Raperonzolo la sera va a letto troppo tardi. Lo sa. Allora ogni tanto si impone dei periodi di autodisciplina, e come Cenerentola a mezzanotte in punto spegne il computer e se ne va a dormire. Naturalmente dimentica sempre qualche cosa.
0:20 – Raperentola è al caldo sotto le coperte, pronta ad almeno sei ore di sonno filato.
0:45 – Ancora sveglia, non si ricorda se ha abbassato il termostato del riscaldamento. Pensa di sì e si rigira dall’altra parte.
0:55 – Decide che è il caso di andare a controllare.
1:20 – Mentre sta quasi per prendere sonno, si alza di scatto: i soldi per il dentino!!! Figlio-uno ha perso il suo terzo dente da latte e lo ha fiduciosamente infilato sotto il cuscino. Una dimenticanza così genererebbe nella suddetta complessi di colpa di tale portata da lacerare irrimediabilmente il già precario senso di autostima. Con un balzo è giù di sotto a rovistare nel borsellino. Poi s’intrufola nella stanza dei bambini attenta a non svegliare Figlio-due che al sonno più leggero d’un legionario. Lo trova audacemente infilato nel letto del fratello avvinghiato a lui come un boa constrictor. E’ sveglio ma fa finta di dormire per paura di essere rispedito nel suo letto. Raperentola fa finta di non vedere. Eseguita la delicata operazione Tooth Fairy se ne trona a letto riappacificata con se stessa.
1:45 – Si ode un botto, un tonfo, un rumore infernale. Questa volta entrambe i coniugi si alzano di scatto. Cos’è crollato? Il tetto? Casa? Figlio-due è cascato dal letto? Raperentola si precipita nella stanza dei bambini: tutto ok. Scende giù di sotto, niente da segnalare. Risale allora di sopra e dà un’occhiata alla stanza del computer. Poi torna a letto.
- Che è successo?
- Niente, niente, è crollato uno degli scaffali nella stanzetta, quello carico di libri da una tonnellata cadauno. Per fortuna sono venuta a letto presto. Mi sarebbe cascato tutto in testa. Buonanotte.
2.10 – Figlio-due piange. Ha male ad un orecchio. OK, otite. Domani ci sarà da portarlo dal dottore. Raperentola gli dà un po’ di Neurofan per calmargli il dolore, un po’ d’acqua e lo rimette nel lettino. Buonanotte.
2:25 – Figlio-due ripiange. Ancora tanta bua. Ok, mamma ti fa un po’ di compagnia.
3.00 – Ancora Figlio-due. Raperentola comincia a dare acuti segnali di scompensi psico-motori.
3:20 – Sempre Figlio-due. Questa volta il papà prende in mano le redini della situazione, secondo quel tacito accordo di darsi una mano nelle notti difficili. Il papà si alzerà poi tre volte nell’ora successiva, fino a che, alle 4:30, stremato, deciderà di portare Figlio-due nel lettone. Purtroppo per i nostri figli il lettone è percepito come sala riunioni, giochi, attività d’intrattenimento, momenti canori, salti sul materasso, gioco al tunnel. Si fa di tutto nel lettone, tranne che dormire. Da qui si deduce che quella di portare un figlio nel lettone è una scelta talvolta necessaria ma di stampo decisamente masochistico. Fingo la catalessi.
5:30 – Il papà minaccia Figlio-due di riportarlo nel lettino dopo che si è arrampicato sulla sponda del letto e attentato di buttare giù un quadro. Ne segue una crisi isterica che fa tremare le mura di casa.
5:50 – Figlio-due con le mani mi tira i capelli e con i piedi calci. Ringhio.
6:10 – Figlio-uno spalanca la porta e annuncia:
- Mamma! Papà! Guardate! E’ venuta la Tooth Fairy e mi ha lasciato una monetina!!!
