo ricopre di baci - sta attenta che lui non anneghi o allaghi il bagno. Il repertorio canoro è ormai collaudato, dopo Bella ciao si passa al Mazzolin di fiori, poi al Ciodo de ferro vecio, infine Avevo un campo di carciofi. Di solito, dopo la terza tornata di bendibidugogobidabidu Figlio-due è colto da una crisi ilare di tale portata che Rape’ ritiene opportuno tirarlo fuori e prepararlo per la nanna.
Questo martedì faceva molto caldo. Dopo il tête-à-tête acquatico, Raperonzolo opta per abiti più leggeri, tira fuori un vestito dall’armadio e se lo mette. Figlio-due la osserva estatico come non l’avesse mai vista prima, punta al vestito, spalanca gli occhi ed esclama:
- Mamma! Che bello!
Rape’ arrossisce lusingata, come se lo straccetto che indossa, acquistato al mercato di Camden quasi tre lustri prima, fosse improvvisamente diventato un modello Chanel. Il suo piccolo uomo sa come trattare le donne.
Dopo un po' però Rape' vede che Figlio-due è perplesso. Sta lì che penzola la testa da un lato e dall’altro e la squadra dalla testa a i piedi dubbioso.
- Che c'è che non va? - chiede lei.
- Ma mamma… - dice lui puntandole le gambe – …e i pantaloni?
Il fatto che Figlio-due, due anni e otto mesi, avesse scambiato un vestito per una camicia e che per lui fosse inconcepibile la mamma senza pantaloni, la dice lunga sulla frequenza con cui Raperonzolo indossi una qualunque cosa di vagamente femminile.
L'abito non fa il monaco, e certamente neanche la mamma.