6:30 – Suona la sveglia. Buongiorno Mattino! Dice Raperentola approssimandosi a cambiare il primo pannolino della giornata. Tutto sommato poteva andare peggio. Fino a sei mesi fa questa sarebbe stata una buona nottata.
0:20 – Raperentola è al caldo sotto le coperte, pronta ad almeno sei ore di sonno filato.
0:45 – Ancora sveglia, non si ricorda se ha abbassato il termostato del riscaldamento. Pensa di sì e si rigira dall’altra parte.
0:55 – Decide che è il caso di andare a controllare.
1:20 – Mentre sta quasi per prendere sonno, si alza di scatto: i soldi per il dentino!!! Figlio-uno ha perso il suo terzo dente da latte e lo ha fiduciosamente infilato sotto il cuscino. Una dimenticanza così genererebbe nella suddetta complessi di colpa di tale portata da lacerare irrimediabilmente il già precario senso di autostima. Con un balzo è giù di sotto a rovistare nel borsellino. Poi s’intrufola nella stanza dei bambini attenta a non svegliare Figlio-due che al sonno più leggero d’un legionario. Lo trova audacemente infilato nel letto del fratello avvinghiato a lui come un boa constrictor. E’ sveglio ma fa finta di dormire per paura di essere rispedito nel suo letto. Raperentola fa finta di non vedere. Eseguita la delicata operazione Tooth Fairy se ne trona a letto riappacificata con se stessa.
1:45 – Si ode un botto, un tonfo, un rumore infernale. Questa volta entrambe i coniugi si alzano di scatto. Cos’è crollato? Il tetto? Casa? Figlio-due è cascato dal letto? Raperentola si precipita nella stanza dei bambini: tutto ok. Scende giù di sotto, niente da segnalare. Risale allora di sopra e dà un’occhiata alla stanza del computer. Poi torna a letto.
- Che è successo?
- Niente, niente, è crollato uno degli scaffali nella stanzetta, quello carico di libri da una tonnellata cadauno. Per fortuna sono venuta a letto presto. Mi sarebbe cascato tutto in testa. Buonanotte.
2.10 – Figlio-due piange. Ha male ad un orecchio. OK, otite. Domani ci sarà da portarlo dal dottore. Raperentola gli dà un po’ di Neurofan per calmargli il dolore, un po’ d’acqua e lo rimette nel lettino. Buonanotte.
2:25 – Figlio-due ripiange. Ancora tanta bua. Ok, mamma ti fa un po’ di compagnia.
3.00 – Ancora Figlio-due. Raperentola comincia a dare acuti segnali di scompensi psico-motori.
3:20 – Sempre Figlio-due. Questa volta il papà prende in mano le redini della situazione, secondo quel tacito accordo di darsi una mano nelle notti difficili. Il papà si alzerà poi tre volte nell’ora successiva, fino a che, alle 4:30, stremato, deciderà di portare Figlio-due nel lettone. Purtroppo per i nostri figli il lettone è percepito come sala riunioni, giochi, attività d’intrattenimento, momenti canori, salti sul materasso, gioco al tunnel. Si fa di tutto nel lettone, tranne che dormire. Da qui si deduce che quella di portare un figlio nel lettone è una scelta talvolta necessaria ma di stampo decisamente masochistico. Fingo la catalessi.
5:30 – Il papà minaccia Figlio-due di riportarlo nel lettino dopo che si è arrampicato sulla sponda del letto e attentato di buttare giù un quadro. Ne segue una crisi isterica che fa tremare le mura di casa.
5:50 – Figlio-due con le mani mi tira i capelli e con i piedi calci. Ringhio.
6:10 – Figlio-uno spalanca la porta e annuncia:
- Mamma! Papà! Guardate! E’ venuta la Tooth Fairy e mi ha lasciato una monetina!!!
6:30 – Suona la sveglia. Buongiorno Mattino! Dice Raperentola approssimandosi a cambiare il primo pannolino della giornata. Tutto sommato poteva andare peggio. Fino a sei mesi fa questa sarebbe stata una buona nottata.




